Panarea

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L’isola di Panarea è la più piccola delle Isole Eolie con un’estensione di appena 3,4 kmq. I Greci la chiamavano Euōnymos cioè “quella che sta a sinistra”, inteso come alla sinistra di chi navigava da Lipari verso la Sicilia. In età bizantina divenne invece Panaraia, cioè tutta sconnessa, per le caratteristiche del suo terreno. Nella parte nord est Panarea è circondata da una serie di scogli e isolotti grandi e piccoli che contribuiscono a rendere incantevole il panorama. Guardando all’orizzonte, si possono scorgere: le Formiche, Lisca Nera, Bottaro, Lisca Bianca, Dattilo, i Panarelli e Basiluzzo. Un tempo facevano tutti parte di un grande e unico territorio craterico, poi collassato in mare per i ricorrenti fenomeni sismici. L’origine vulcanica dell’isola si manifesta, ancora oggi, attraverso le cosiddette “fumarole”, cioè emissioni di gas e vapore provenienti dal sottosuolo. È possibile vederli sia nella Spiaggia della Calcara che tra le isole di Bottaro e Lisca Bianca. Vicino la Punta di Peppe e Maria c’è invece una sorgente termale. Come tutte le isole della Sicilia, anche Panarea è stata interessata da continue incursioni da parte dei pirati. A testimoniarlo ancora oggi c’è Drauto, uno dei principali centri abitati. Il nome deriva dal pirata Dragut che, in questa insenatura, era solito ormeggiare le sue navi. I primi insediamenti umani sull’isola di Panarea risalgono al XIV secolo a.C. Sul promontorio di Punta Milazzese, che chiude la splendida Cala Junco, è possibile ammirare i resti di un villaggio di capanne circolari risalenti all’età del bronzo. 

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