Monastero di San Nicolò l’Arena

Facciata del Monastero di San Nicolò l'Arena di Catania

Paragonabile per ampiezza e secondo solo a quello di Mafra in Portogallo, il grandioso complesso benedettino esemplifica nella sontuosità dell’impianto e dei suoi ornati la posizione egemonica e culturale raggiunta dall’ordine monastico nel XVIII secolo sapientemente rievocato da Federico De Roberto ne I Viceré. I Benedettini infatti si trasferirono all’interno della città dall’antico cenobio di San Nicolò “de Arena” sulle pendici dell’Etna, fondato già nel XII secolo, per sfuggire alle eruzioni e alle incursioni dei ladri. Il viceré Vega, nel 1558, assegnò loro un grande appezzamento di terreno vicino le mura in una frazione detta “Cipriana” inaugurando un monastero nel 1578 che tuttavia venne distrutto dal terremoto del 1693. La sua ricostruzione venne avviata nel 1702 con l’apporto di numerose maestranze tra cui il messinese Antonino Amato, Francesco Battaglia e, nel 1743, Giovan Battista Vaccarini, che fornì il progetto per il grande complesso a nord-ovest comprendente l’antirefettorio, i refettori grande e piccolo, la cucina, la biblioteca e il museo. Nel 1840 fu Mario Musumeci a completare con una Koffeehaus neogotica il primo dei due chiostri realizzati, dei quattro previsti dal progetto originario. La chiesa che fa parte del complesso benedettino venne progettata nel 1687 da Gambattista Contini, ricostruita nel 1702 con vasto impianto a tre navate divise da pilastri. Le pale d’altare portano le firme prestigiose di Camuccini, di Tofanelli, di Placido Campolo e Mariano Rossi. Nella chiesa si trova un monumentale organo rococò del 1767 con cassa in legno intagliato dal napoletano Gaetano Franzese, al quale si devono anche gli armadi della sacrestia e gli stalli del coro del presbiterio. Carlo Calì fu l’autore della messa in opera della spettacolare meridiana progettata nel 1841 da Wolfgang Sartorius von Waltershausen, aficanto dal danese Christian Frederick Peters. Una cupola di 62 metri corona l’imponente costruzione. Sebbene incompiuta, la colossale facciata di Carmelo Battaglia Santangelo evidenzia le intenzioni superbe del progetto che affaccia sulla piazza ad esedra disegnata da Stefano Ittar nel 1769. Dopo un periodo di abbandono, seguito alla confisca dei beni religiosi del 1866, il monastero di San Nicolò l’Arena è ora in parte sede dell’Università.

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