Antica Farmacia Cartia

L'ingresso dell'Antica Farmacia Cartia di Scicli
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L’Antica Farmacia Cartia è una delle quattro farmacie storiche presenti in Sicilia. Rimasta attiva fino al 2002, anno in cui la strada in cui si trova è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, oggi è un museo. È diventata famosa in tutto il mondo anche grazie alla visibilità data dal Commissario Montalbano. 

La storia della Farmacia Cartia di Scicli

La fondazione della Farmacia Cartia di Scicli risale all’11 luglio 1902 grazie al farmacista e speziale Guglielmo Cartia Senior. L’attività inizialmente si trovava nel pianterreno del Palazzo Porcelli-Battaglia-Veneziano-Sgarlata, dove era in affitto. Nel 1985 si trasferì nei bassi di Palazzo Spadaro, del quale la famiglia comprò due stanze. La farmacia è rimasta pienamente in attività fino al 2002, anno in cui la Via Mormino Penna è stata inserita nell’itinerario Unesco: Città tardo barocche del Val di Noto. Dal 2014 è stata trasformata in un museo mentre la famiglia Cartia continua a svolgere la propria attività in un nuovo spazio a pochi metri di distanza. L’Antica Farmacia Cartia è anche una delle location del Commissario Montalbano. Compare nell’episodio L’odore della notte, Capodanno della serie “Il giovane Montalbano” e nel film storico La stagione della caccia.

L’interno della farmacia

Il museo dell’Antica Farmacia Cartia conserva ancora gli arredi, i barattoli e la strumentazione originale. I mobili sono stati creati da Emanuele Russino, un ebanista di Scicli che li copiò dalla farmacia Spadaro-Ventura di Catania. Costruiti in legno di Pino di Douglas, sono impreziositi da eleganti intagli floreali e vegetali. Sullo specchio centrale l’artista Giovanni Gentile ha realizzato un dipinto in stile liberty di Igea, dea greca e romana della salute e dell’igiene. All’interno delle vetrine sono presenti contenitori che contengono i composti, solidi e liquidi, usati in laboratorio per realizzare i medicamenti, arnesi da laboratorio, alambicchi, mortai, provette e medicine. La parte più curiosa è sicuramente la vetrina dei “veleni”, con i vetri oscurati e il simbolo del cranio con due ossa incrociate dipinto sopra.

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