Parco Archeologico di Contrada Diana

Alcune delle tombe presenti nel Parco Archeologico di Contrada Diana a Lipari

Il Parco Archeologico di Contrada Diana è un’area che si trova ad est del centro storico di Lipari. È nato ufficialmente nel 1971 ma le indagini archeologiche sono cominciate già nel 1948 con gli archeologi Luigi Bernabò Brea e Madeleine Cavalier. Nel corso degli anni sono stati ritrovati: una necropoli greca, alcuni resti di cinte murarie e due edifici termali.

La storia del Parco Archeologico di Contrada Diana

Il Parco Archeologico di Contrada Diana è un’area archeologica che si trova su un’area pianeggiante ad est del centro storico di Lipari. È chiamato così per il nome della strada in cui sono stati effettuati i primi ritrovamenti e che oggi corrisponde alla Via Guglielmo Marconi. In questa parte dell’isola sorgeva un centro abitato, risalente al Neolitico Superiore ed alla Prima Età dei Metalli, su cui si è, in seguito, sovrapposta la Necropoli Greca e poi quella Romana. I primi scavi furono condotti nel 1948 dagli archeologi Luigi Bernabò Brea e Madeleine Cavalier. In quella occasione emersero alla luce più di 2500 tombe e alcuni tratti della mura di cinta. Nel 1971 è nato ufficialmente il Parco Archeologico di Contrada Diana

La necropoli di Contrada Diana

Il primo sito del Parco Archeologico di Diana ad essere stato indagato è una grande necropoli greca del VI secolo a.C. utilizzata poi anche dai Romani fino al II secolo d. C. Qui gli scavi hanno riportato alla luce quasi 3.000 tombe, tutte con orientamento nord-sud e sovrapposte in più ordini. Il rito funebre utilizzato sia dai Greci che dai Romani era misto e prevedeva sia l’inumazione che l’incinerazione, con una netta prevalenza della prima sulla seconda. Le tombe contenevano dei corredi funerari che comprendevano anche vasi, statuette in terracotta e gioielli, oggi tutti esposti nel Museo Archeologico di Lipari. Percorrendo Via Guglielmo Marconi si possono vedere resti di monumenti funerari di età romana imperiale.

La cinta muraria

Gli scavi archeologici condotti nella zona del Parco di Contrada Diana hanno portato alla luce i resti di due diverse cinte murarie. La prima risale al periodo della fondazione dell’antica città greca di Lìpara, nella seconda metà del IV secolo a.C. Parallelamente a queste mura, gli abitanti di Lipari costruirono una seconda linea di fortificazione nel I secolo a.C., in occasione della guerra civile del 36 a.C. tra Sesto Pompeo e Ottaviano. Della fortificazione greca è visibile oggi solo un tratto di circa 50 metri, perché molti blocchi furono utilizzati nel XII secolo d.C. per la costruzione della Cattedrale di Lipari. Nella parte interna delle mura sono sono visibili ambienti appartenenti ad abitazioni di età romana, costruite nel II secolo d. C.

I complessi termali nel Parco di Contrada Diana

Del Parco Archeologico di Diana fa parte anche il complesso termale di via Mons. Bernardino Re. I resti riportati alla luce fanno supporre che fosse un edificio pubblico di età imperiale. Si possono vedere: alcune parti di mosaici pavimentali, le canalette di scarico, i resti di una vasca a ferro di cavallo, il frigidarium e alcuni spazi adiacenti interpretati come tepidarium e calidarium. A poca distanza, in Via Franza, è emerso anche un altro edificio termale più piccolo. Questo era composto da tre vani ognuno dei quali aveva un pavimento in cocciopesto.

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