Processione del Venerdì Santo di Enna

    Processione del Venerdì Santo a Enna

    La processione del venerdì Santo è al cuore dei riti che si svolgono durante la settimana Santa di Enna. Suggestiva e imponente, viene considerata una delle processioni più belle della Sicilia, visitata ogni anno da migliaia di turisti e particolarmente partecipata da tutta la popolazione ennese. Durante la celebrazione sfilano per quasi tutte le vie della cittadina circa 2.500 incappucciati che indossano i caratteristici costumi delle 16 confraternite a cui appartengono e oggi ancora presenti ad Enna. Un vero e proprio rito funebre di accompagnamento dei fercoli del Cristo e della Madonna al suono di canti popolari e marce funebri.

    Una tradizione secolare di origine spagnola

    La processione del venerdì Santo, come tutte le altre ritualità praticate durante la settimana che precede la Pasqua, si fa risalire all’inizio della dominazione spagnola nel XV secolo ed è strettamente collegata alla storia delle confraternite. Le prime confraternite nascevano nel Basso Medioevo come corporazioni di arti e mestieri, impegnate a incoraggiare i valori della cristianità attraverso opere di mutuo soccorso e assistenza ai poveri e bisognosi. Sarà sotto l’influenza culturale spagnola e grazie soprattutto al favore accordatogli dai viceré spagnoli che queste aggregazioni spontanee aumentarono in numero e si svilupparono ulteriormente acquistando potere sul popolo, partecipando attivamente alla vita politica e presiedendo a tutte le funzioni di natura religiosa.

    Delle 34 confraternite esistenti nel 1740 ad Enna oggi ne resistono solo 16. Tuttavia, non vi è famiglia ennese che non abbia almeno un componente maschile facente parte di una di queste confraternite. Una tradizione che si tramanda da secoli da padre in figlio con l’orgoglio comunitario di organizzare tutte le ritualità della settimana Santa e in particolare la complessa e articolata processione del venerdì Santo. I costumi indossati durante la celebrazione sono caratteristici di ogni confraternita per stemmi, colori e mantelle e riproducenti quelli dei secoli passati. Gli elementi comuni sono un lungo camice bianco stretto ai fianchi, la mantella, guanti bianchi, il caratteristico cappuccio con la visiera, da cui gli deriva il nome di incappucciati e una corona di vimini intrecciati sul capo, chiaro simbolo evocante la corona di spine del Cristo.

    Ogni confraternita, inoltre, all’interno della processione svolge un ruolo preciso e immutabile nel tempo. Alla confraternita più antica di Enna, fondata nel lontano 1261, quella del Santissimo Salvatore, nel 1672 le fu conferito il privilegio di condurre il fercolo con il Cristo Morto. Mentre alla confraternita della Santissima Passione, costituita nel 1660, con bolla del viceré di Sicilia, viene attribuito l’onore di condurre nella processione del venerdì Santo le tavole dei misteri. Questi misteri sono i 25 simboli della passione del Cristo, tra cui una corona di spine, i flagelli, i chiodi, una lancia, un sudario e un gallo vivo, ornato con i nastri dei colori delle confraternite e rievocazione del tradimento di Pietro che al canto del gallo rinnegò per tre volte il Cristo. Sarà invece la confraternita della Santa Maria Addolorata a condurre in processione il fercolo della Vergine.

    La processione del venerdì Santo e il suo articolato cerimoniale

    Dalle prime ore del pomeriggio fino a notte inoltrata le vie di Enna si trasformano in una sorta di teatro a cielo aperto. Una manifestazione solenne che coinvolge l’intera cittadina. Con grande compostezza e secondo uno schema rigido, i confrati incappucciati, ognuno secondo il ruolo assegnato alla propria confraternita, si dipartono in lunghe file silenziose dalle proprie parrocchie per dirigersi verso il Duomo di Enna, luogo da cui, dopo i canonici riti religiosi, avrà avvio la processione vera e propria.

    La prima confraternita ad aprire la celebrazione del venerdì Santo è quella della Passione che accompagnata dalla banda cittadina condurrà dalla Chiesa di S. Leonardo i misteri. Lungo il tragitto verso il Duomo si accoderanno le altre confraternite. Giunte alla chiesa dell’Addolorata, renderanno omaggio alla Vergine e ne usciranno in processione, seguiti dai confrati della Santa Maria Addolorata che, chiudendo il corteo, condurranno il Fercolo della Madonna. Contemporaneamente un’altra processione ha luogo per le vie di Enna. I confrati del Santissimo Salvatore, conducendo a spalla il monumentale fercolo del Cristo Morto, giungeranno per primi in solennità e silenzio al Duomo.

    Solo quando anche il fercolo della Madonna sarà giunto al Duomo che si aprirà la vera e propria processione del venerdì Santo. Secondo un rigido ordine prestabilito gli incappucciati defluiranno dalle scale del Duomo per dirigersi in processione verso il cimitero. Coreografico e suggestivo questo corteo avanzerà tra ali di folla sorprendentemente silenziosa per le vie principali di Enna. L’imbrunire viene reso ancora più mesto e composto dall’assenza di luci artificiali. In segno di rispetto e solennità i negozi saranno tutti chiusi, il traffico cittadino bloccato e le luci dei lampioni saranno sostituite da fiaccole accese, poste lungo tutto il percorso. La banda intona marce funebri tutte composte da maestri direttori di banda o maestri musicisti ennesi e caratterizzate da un ritmo leggermente più sostenuto rispetto alle usuali marce funebri, al fine di accompagnare il passo cadenzato e ondeggiante dei confrati durante la processione. Ricevuta la solenne benedizione al cimitero il corteo farà ritorno al Duomo.

    Attraverso il rientro al Duomo dei simulacri del Cristo Morto e della Madonna Addolorata si rappresenta così l’ultimo mesto saluto della madre al figliolo. Successivamente i confrati, sfidando la naturale stanchezza, riporteranno nelle chiese di appartenenza sia l’urna del Cristo che quella della Madonna. Quest’ultima sarà preceduta da tutte le altre confraternite che l’accompagneranno fino alla chiesa dell’Addolorata, esattamente come potrebbe farsi in un corteo funebre in cui amici e parenti restano fino alla fine del rito funebre. Sarà presente anche la banda e numerosi fedeli nonostante si sia ormai a notte fonda. Solo in quel momento potrà dirsi conclusa la processione del venerdì Santo di Enna.

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