Palermo arabo-normanna: la guida completa

“Palermo Arabo-Normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale” è un sito seriale istituito dall’Unesco nel 2015 e comprende nove beni artistico-monumentali, che fanno oggi parte quindi del “Patrimonio dell’Umanità”. Con la conquista della Sicilia nel XII secolo, i re Normanni si ritrovarono in eredità, oltre ad un patrimonio artistico di palazzi sfarzosi e moschee fatte costruire dagli arabi, anche un patrimonio “umano” non indifferente. Rappresentato dalle abilità costruttive delle maestranze arabe e bizantine presenti nel territorio, ad esempio nella realizzazione di mosaici o in quella dell’intaglio del legno. Oltre a convertire le moschee in luoghi di culto cattolico e a riadattare i palazzi esistenti fatti costruire dagli Arabi, i Normanni, approfittarono delle grandi abilità degli artisti presenti in Sicilia per dare vita ad uno stile architettonico nuovo e unico. Uno stile frutto della perfetta fusione di elementi decorativi tipici bizantini come i mosaici, elementi latini e quelli tipici dell’arte araba, come le cupole rosa o il soffitto a muqarnas.

1) Palazzo Reale e Cappella Palatina

L’itinerario non può che cominciare da quello che è probabilmente uno dei monumenti più importanti di tutta la Sicilia: il Palazzo dei Normanni. Costruito dagli arabi nel IX secolo su preesistenti insediamenti punici e fenici il palazzo fu trasformato dopo la conquista dell’isola da parte dei Normanni che da fortezza la fecero diventare una reggia sontuosa, sede politica e amministrativa dello Stato. Dal 1947, il Palazzo dei Normanni è sede del Parlamento Regionale Siciliano.
All’interno del Palazzo Reale si trova la Cappella Palatina, autentico gioiello e vero e proprio simbolo di tutto l’itinerario arabo normanno. Fatta costruire dal Re Ruggero II nel 1130, questa piccola basilica in miniatura è il simbolo per eccellenza dell’Itinerario Arabo Normanno. Sono infatti ben visibili tutte le abilità e capacità delle diverse maestranze che lavorarono a Palermo nel secolo. La maestria bizantina nella realizzazione dei mosaici dorati che ricoprono tutte le pareti si fondono con le forme del mondo cattolico dei re normanni. I pavimenti decorati in marmo richiamano quelli di una basilica romana mentre le geometrie del soffitto a muqarnas sono quelle tipiche del mondo arabo.
Visitando il Palazzo potrete ammirare, oltre la Cappella Palatina, anche altre stanze con splendidi mosaici Nella Torre Pisana si trovano l’Osservatorio Astronomico e il Museo della Specola, con una collezione di strumenti del XVIII e del XIX secolo e una serie di dipinti a olio che ritraggono personaggi del mondo scientifico.

2) Chiesa di San Giovanni degli Eremiti

La secondo tappa di questo itinerario è la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti. In questa chiesa, costruita tra il 1130 e il 1142 sempre per volere di Ruggero II, inizierai familiarizzare con una delle peculiarità dello stile arabo-normanno: le cupole rosse. La chiesa al suo interno è spoglia e mostra la nuda pietra mentre nel rigoglioso giardino ottocentesco si trovano un’antica cisterna araba e un chiostro a pianta rettangolare di epoca tardo-normanna.

3) Duomo di Palermo

E’ uno splendido esempio di sovrapposizione armonica di diversi stili architettonici. La chiesa infatti fu costruito sul luogo di una precedente basilica, trasformata dagli arabi in moschea e restituita al culto cristiano dai normanni. Al suo interno sono custodite tantissime opere interessanti: un coro ligneo in stile gotico-catalano del 1466, la statua marmorea della Madonna con Bambino di Francesco Laurana, e la Madonna della Scala, eseguita nel 1503 da An ualtiero Offamilio sul luogo di una precedente basilica, trasformata dagli arabi in moschea e restituita al culto cristiano dai normanni.
tonello Gagini. Sul pavimento della navata centrale si trova una meridiana di ottone realizzata nel 1801 dall’astronomo Giuseppe Piazzi mentre all’inizio della navata destra, si trovano le tombe imperiali e reali di Costanza d’Aragona, la tomba di Enrico VI, la tomba di Federico II, il sarcofago di Guglielmo Duca d’Atene, la tomba di Ruggero II e la tomba dell’imperatrice Costanza d’Altavilla. In fondo alla navata, a destra del presbiterio, si trova la Cappella di Santa Rosalia, patrona della città di Palermo, dove si trova l’urna d’argento con le reliquie della santa che viene portata in processione per la città durante la festa del 15 luglio.

