Grotta del Genovese

    Ingresso della Grotta del Genovese sull'isola di Levanzo
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    La Grotta del Genovese è un sito che si trova sull’isola di Levanzo a nord ovest del piccolo centro abitato. All’interno sono stati scoperti nel 1949 pitture e incisioni preistoriche che lo rendono uno dei complessi più importanti dell’arte preistorica tarda del bacino Mediterraneo. La grotta si compone di un’ampia camera d’ingresso, definita “antegrotta”, dalla quale si accede tramite uno strettissimo passaggio ad una camera interna meno alta e più lunga detta “retrogrotta” e dove le incisioni e le pitture preistoriche rappresentate da 33 figure di cui 29 di animali e 4 umane.

    Come arrivare alla Grotta del Genovese

    Il biglietto di ingresso per la Grotta dei Genovesi si acquista direttamente nel porto di Levanzo e comprende anche il trasferimento in barca. Se le condizioni del mare non lo permettono la grotta viene raggiunta in macchina.

    La storia della Grotta de Genovesi

    Questo sito era famoso tra gli abitanti dell’isola come ottima postazione di caccia e ricca di conigli. Nel 1949, Francesca Minellono, una pittrice fiorentina si trova in vacanza sull’isola di Levanzo ed ascolta da un pescatore il racconto di una grotta con dei disegni nella Cala dei Genovesi. Decise così di ispezionare personalmente la cavità alla luce di una candela e quello che vide la lasciò ovviamente senza fiato. Realizzo dei disegni di quanto aveva visto e tornata a Firenze li mostrò al professor Paolo Graziosi, direttore dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Nel 1950 il professore si reca personalmente a Levanzo per visitare il sito e conferma che quello è uno dei complessi più importanti dell’arte preistorica tarda del bacino Mediterraneo.

    I graffiti della Grotta del Genovese

    I graffiti sulle pareti della Grotta del Genovese sono le rappresentazioni più antiche e appartengono all’età del Paleolitico Superiore, quindi circa 5000 anni. Le specie animali incise sono il Cervus Elaphus (cervo), il Bos Primigenius (bue-toro), l’Equus Asinus Hidruntinus (piccolo equide), e forse un felino o altra bestia difficilmente decifrabile. Gli animali sono quasi tutti rappresentati di profilo e senza particolari interni al corpo, tranne un toro rappresentato frontalmente ed un equide per il quale è stato realizzato anche un occhio. Ci sono inoltre rappresentate anche quattro incisioni che riproducono figure umane con la testa di uccello.

    Le pitture della Grotta del Genovese

    Le pitture all’interno della Grotta del Genovese sono invece successive ai graffiti e databili al Neolitico. Le pitture sono tutte di colore nero tranne due rosse nella parete in fondo. I soggetti dipinti sono animali, idoletti a forma di violino e figure antropomorfe. Queste ultime sono rappresentate nel pieno di una danza rituale.

    Curiosità: Tra gli animali dipinti ci sono anche un delfino ed un tonno che costituiscono le più antiche raffigurazioni di pesci conosciute in Europa.

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