Pantelleria

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Pantelleria è l’isola italiana che si trova più a sud nel Mediterraneo. Dista 110 chilometri dalle coste siciliane, e solo 70 da Capo Mustafà in Tunisia. Chiamata anticamente Cossyra, l’isola si è originata da una prima eruzione vulcanica risalente a 200.000 anni fa, poi rimodellata da continue frane, l’ultima intorno a 49.000 anni fa. La natura del suolo si avverte in tutte le manifestazioni vulcaniche secondarie disseminate tra le varie contrade. Potrete incontrare, oltre ad alcune sorgenti termali naturali, anche le favare, fiotti di vapore acqueo caldo fino a sfiorare l’ebollizione. A queste si aggiungono: bagni asciutti o stufe, cioè grotte da cui fuoriesce vapore, buvire, pozze d’acqua salmastra e le mofette, esalazioni di anidride carbonica. L’unica spiaggia presente sull’isola è in realtà rappresentata dalle sponde del Lago di Venere. Gli altri accessi al mare sono di difficoltà variabile. Gli sforzi saranno comunque sempre ripagati da un tuffo in acque splendide e cristalline. Anche a causa dei continui pericoli che arrivavano dal mare, con le frequenti incursioni di pirati, Pantelleria è stata da sempre un’isola anomala, vocata più all’agricoltura che alla pesca. Nell’860 d.C. una colonia di contadini siciliani musulmani ha iniziato a piantare l’uva zibibbo o Moscato d’Alessandria. Da questo vitigno si ottiene una delle eccellenze vinicole siciliane: il Passito di Pantelleria. L’altra grande ricchezza vegetale dell’isola è il cappero, l’unico ad avere ottenuto il riconoscimento europeo dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) e che, a queste latitudini, cresce spontaneamente dovunque.

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