Museo Archeologico di Enna

Il Museo Archeologico di Enna racconta, attraverso la sua raccolta, la storia del territorio ennese dall’età del Rame a quella medievale. Inaugurato ufficialmente nel 1985 è ospitato all’interno dei locali dello storico Palazzo Varisano.

Le necropoli preistoriche di Calascibetta e il centro ellenizzato di Capodarso

Nella prima sala del Museo Archeologico di Enna ci sono i reperti che documentano gli insediamenti dell’età del Rame nella zona centrale della Sicilia. Da un sito in contrada Calcarelli arrivano gli askoi a beccuccio forato e le fibule dell’età di Cassìbile (1000-850 a.C.). Da contrada Realmese provengono, invece, i corredi funerari dell’età del Ferro, ritrovati in 300 tombe di tipo a forno. L’ellenizzazione del territorio ennese è testimoniato dai reperti risalenti al VI secolo a.C. trovati in contrada Quattrocchi. Tra questi ci sono delle ceramiche di importazione sia corinzia sia attica. Molto bello è il frammento di vaso del VII sec a.C. dove è impressa la figura di un ariete trovato nell’insediamento di Capodarso.

Enna: dalla preistoria all’età moderna

La seconda sala del Museo Archeologico di Enna è interamente dedicata alla storia della città dalla preistoria al medioevo. I vari reperti esposti sono il frutto di campagne di scavi, condotte a Enna a partire dal 1978. Diversi manufatti, presenti in questa sala, testimoniano l’importanza del culto di Demetra e della figlia Kore in questa zona della Sicilia. Questo, in epoca romana, si trasformò in quello di Cerere come testimonia un’iscrizione funeraria di una sacerdotessa della divinità. Merita sicuramente attenzione anche un Cratere attico a figure rosse dove sono raffigurate scene di palestra e di partenza di un guerriero.

Curiosità: Nella mitologia greca Demetra era la divinità del raccolto e della natura. Secondo i Greci  la figlia Persefone fu rapita dal dio Ade e portata nel regno degli inferi. Il luogo del rapimento sarebbe l’attuale lago di Pergusa

Cozzo Matrice: l’insediamento preistorico, area sacra e necropoli greca

La terza sala si concentra sugli insediamenti nell’area del Lago di Pergusa, uno dei pochi laghi naturali della Sicilia. Gli scavi condotti nel 1978 hanno permesso di individuare un antico centro siculo ellenizzato chiamato Cozzo-Matrice. Le testimonianze di questo insediamento vanno dall’Età del Rame (III-II millennio a.C.) al VI-V secolo a.C. Le antefisse (elementi decorativi dei templi) e le ceramiche arrivano da edifici sacri riportati alla luce nell’area urbana. Nelle tombe sono stati ritrovati i corredi che comprendono: oinochoai, scodelle, crateri ma anche moltissime fibule e bronzi con funzioni ornamentali. 

Rossomanno: l’insediamento e le necropoli dall’età protostorica fino al XVII secolo

Rossomanno è un monte che separa i due paesi di Valguarnera Caropepe e Aidone. Gli scavi condotti sulle pendici di questo rilievo hanno portato alla luce le testimonianze di un insediamento che va dal VII secolo a.C. fino all’epoca medievale (XIV sec d.C.). La quarta sala del Museo Archeologico di Enna è dedicata all’area archeologica di Rossomanno ma ci sono anche alcuni reperti provenienti da Agira, Assoro, Troina, Cerami e Pietraperzia. I corredi funerari esposti sono rappresentati sia da monili metallici che da ceramiche greche e scarabei di fattura orientale. La presenza di vasellame di importazione testimonia la ricchezza raggiunta da questo abitato e i suoi continui contatti con gli insediamenti della costa.

I siti archeologici di Assoro, Agira, Cerami, Pietraperzia, Troina, Nicosia

I materiali dell’ultima sala provengono da altri piccoli centri del territorio di Enna. Da Assoro arrivano gli unguentari, tipici delle sepolture di epoca ellenistica, da Cerami il vasellame figurato, statuette e maschere teatrali ellenistiche. Tutti gli elementi che dimostrano legami fra questo centro e la poco distante Centuripe. Infine da Pietrapezia provengono gli esempi di ceramica locale (VI-III secolo a.C.).

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