4) Chiesa di San Cataldo

E’ uno splendido esempio di chiesa concepita da maestranze islamiche secondo criteri romanico-occidentali. L’assenza di rivestimenti interni permette di apprezzare al meglio l’architettura con una pianta divisa in tre navate da sei colonne provenienti da costruzioni antiche, coi capitelli di reimpiego che reggono arcate arabeggianti con tre absidi. Il pavimento invece presenta splendide decorazioni in opus sectile.

5) Chiesa della Martorana (o dell’Ammiraglio)

Proprio accanto alla Chiesa di San Cataldo, sorge la Chiesa dell’Ammiraglio o Martorana. La chiesa ha una pianta a croce greca e il suo interno decorato con splendidi mosaici bizantini. Nel primo primo corpo della costruzione, rifatta nel settecento, si trovano volte affrescate da Olivio Sozzi, Antonio Grano e Guglielmo Borremans. La pregevole pavimentazione marmorea in opus sectile, ben conservata, rispecchia fedelmente modelli bizantini mentre la porta lignea costituisce, un’eccezionale opera d’intaglio islamico. Il monastero, chiamato appunto della Martorana, era famosa per l’abilità delle sue monache benedettine nella preparazione dei dolci ed in particolare della frutta martorana. Questi dolci, preparati con la pasta di mandorla e decorati con le forme di frutta e ortaggi, sono venduti oggi in tutte le pasticcerie siciliane.

6) Castello della Zisa

Il Castello della Zisa, dall’arabo al-Aziz, la splendida, era la residenza estiva dei normanni a Palermo. L’edificio ha una pianta quadrata ed è uno degli esempi più rappresentativi dell’architettura fatimida, cioè araba di età normanna. Al suo interno si trova il Museo d’Arte Araba, con una collezione di oggetti di matrice islamica, rinvenuti durante campagne di scavo effettuate a Palermo, ed altri provenienti da diversi paesi del bacino del Mediterraneo.

7) Ponte dell’Ammiraglio

Più spostato rispetto al centro storico si trova il ponte dell’Ammiraglio. Costruito nel 1131 per volere di Giorgio d’Antiochia, ammiraglio del re Ruggero II di Sicilia per collegare la città ai giardini posti al di là dal fiume Oreto.
Il Ponte ha undici archi molto acuti che insieme alla presenza di archi minori tra le spalle di quelli grandi rende la struttura idonea a sopportare grandi sollecitazioni.
Su questo ponte il 27 maggio del 1860 si scontrarono le truppe di Garibaldi e quelle borboniche nell’ambito della spedizione dei Mille, la scena è rappresentata nell’opera di Renato Guttuso “La battaglia del Ponte dell’Ammiraglio” (1951-52).

8) Duomo di Cefalù

In meno di un’ora di treno da Palermo o poco di più un’ora in macchina è possibile raggiungere Cefalù, splendida cittadina inserita nella lista dei Borghi più belli d’Italia. Solo la vista del Duomo vale sicuramente il viaggio. Anche qui è possibile ammirare splendidi mosaici bizantini con una rappresentazione di Cristo Pantocratore con tratti tipici siciliani: capelli biondi come i normanni, barba e sopracciglia folte e nere come gli arabi, naso dritto e labbra sottili come i greci. Altro elemento interessante sono le vetrate della navata e quelle della facciata, opera dell’artista contemporaneo palermitano Michele Canzoneri, autore, tra le altre cose, di una “stanza d’arte” dal titolo “Linea d’Ombra”, all’interno del progetto Atelier sul mare.

9) Duomo di Monreale

Se per il Duomo di Cefalù vale sicuramente il viaggio, la stessa cosa si può dire anche di un’altra perla che si trova a poca distanza da Palermo: il Duomo di Monreale. Dietro la storia di questa chiesa ci fu una vera è proprio competizione tra il vescovo di Palermo, Gualtiero di Offamilio, che fu il promotore della costruzione della Cattedrale di Palermo e Guglielmo II, vescovo di Monreale e fondatore del Duomo di Monreale. Le due chiese riflettono così le loro opposte filosofie. Nella costruzione della Cattedrale di Palermo l’enfasi è tutta nella parte esterna, nel Duomo di Monreale invece è la parte interna a lasciare stupefatti.
Le pareti infatti sono ricoperte da ben 6.400 metri quadrati di mosaici bizantini in matrice dorata che descrivono i passi più importanti del Vecchio e del Nuovo Testamento e di alcuni passi del Libo dell’Apocalisse. Questa realizzazione musiva, risale al XII secolo ed è opera eccelsa di maestri artigiani di scuola bizantina.

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