Una curva gettata alle spalle del tempo

Una curva gettata alle spalle del tempo, l'installazione di Paolo Schiavocampo per il parco Fiumara d'Arte
Cerca Hotel, B&B e Case vacanze

Una curva gettata alle spalle del tempo è l’installazione realizzata nel 1988 da Paolo Schiavocampo per il parco di Fiumara d’Arte. Si tratta di un monolite verticale in cemento rivestito da una corazza in acciaio corten. La sua forma sinuosa riprende quello della curva in cui l’opera si trova. Nel 2016, in occasione di un restauro delle opere della fiumara, all’opera originaria è stata aggiunta, da Paolo Schiavocampo e Antonio Presti, una nuova installazione dal titolo: Madre che genera la figlia.

Una curva gettata alle spalle del tempo: descrizione dell’opera

Una Curva gettata alle spalle del tempo è un monolite alto quattro metri che riproduce in verticale la curva della strada in cui si trova. L’installazione era stata concepita dall’artista per essere esclusivamente in cemento armato. Per modellare la colata del materiale è stata però realizzata un’armatura, formata da sottili fasce di acciaio corten, che successivamente si sarebbero dovute togliere. Nel 1989 tutte le opere della Fiumara d’Arte furono sequestrate dall’autorità giudiziaria, per poi essere riconsegnate diversi anni dopo nel 1994. In quel momento Schiavocampo e Antonio Presti, il fondatore del parco, decisero di non rimuovere l’armatura in acciaio, facendola diventare la pelle dell’opera. Le fessure tra le singole fasce, che la dilatazione termica stacca arbitrariamente sulla corteccia minerale, e la polvere di ruggine che lo scorrere del tempo contribuisce a ispessire, modificano continuamente l’aspetto dell’opera.

Il significato di Una curva gettata alle spalle del tempo

Il luogo dove realizzare Una curva gettata alle spalle del tempo è stato scelto da Paolo Schiavocampo, dopo diversi sopralluoghi, per la sua particolare posizione. L’opera  si trova in uno spazio di campagna, nel bivio che divide tra la strada provinciale e la trazzera che un tempo conduceva ai campi da coltivare nell’entroterra. La forma sinuosa che ha l’installazione imita quella di una vela battuta dal vento che silenziosamente sale dal mare. L’intenzione dell’artista era quello di creare un’opera che evocasse, innanzitutto a se stesso, ricordi della sua terra. Schiavocampo, infatti è nato a Palermo ma ha lasciato la Sicilia molto giovane, per intraprendere gli studi a Venezia e a Roma. Nel descrivere la sua opere afferma che:

«Le mie intenzioni e il mio sentimento erano rivolti al desiderio di riportare in luce, prima di tutto a me stesso memorie antiche dei luoghi e della gente che vivono nel profondo sonno, pronte a risvegliarsi con la nota giusta apparentemente totalmente estranee alla vita di tutti i giorni». 

Il restauro e la nuova opera Madre che genera la figlia

Nel 2016, in occasione di un più ampio restauro delle opere della Fiumara d’Arte, Paolo Schiavocampo e Antonio Presti decidono di modificare l’installazione. Così attorno a Una curva gettata alle spalle del tempo viene così aggiunta una monumentale struttura d’acciaio alta venti metri che l’avvolge armoniosamente. I due decidono di dare a questa nuova installazione il titolo molto significativo di Madre che genera la figlia. Nella piazzola di fronte l’opera viene realizzata anche una seconda installazione aggiungendo venti pietre di marmo rosso di San Marco d’Alunzio, che dialogano con l’opera originaria.

L’artista: Paolo Schiavocampo

Paolo Schiavocampo nasce a Palermo nel 1924. Ha studiato architettura nelle Università di Roma e Milano e arte nelle accademie di Venezia e Milano sotto la guida di Manzù e di Bruno Saetti. Nel 1964 si trasferisce a New York, dove collabora con  Salvatore Scarpitta alle nuove forme plastiche che rivoluzioneranno la scultura degli anni Sessanta. Nel 1992 ottiene l’incarico per la progettazione della Kunstzone del “Parco di Hattingen” in Germania che verrà inaugurata quattro anni dopo. Insieme ad Alberto Burri e Pietro Consagra, è stata tra i protagonisti della ricostruzione della nuova città di Gibellina, dopo la distruzione del terremoto del 1968. Le sue opere si trovano in varie collezioni e musei pubblici in Italia e all’estero.

Dove si trova e come raggiungere Una curva gettata alle spalle del tempo

L’installazione Una curva gettata alle spalle del tempo si trova nel territorio di Castel di Lucio. Per raggiungerla è necessario percorrere l’autostrada A20 Palermo-Messina e uscire allo svincolo di Tusa, se si proviene dalla Sicilia Occidentale o di Santo Stefano di Camastra, se si proviene dalla Sicilia Orientale. Da qui si prende la SP 113 e poi la SP 176. Questa è la strada che collega la costa con i vari paesini della montagna, dove sono dislocate le opere della Fiumara d’Arte. Sempre a Castel di Lucio si trovano altre due installazioni: il Labirinto di Arianna di Italo Lanfredini e Arethusa di Piero Dorazio e Graziano Marini.

Aggiungi ai preferiti

Lascia un commento