Castello di Punta Troia

Il castello di Punta Troia sull'isola di Marettimo

In cima al promontorio di Punta Troia, ad un’altezza di 116 metri sopra il livello del mare, si trova il Castello di Punta Troia. Oltre ad essere uno dei punti panoramici più belli di tutta l’isola di Marettimo, è anche sede del Museo delle Carceri e dell’Osservatorio per la Foca Monaca dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi.

Come arrivare al Castello di Punta Troia

Il Castello di Punta Troia si trova a circa 3,5 km dal centro abitato e ci si arriva dopo una passeggiata di circa un’ora e mezza per un sentiero sterrato. La camminata quindi non è particolarmente adatta ai bambini ed è comunque sempre meglio affrontarla nelle ore meno calde. La zona può essere raggiunto molto più comodamente anche con una barca.

La storia del Castello

I primi a costruire in questo punto dell’isola di Marettimo furono i Saraceni che nel IX secolo realizzarono una torre di avvistamento. Nel XII secolo il re Ruggero II, fortificò le postazioni difensive delle Egadi trasformando la torretta in un vero e proprio e castello. L’aspetto attuale dell’edificio lo dobbiamo agli Spagnoli che nel 1600 apportarono alcune modifiche alla struttura, aggiungendo una grande cisterna d’acqua e facendo costruire una chiesetta che fu chiamata Real Chiesa Parrocchiale di Marettimo. A partire dalla fine del Settecento la cisterna venne utilizzato come carcere e passerà alla storia come la “tremenda fossa”. Un’importanza testimonianza sulle condizioni della prigione si trova nelle memorie del generale e patriota italiano Guglielmo Pepe. Rinchiuso nella “Fossa” dal 1802 al 1803, usa queste parole per descriverla:

“ …Scendemmo nella fossa per una scala mobile di legno. La fossa era larga sei piedi e lunga ventidue, ma di disuguale altezza, perché la volta era incurvata molto verso le due estremità, in modo che appena nel mezzo di essa potevasi stare in piedi. Era poi oscura da non potervisi leggere né pure in pieno meriggio, e facea mestieri tenervi sempre una lampada accesa. E siccome la bocca della fossa non si poteva chiudere con porta di legno, atteso che avemmo potuto morir soffocati per mancanza d’aria, così avveniva che la pioggia vi cadeva, e l’umidità vi produce tant’insetti”.

Nel 1844, dopo un’ispezione di Ferdinando II di Borbone, il carcere venne definitivamente chiuso. Durante i conflitti mondiali il castello fu utilizzato come punto di avvistamento militare e stazione telegrafica.

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