Cosa vedere a Ragusa: la guida definitiva

Cosa vedere a Ragusa? Visitare questa splendida città vuol dire innanzitutto fare un tuffo nel barocco siciliano, dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 2002. Visitare la parte antica della città, Ragusa Ibla, vuol dire immergersi in un mondo fatto di balconi decorati con maschere e motivi floreali e chiese finemente decorate. Se la parte vecchia è ricca di splendide chiese e palazzi la parte nuova merita invece di essere vista per le numerose opere di street art che sono state realizzate ogni anno a partire dal 2015. Non mancano poi musei e interessanti mentre gli amanti del Commissario Montalbano potranno visitare diverse location utilizzate negli episodi della serie tv come lo splendido Castello di Donnafugata. In questa pagina troverai una guida completa su tutto quello che c’è da vedere a Ragusa.    

1. Cosa vedere a Ragusa: il barocco patrimonio Unesco

Nel gennaio del 1693 un terremoto sconvolse il territorio della Val di Noto, provocando migliaia di vittime e distruggendo i maggiori centri urbani della zona. La ricostruzione delle città distrutte venne fatta secondo un gusto tardo barocco con l’adozione di soluzione artistiche e architettoniche divenuto un tratto riconoscibile della zona. Nel 2002 l’Unesco ha riconosciuto l’importanza e l’unicità di questo patrimonio con la creazione del sito seriale: “Città tardo barocche del Val di Noto” . Il sito comprende, oltre i 18 monumenti presenti a Ragusa, anche quelli delle città di Noto, Scicli, Modica, Palazzolo Acreide, Caltagirone, Militello in Val di Catania e Catania.

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1.1 Chiese

Duomo di San Giorgio

Tra le chiesa patrimonio dell’Unesco più famose di Ragusa c’è sicuramente il Duomo di San Giorgio che si trova la centro di Ibla, la città vecchia e che con la sua facciata monumentale domina l’intera piazza Duomo. All’interno della chiesa, sopra le porte laterali, sono custoditi i due grandi simulacri che vengono portati in processione durante i festeggiamenti per san Giorgio: la statua del santo a cavallo e la grande cassa-reliquiario, in lamina d’argento sbalzata.

Cattedrale di San Giovanni Battista

Se il Duomo di San Giorgio è la chiesa più importante di Ibla la Cattedrale S. Giovanni Battista lo è per la parte nuova di Ragusa. La chiesa presenta una maestosa facciata in stile barocco, decorata da intagli e sculture e con due grandi orologi solari del 1751 che misurano le “ore italiche“ (dal tramonto al tramonto) a sinistra, e le ore “ore francesi” (da mezzanotte a mezzanotte) a destra.

Chiesa di Santa Maria le Scale di Santa Maria dell’Ittrio

Percorrendo la Salita Commendatore, che collega Ragusa nuova a Ragusa Ibla si incontrano la Chiesa di Santa Maria delle Scale che custodisce all’interno “Il transito della Vergine”, una splendida opera in terracotta policroma del 1538 e la chiesa di Santa Maria dell’Itria

Le altre chiese che fanno parte del sito Unesco la Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio, la chiesa di Santa Maria dei Miracoli, la Chiesa di San Filippo Neri, la Chiesa e il Convento di S. Francesco Immacolata, la Chiesa e il Convento di Santa Maria del Gesù e la Chiesa di San Giuseppe. All’interno di quest’ultima si trova il monastero delle benedettine dove è allestito il museo OBSCULTA.

1.2 Palazzi

Palazzo Nicastro

Tra le cose da vedere a Ragusa, oltre le chiese, ci sono anche gli splendidi palazzi che fanno parte dei beni patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Percorrendo la salita Commendatore il primo che si incontra è Palazzo Nicastro del 1840.

Palazzo Cosentini

Nel punto di confluenza tra la Salita Commendatore e la strada di San Rocco si trova Palazzo Cosentini, riconoscibile oltre che dai mascheroni grotteschi inseriti nella balconate, anche per la presenza di una statua di San Francesco di Paola, santo protettore dei viandanti.

Palazzo Battaglia

Palazzo Battaglia si caratterizza per la presenza di due facciate principali. La ricostruzione del palazzo, distrutto in seguito al terremoto, venne avviata nel 1724 dal barone Battaglia di Torrevecchia. La struttura, a pianta rettangolare e non presenta i tratti tipici del barocco ibleo visti i continui interventi di ampliamento fatti a partire dalla seconda metà del XVIII secolo.

