Settimana Santa di Biancavilla

    Biancavilla, ridente comune che sorge nel Catanese, è una delle mete turistiche più ambite dagli aficionados delle vacanze intelligenti. Durante la Settimana Santa, in questo lembo di terra baciato dal sole, si respira un’aria assai particolare, poiché il cristianesimo permea ogni strato della società. I biancavillesi sono famosi per il sontuoso corteo funebre del Venerdì Santo, la ballata dell’Arcangelo Gabriele ed il rito della Pace. Le numerose confraternite, forti nella fede e professionali nel lavoro, sono specializzate nella spettacolarizzazione di ogni fase dell’evento. Grazie al loro lavoro, le processioni si trasformano in opere d’arte itineranti, arricchite di canti e momenti di sincera commozione.

    I tre simulacri delle origini e le 8 confraternite attuali

    I giorni che precedono la Resurrezione, sul territorio biancavillese vengono festeggiati in modo assai particolare. Alcuni elementi devozionali hanno origini antichissime e radicate, altri si configurano invece come recenti innovazioni. Il triduo dei riti pasquali si apre con l’Adorazione dell’Eucarestia, usanza assai diffusa in tutto il mondo cattolico. Non stupisce quindi l’allestimento dei Sepolcri, o “Crucìddi”, dislocati nelle varie chiese ed aperti al pubblico per un’intera giornata. La “Processione dei Misteri”, apostrofata localmente “A sira de Tri Misteri”, ha ben tre secoli di storia alle spalle. Il nome, tuttavia, non fa riferimento al fattore temporale, quanto al numero originario di statue portate in processione. La bara con il Cristo morto, l’Ecce Homo (“U Cciaòmu”) ed il Cristo alla Colonna, sono protagonisti sin dagli albori della messa in scena del corteo funebre, assieme alle confraternite dell’Annunziata, del Rosario e del Ss. Sacramento. Alcuni degli attuali simulacri, che in totale sono 7, si sono aggregati in epoche più recenti, facendo salire ad 8 il numero totale dei fercoli e delle confraternite. La struttura del Cristo ligneo defunto è in assoluto la più antica e risale ai primi del 1600. Quella dell’Ecce Homo e del Cristo alla Colonna sono invece databili ai primi del 1700. I gruppi statuari che si sono aggiunti nel corso dei secoli, si sono integrati sia grazie al volere dei confrati che al forte simbolismo di cui sono intrisi. Come si può immaginare, i membri di maggiore spessore delle confraternite sono uomini di una certa età. Tale consuetudine, tuttavia, è stata recentemente mutata da un gesto di eroico coraggio. Ad alcuni fortunati giovani è stato infatti concesso l’ingresso, insegnata l’arte e trasmesso il messaggio. Le nuove leve avranno il preciso compito di mantenere vivo il culto, proporre migliorie e rinvigorire il sentimento religioso. Altra curiosa caratteristica della Pasqua di Biancavilla riguarda l’insolito omaggio di fave fatto a Gabriele Arcangelo. Con questo gesto la popolazione intende offrire i frutti del proprio lavoro nei campi, in segno di affetto, fiducia e riconoscenza.

    Dai Cruciddi, i Tre Misteri ed il Sabat sino al giorno della Resurrezione

    La Settimana Santa si apre con la Domenica delle Palme, occasione in cui viene tradizionalmente festeggiata l’entrata trionfale del Messia a Gerusalemme. Sul sagrato della chiesa del Ss. Rosario, i fedeli si uniscono in preghiera ed assistono alla benedizione di palme e ramoscelli d’ulivo. Segue quindi la lettura del Vangelo, dopo la quale i devoti si organizzano in una processione composta ma gioiosa. Il cordone di persone termina la propria corsa alla Basilica Ss. Maria dell’Elemosina dove, dopo aver bussato per tre volte con la croce processionale, il prete varca la soglia del luogo di culto. La giornata si conclude nel tardo pomeriggio con la Via Crucis, che ripercorre l’agonia, la persecuzione e la crocifissione di Gesù Cristo sul Golgota. Il Giovedì Santo è dedicato ai “Cruciddi”, ossia la visita ai Santi Sepolcri, allestiti in tutte le chiese, dove la popolazione si reca per adorare l’Eucarestia. Il rito più suggestivo e commovente si compie però di Venerdì, quando la gente partecipa alla “Cerca” dell’Addolorata. A partire dalle prime ore dell’alba, la Vergine si reca nelle chiese, all’ospedale e nei vari luoghi di sofferenza, cercando di trovare il figlio. Si badi al forte simbolismo: secondo la tradizione, Gesù è infatti negli umili, nei malati, nei sofferenti e negli afflitti. La “Ddduluràta” sosta persino davanti il palazzo comunale, dove il sindaco la omaggia con un dono floreale. A trasportare a spalla il simulacro vi è un gruppo di donne biancavillesi, che a metà giornata si dirigono verso la Basilica Collegiata. Proprio nella Chiesa Madre, attorno alle ore 13, avviene il fatidico incontro tra Maria ed il Crocifisso, incorniciato dalle voci dei fedeli che intonano il canto dell’assenza, noto come “Sabat”. In tarda serata, Cristo viene staccato dalla croce e deposto all’interno di un’urna. La “Scisa ra Cruci”, ossia la deposizione del corpo, è un momento di grande raccoglimento che da il via alla “Processione dei Tre Misteri”. Ciò che rende davvero sontuosa la marcia funebre è la concomitante presenza di altre due statue, l’Ecce Homo ed il Cristo alla Colonna, alla quale si associano ulteriori fercoli. Il corteo è presieduto da numerosi confratelli, appartenenti sia alle nuove che alle antiche confraternite. Il Sabato Santo è un altro giorno importante di questa manifestazione religiosa, dedicato alla “Cascata da tila”, ossia la rimozione del velo che cela il simulacro del Cristo Risorto. È la chiesa dell’Annunziata a dare spazio a questo antico rito, che si compie ogni anno allo scoccare della mezzanotte. I festeggiamenti per le vie del paese, tuttavia, si verificano solo la mattina seguente. Protagonisti della processione domenicale, chiamata “Giro dei Santi”, sono la Vergine, il Salvatore e la statua di Gabriele Arcangelo, agghindata di fave. Durante la sfilata, per ben due volte la Madonna ed il Cristo Risorto si incontrano, quindi si sfiorano, come a volersi scambiare un bacio. Tale tappa della manifestazione viene detta “La Pace” (‘a Paci) e conclude solennemente i riti della Settimana Santa. Grande risalto è dato anche alla “ballata” dell’Arcangelo Gabriele, ossia il voluto andamento festoso del simulacro, che dopo aver raggiunto la Matrice, torna alla chiesa dell’Annunziata, in compagnia delle confraternite dell’Annunziata e del Sacramento.

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