Museo Archeologico Eoliano

Due maschere di Lipari nel Museo Archeologico Eoliano

Il Museo Archeologico Eoliano, creato nel 1954 da Luigi Bernabò Brea e Madeleine Cavalier, documenta ed illustra, secondo un percorso cronologico distribuito in diversi edifici, gli insediamenti umani nell’arcipelago eoliano dalla preistoria all’età moderna. Tra i tantissimi reperti esposti c’è una straordinaria collezione di maschere teatrali in terracotta, ritrovate all’interno di oltre 2500 tombe nel Parco Archeologico di Contrada Diana.

La visita al Museo Archeologico Eoliano

L’ampia collezione del Museo Archeologico Eoliano è esposta in vari ambienti che si trovano lungo via Castello. All’interno dell’antico Palazzo Vescovile ha sede la sezione Archeologica di Lipari mentre, in un piccolo edificio di fronte, c’è la sezione “Preistoria delle Isole Minori”. Proprio accanto, in una casa del XIV secolo e di un successivo edificio del XVII, c’è la sezione di Vulcanologia. A sinistra della Cattedrale di Lipari, all’interno di una ex caserma fascista, è allestita la sezione dell’Età Greca e Romana mentre, in quello che era il suo carcere, si trova l’esposizione permanente di arte contemporanea “Mare Motus”.

Sezione “Preistoria e Fondazione di Lipara” e Giardino Epigrafico

La sezione preistorica del Museo Archeologico Eoliano

La sezione preistorica del Museo Archeologico Eoliano testimonia la successione delle diverse culture che si sono insediate nell’isola di Lipari. Il periodo storico coperto va dagli inizi del Neolitico Medio fino alla fondazione di Lipara, la città Greco-Romana. I reperti testimoniano il ruolo fondamentale avuto dal commercio dell’ossidiana nello sviluppo della popolazione dell’isola. La sala X della sezione archeologica si occupa della rifondazione di Lipari, intorno al 580 a.C., ad opera di coloni provenienti da Cnido. Da questa sala si accede al Giardino Epigrafico dove sono esposti cippi e stele funerarie iscritte, provenienti dall’Area Archeologica di Contrada Diana.

Sezione Preistoria delle Isole Minori

In un piccolo edificio di fronte la sezione archeologica di Lipari c’è quella dedicata alla Preistoria delle Isole Minori. L’arco temporale coperto in questa parte del Museo Archeologico Eoliano va dal Neolitico all’età del Bronzo medio 3. Alla fine di quest’ultimo periodo tutti i villaggi delle Isole Eolie, tranne quelli a Lipari, furono abbandonati. Il percorso si sviluppa attorno ad un cortile centrale, dove è stato ricostruito un settore di una tipica capanna in pietra usata nell’età del Bronzo antico e medio. I reperti arrivano dai principali siti archeologici dell’Arcipelago come il Villaggio di Capo Graziano a Filicudi e l’insediamento di Punta Milazzese a Panarea. 

Sezione Vulcanologica “Alfred Rittmann”

Una volta visitata la sezione della Preistoria delle Isole Minori si passa, proprio nell’edificio accanto, alla sezione Vulcanologica del Museo Archeologico Eoliano. Al piano terra ci sono le due sale espositive dedicate al tema “Territorio Uomo e Ambiente”, dove si approfondisce l’uso da parte dell’uomo del territorio delle Isole Eolie e delle sue materie prime. Una parte è dedicata alla paleontologia e alle scienze naturali con i fossili rinvenuti nel territorio dell’Arcipelago. Il primo piano è invece dedicato alla Vulcanologia generale, mentre il secondo alla Vulcanologia eoliana.

Sezione “Età Greca e Romana”

Vaso nella sezione greco romana del Museo Archeologico Eoliano

Al piano terra dell’edificio che ospita la Sezione “Età Greca e Romana” del Museo Archeologico Eoliano ci sono reperti emersi nella zona di Milazzo e alcuni corredi funerari ritrovati a Lipari. Una sala è interamente dedicata all’archeologia marina dove sono presenti diversi carichi mercantili, scoperti nei fondali dell’Arcipelago delle Eolie. Tra questi spicca la grande piramide costituita con le anfore rinvenute in un relitto del Il secolo a.C. Nel piano superiore sono esposti corredi funerari provenienti quasi esclusivamente dalla necropoli greca e romana di Contrada Diana. Qui potrete ammirare una straordinaria collezione di vasi in ceramica a figure rosse del V e del IV secolo a.C. e una collezione, molto speciale, di oggetti in terracotta. Sono presenti infatti terrecotte sacrali, legate ai culti dell’oltretomba e una splendida collezione di piccole maschere teatrali.

La sezione di arte contemporanea del Museo Archeologico Eoliano

Sezione arte contemporanea del Museo Archeologico Eoliano

La sezione di arte contemporanea del Museo Archeologico di Lipari è allestita all’interno delle ex carceri dell’isola. L’edificio è stato utilizzato durante il periodo fascista come sito di confino per intellettuali, politici e artisti dissidenti e ha chiuso definitivamente negli anni ‘90. Nel 2015 il Museo Eoliano ha coinvolto 40 artisti internazionali nella realizzazione di opere d’arte, confluite poi nella mostra «Eolie 1950-2014. Mare Motus. L’isola nell’arte contemporanea dalla Sicilia al Cile». Oggi queste costituiscono la collezione permanente della sezione di arte contemporanea del Museo Eoliano ed evocano sentimenti di libertà e fuga dall’isolamento. Le opere presenti sono dei seguenti artisti: Matteo Basilé, Tahar Ben Jelloun, Gregorio Botta, Gonzalo Borondo, Alex Caminiti, Ettore de Conciliis, Teresa Emanuele, Carlo Gavazzeni Ricordi, Alessandro Giovannoni, Carin Grudda, Fati Hassan, Igor Mitoraj, Riccardo Monachesi, Maria Elisabetta Novello, Mimmo Paladino, Piero Pizzi Cannella, Fabrizio Plessi,  Maurizio Savini.

Gli altri spazi del Museo Eoliano

Fanno parte del Museo Archeologico Eoliano anche altri due ambienti. Il primo si trova poco prima delle Ex Carceri. Si tratta della ex Chiesa di Santa Caterina che oggi è utilizzata per ospitare mostre temporanee. Proprio di fronte c’è invece l’altro edificio, dove è illustrata la storia delle ricerche archeologiche e la nascita del museo grazie a Luigi Bernabò Brea e Madeleine Cavalier.

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