Palazzo Bertini

Palazzo Bertini fu costruito alla fine verso la fine del Settecento dalla famiglia Floridia ed è reso molto caratteristico dalla presenza di tre mascheroni sulla chiave di volta dei balconi e rappresentanti “il signore”, “il ricco” e il “povero”.

Palazzo La Rocca

Tra il 1760 e il 1780 il barone di Sant’Ippolito, Don Saverio La Rocca, fece costruire il Palazzo La Rocca. L’edificio si sviluppa su due livelli con un prospetto arricchito da otto balconi con ringhiere di ferro a petto d’oca e decorati con scene di vita quotidiana come un suonatore di chitarra, un portatore di oche e una donna con bambino.

Palazzo Sortino Trono

Nelle vicinanze della Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio si trova il Palazzo Sortino Trono. Costruito tra il 1778 e il 1793 si affaccia sulla balconata chiamata “cianu re Signuri” (il piano del Signore) ed è accessibile, tramite una ripida scala, dalla sottostante via del Mercato. Il prospetto che affaccia su Piazza Pola, ha un prospetto ad un piano con tre balconi dalle sobrie cornici di gusto neoclassico mentre quello che si affaccia su Largo dei Mazzi, ha un austero prospetto caratterizzato da una grande balconata con tre aperture e conserva ancora in gran parte l’aspetto datogli dal primo proprietario, don Carmelo Sortino.

Palazzo Zacco

Uno dei primi esempi di architettura barocca a Ragusa superiore è il Palazzo Zacco. Costruito nella seconda metà del Settecento dal Barone Melfi di Sant’Antonio, il palazzo presenta due prospetti perfetti simmetrici ognuno dei quali con tre balconi decorati con i tipici mascheroni grotteschi e figure allegoriche. Al suo interno è possibile visitare il Museo del Tempo Contadino e la Civica Raccolta Carmelo Cappello.

Palazzo Vescovile Schininà

Nel centro storico di Ragusa Superiore sorge il Palazzo Vescovile Schininà, costruito alla fine del Settecento per volere di don Mario Schininà Cosentini dei marchesi di Sant’Elia.

2. Cosa vedere a Ragusa: i luoghi del Commissario Montalbano

Ragusa è una delle città scelte come set di ambientazione delle serie tv “Il commissario Montalbano”, tratta dai romanzi di Andrea Camilleri. Riconoscerete quindi nella splendida Piazza Duomo la piazza principale di Vigata e nel Circolo di Conversazione, sempre in piazza Duomo, il luogo prediletto dal dott. Pasquano per le sue partite di carte. La trattoria “ da Calogero” è invece il ristorante La Rusticana. Se siete degli autentici fan della serie tra le cose da vedere nel territorio di Ragusa ci sono anche il Castello di Donnafugata (la casa di Don Balduccio Sinagra), Villa Criscione, l’Eremo della Giubiliana e la Grotta delle Trabacche. La casa del Commissario, oggi diventata un bed&breakfast, si trova a Punta Secca mentre a Sampieri, un frazione di Ragusa, si trova la Mànnara, i resti della fornace Penna, rimasta in attività fino al 1924.

Leggi anche: I luoghi del Commissario Montalbano

3. Cosa vedere a Ragusa: i Musei

Museo Archeologico Regionale Ibleo

Il Museo Archeologico Regionale Ibleo espone reperti dal Neolitico fino alla tarda antichità provenienti dalla campagne di scavo condotte nel Ragusano ed è suddiviso in sei sezioni: Stazioni preistoriche, i greci nella provincia, abitati siculi arcaici e classici, centri ellenistici, insediamenti romani e tardoromani, collezioni e acquisti. Di particolare prestigio sono il “Guerriero di Castiglione” esposto nella sezione degli abitati siculi, parte di una necropoli di Kamarina e una delle fornaci per la cottura dell’argilla prelevata dal sito di Scornavacche e rimontata fedelmente all’interno del museo.

Galleria del Costume

All’interno del Castello di Donnafugata è possibile visitare anche la Galleria del Costume dove è conservata la “Collezione Gabriele Arezzo di Trifiletti“ considerata una tra le più vaste, ricche e ricercate raccolte di abiti ed accessori antichi. Unica nel suo genere e preziosa testimonianza della società aristocratica siciliana nel periodo del suo massimo fulgore, la collezione è stata acquisita dal comune di Ragusa nel 2015. La collezione comprende oltre all’abito che ispirò quello di Angelica nel Gattopardo, altri abiti appartenuti a grandi personaggi della storia e dell’arte come Vincenzo Bellini, Contessa Miramon, Michele Amari o Pinto. Per garantire la tutela stessa dei costumi, la collezione viene esposta a rotazione.

