Fontana dell’Elefante (U Liotru)

    La Fontana dell’Elefante, conosciuta anche come Liotru, è il simbolo indiscusso della città di Catania. Si trova al centro di Piazza Duomo e fu realizzata da Giovan Battista Vaccarini. Ad ispirare l’architetto palermitano è stato forse il monumento realizzato a Roma da Bernini nella piazza antistante la Chiesa di Santa Maria della Minerva. Anche se non si esclude che Vaccarini conoscesse la xilografia contenuta nel libro Hypnerotomachia Poliphili, dove viene rappresentato un elefante sormontato da un obelisco con una palla. A questo monumento molto particolare sono legate diverse leggende, una di queste porta ad un mago, Eliodoro, che sarebbe vissuto a Catania intorno al 725 d.C. 

    La storia della Fontana dell’Elefante di Catania

    Il legame tra la città etnea e l’elefante ha origini molto antiche. Il Liotru però diventerà il simbolo ufficiale di Catania solo a partire dal 1239. Secondo il geografo arabo al-Idrisi, che arrivò in Sicilia nel XII secolo, gli antichi abitanti di Catania consideravano l’elefante un simbolo di protezione contro le eruzioni dell’Etna. La Fontana dell’Elefante fu realizzata da Giovan Battista Vaccarini tra il 1735 e il 1737. L’architetto, nato a Palermo e formatosi a Roma, si occupò della ricostruzione della città di Catania dopo il terremoto della Val di Noto del 1693. Con questo monumento Vaccarini voleva rappresentare al meglio la memoria storica della città. Per farlo utilizzò elementi e riferimenti molto diversi tra di loro, affiancando simboli naturali e culturali e unendo richiami pagani e cristiani. 

    L’architettura della Fontana dell’Elefante

    Il basamento della fontana è formato da una vasca in marmo bianco su cui poggia un piedistallo. Qui si trovano le raffigurazioni di due fiumi cittadini: l’Amenano e il Simeto. La statua dell’elefante, in pietra lavica, è preesistente e risale probabilmente all’epoca bizantina. Vaccarini aggiunse solo le zanne e gli occhi in pietra bianca. Sulla schiena dell’elefante poggia un obelisco con disegni in stile egizio ma che non costituiscono una scrittura geroglifica di senso compiuto. Anche questo elemento non fu realizzato da Vaccarini e la sua origine e datazione sono incerte.

    Curiosità: Sulla fontana dell’Elefante di Catania circolano tantissime leggende e falsi miti. Una di queste è la credenza secondo la quale l’obelisco provenga dall’Egitto e che nei suoi geroglifici vi sia narrato il mito di Iside.

    Nella punta dell’obelisco si trova un globo che ha ai lati una foglia di palma, che rappresenta il martirio, ed anche un ramo di giglio che simboleggia la purezza. Più sopra, in una piastra di metallo, compare l’iscrizione dedicata a Sant’Agata “MSSHDPL”. L’acronimo sta per «Mente sana e sincera, per l’onore di Dio e per la liberazione della sua patria». Al vertice di tutto questo c’è infine una croce.   

    Le origini del nome Liotru e la leggenda di Eliodoro

    La fontana dell’elefante viene comunemente chiamata dai catanesi come U liotru. Questo termine dialettale pare derivi dal nome di un personaggio leggendario: il mago Eliodoro, o Liodoro secondo altre fonti. Si narra che Eliodoro fosse il figlio di una nobile famiglia catanese. Dopo aver aspirato a lungo di diventare vescovo della città senza riuscirci, si dedicò alla magia. Pare che fosse stato proprio Eliodoro a costruirsi l’elefante, usando la lava dell’Etna e lo cavalcasse per le strade della città per disturbare i catanesi. Eliodoro dopo essere stato sconfitto da San Leone Taumaturgo, vescovo di Catania nell’VIII secolo, fu accusato di stregoneria e bruciato vivo.

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