Museo del Tempo Contadino

In alcune sale del Palazzo Zacco è allestito il Museo del Tempo Contadino che rievoca il ritmo dell’anno agrario attraverso un’esposizione di pezzi d’antiquariato come aratri, vecchie lanterne, campanacci e persino testate dipinte degli antichi carretti siciliani. Al terzo piano del Palazzo è conservata la Civica Raccolta Carmelo Cappello.

Museo Civico l’Italia in Africa

Uno dei musei più particolari è il Museo Civico l’Italia in Africa che attraverso l’esposizione di uniformi, documenti, fotografie e giornali, ripercorre gli anni dell’espansionismo italiano nel continente africano. Il museo è suddiviso in 4 sezioni, una per ognuna delle colonie italiane in Africa: Somalia, Eritrea, Libia ed Etiopia.

Obsculta – Museo Benedettino

All’interno del Monastero di San Giuseppe è allestito un piccolo ma suggestivo museo: Obsculta – Museo Benedettino. Attraverso documenti e oggetti viene raccontata la storia del monastero e la vita spirituale della comunità monastica che lo abita.

4. Cosa vedere a Ragusa: il Giardino Ibleo

Se volete riposarvi per i lunghi giri tra le vie di Ragusa Ibla e godervi un pò di fresco il posto giusto è il Giardino Ibleo. Fu costruito nel 1858 grazie all’iniziativa di tre facoltosi cittadini ragusani a cui si aggiunsero quasi tutti i cittadini iblei che vollero partecipare alla fondazione di questo spazio verde. Al suo interno si trovano la chiesa di San Domenico, restaurata e trasformata in auditorium, la chiesa di San Giacomo e la chiesa dei Cappuccini che custodisce al suo interno una trittico realizzato dal pittore Pietro Novelli. Negli anni ’30 all’interno del Giardino Ibleo è stato realizzato il “Boschetto della Rimembranza” in onore dei Caduti della Prima Guerra Mondiale.

5. Cosa vedere a Ragusa: il Castello di Donnafugata

Tra le cose da vedere durante un viaggio a Ragusa, c’è sicuramente anche il Castello di Donnafugata, raggiungibile In 15 minuti di macchina dal centro città. L’edificio, diviso su tre piani, occupa una superficie di circa 2500 mq e conta oltre 120 stanze di cui una ventina sono oggi fruibili ai visitatori. Le stanze arredate ognuno secondo uno stile diverso, contengono arredi e mobili originali, permettendo di fare un tuffo nel passato nella Sicilia gattopardesca. Nell’ampio parco che circonda il castello si trovano diverse distrazioni fatte costruire per combattere la noia durante la permanenza nel Castello come un tempietto circolare, la Coffee House, alcune grotte artificiali con finte stalattiti e un labirinto in pietra costruito nella tipica muratura a secco del ragusano. Il castello è stato scelto come set per alcuni film come I Viceré e il Racconto dei Racconti e di varie scene del Commissario Montalbano.

6. Cosa vedere a Ragusa: i ponti

Ragusa è anche conosciuta come la città dei ponti. La parte bassa di Ragusa superiore infatti è divisa in due parti dalla Vallata di Santa Domenica ma i collegamenti tra queste zone è facilitata dalla presenza di tre ponti. Il primo è il Ponte dei Cappuccini o Ponte Vecchio, inaugurato alla fine del XIX secolo. Il secondo è il Ponte Nuovo, costruito nel 1937, l’ultimo è il Ponte Giovanni XXIII o Ponte San Vito (1964).

7. Cosa vedere a Ragusa: la Street art

Infine se siete appassionati di street art, tra le cose da vedere a Ragusa ci sono anche gli splendidi murales che ogni anno vengono realizzato nell’ambito della rassegna Festiwall. Questa manifestazione è nata nel 2015 con l’obiettivo di rivalutare rivalutare e valorizzare la periferia di “Ragusa Nuova” solitamente tagliata fuori dai normali flussi turistici. Dalla prima edizione ad oggi sono stati tantissimi gli artisti di fama internazionale a dare il loro contributo come: Pixel Pancho, Millo, Daniel Eime, Moneyless, Natalia Rak, Hyuro, Agostino Iacurci, Fintan Magee, GUE, Marat Morik, Guido Van Helten, Sebas Velasco e Zoerism, Hens, Mohamed L’Gacham, Alexey Luka, Telmo Miel, Pastel, Dimitris Taxis.

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