Campanile del Duomo di Messina

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    Il Campanile del Duomo di Messina è sicuramente l’attrazione più interessante presente in città. I meccanismi che compongono l’orologio astronomico entrano in azione ogni giorno a mezzogiorno mentre nella piazza risuonano le note dell’Ave Maria di Franz Schubert. A realizzare quest’opera fu la ditta Ungerer di Strasburgo nel 1933. Il sistema dell’orologio meccanico ed astronomico del Campanile è comunemente riconosciuto come il più grande e complesso al mondo.

    La storia del Campanile del Duomo di Messina

    Il campanile del Duomo di Messina fu costruito già in epoca normanna. Dopo essere stato parzialmente danneggiato da un terremoto nel 1783, il Senato messinese decise di accorciarlo e coprirlo con una cupola. Nel 1863 il campanile fu però abbattuto perché pericolante. Il suo aspetto attuale risale alla ricostruzione fatta dopo l’ennesima distruzione, provocata questa volta dal terremoto del 1908. Nel 1933 furono aggiunti al campanile l’orologio astronomico e tutti i meccanismi che entrano in azione ogni giorno a mezzogiorno. A realizzare l’opera fu la ditta Ungerer di Strasburgo.

    I meccanismi dell’orologio meccanico del Campanile del Duomo di Messina

    I meccanismi dell’Orologio del Campanile si attivano ogni giorno a mezzogiorno. Il primo ad attivarsi è il gallo che canta per tre volte, seguito poi dal leone che ruggisce sempre tre volte. Da questo momento in poi, sulle note dell’Ave Maria di Franz Schubert, iniziano ad azionarsi anche le scene degli “Ambasciatori e la Madonna della lettera” e quella del “Santuario di Montalto”.

    Il leone

    Campanile del Duomo di Messina: il leone
    Campanile del Duomo di Messina: il leone

    Nella sommità del campanile c’è la statua dorata del leone alta 4 metri. È il simbolo della forza della città e dei suoi abitanti nella lotta contro gli Angioini durante la guerra del Vespro del 1282. Quello del leone è il primo dei meccanismi ad azionarsi a mezzogiorno. La statua per tre volte agita l’asta con il vessillo crociato di Messina mentre muove, ruggendo, la testa e la coda. 

    Il gallo

    Al livello inferiore troviamo la statua del gallo posta in mezzo tra le due statue di Dina e Clarenza. Il gallo è alto 2,20 metri ed è il secondo meccanismo ad azionarsi: per tre volte batte le ali, solleva la testa e canta chicchirichì. Il gallo è simbolo di intelligenza e operosità ma anche del risveglio della città.

    Dina e Clarenza

    Ai lati della statua del gallo ci sono due statue femminili, alte 3 metri che segnano le ore e i quarti suonando le campane. Si tratta di Dina e Clarenza, due eroine messinesi che secondo la leggenda salvarono la città durante la prima Guerra del Vespro del 1282. Si narra infatti che la notte dell’8 agosto ci fu un tentativo di attacco alla città di Messina da parte delle truppe angioine. Le due donne, che erano di guardia, riusciranno ad aiutare la città a sventare l’attacco. Dina scagliando sassi sui soldati nemici e Clarenza suonando le campane del campanile del Duomo in modo da svegliare tutta la città.

    La Madonna della lettera e gli ambasciatori

    Campanile del Duomo di Messina: la Madonna della Lettera e gli ambasciatori
    Campanile del Duomo di Messina: la Madonna della Lettera e gli ambasciatori

    Al piano inferiore troviamo la rappresentazione dell’incontro tra gli ambasciatori messinesi e Maria di Nazareth. Le statue degli ambasciatori si inchinano a turno davanti la Madonna che regge in una mano la lettera di benedizione. Secondo la tradizione nel 42 d.C. arrivò a Messina l’apostolo Paolo, per iniziare un’opera di conversione al cristianesimo della popolazione. Al momento di ripartire per la Palestina, una delegazione di messinesi volle accompagnare Paolo per incontrare la Madonna e chiedere una benedizione per la città. I messinesi riuscirono, il 3 giugno del 42 d.C., ad incontrare la Vergine. Maria consegnò loro, in segno di gratitudine, una lettera di benedizione scritta in ebraico e legata con una ciocca dei suoi capelli.

    Le scena bibliche

    Nel livello successivo sono rappresentate quattro scene bibliche. Le statue visibili nella facciata variano a seconda del periodo dell’anno ed in particolare in base al calendario liturgico. Da Natale all’Epifania la scena è quella dell’adorazione dei pastori. Quando si attiva il meccanismo i pastori sfilano facendo un inchino davanti a Gesù bambino, la Madonna e S. Giuseppe. L’Adorazione dei Magi è invece la scena visibile nel periodo che va dall’Epifania a Pasqua. In questo caso sono i magi, ciascuno accompagnato da un valletto, ad inchinarsi davanti al Bambinello che è tenuto tra le braccia di Maria. Da Pasqua a Pentecoste si passa alla “Resurrezione di Gesù”. Si assiste così alla statua di Gesù che emerge dal suo sepolcro sotto gli occhi increduli di due soldati. Infine nel periodo che va da Pentecoste a Natale il momento rappresentato è quello della “Discesa dello Spirito Santo”. Nella scena i dodici apostoli si trovano nel cenacolo intorno la Madonna. Una colomba, simbolo dello Spirito Santo, vola sopra di loro mentre sulle teste degli apostoli compaiono delle fiammelle mentre alzano in alto le braccia.

    La fondazione della Chiesa di Montalto

    Nel piano inferiore troviamo un altro riferimento ad una leggenda cittadina legata alla costruzione di una chiesa. Pare che nel 1294 la Madonna apparve in sogno ad un frate di nome Nicola con una richiesta specifica. Il giorno dopo avrebbe dovuto radunare le autorità cittadine sul Colle della Caperrina. A mezzogiorno una colomba avrebbe delimitato con il suo volo il perimetro lungo il quale sarebbe dovuta sorgere una chiesa dedicata alla Madonna. Tutti i giorni a mezzogiorno, i meccanismi dell’Orologio astronomico rievocano questo episodio. Mentre una colomba compie il suo volo si vede lentamente emergere la statua della Chiesa di Montalto. L’edificio costruito nel 1294 fu distrutto durante il terremoto del 1908. Quell’area oggi è occupata dal Santuario di Montalto.

    Il carosello delle fasi della vita

    Campanile del Duomo di Messina, il carosello della vita
    Campanile del Duomo di Messina: il carosello della vita

    Nel penultimo livello si trova il carosello delle fasi della vita. Quattro statue a grandezza naturale rappresentano altrettanti periodi: l’infanzia, l’adolescenza, la maturità e la senilità. Ogni quarto d’ora le statue di un bambino, un giovane, un guerriero ed un vecchio, si muovono in progressione sfilando davanti alla morte. Questa è rappresentata come uno scheletro con una falce in mano che si muove al loro passaggio.

    Il carosello dei giorni della settimana

    Nell’ultimo livello sono rappresentati i giorni della settimana personificati da sette divinità romane. Ognuna di loro guida un carro trainato da animali diversi. Per il lunedì c’è Diana, dea della caccia, trainata da un cervo. Per il martedì c’è il dio della guerra Marte su un carro attaccato ad un cavallo. Mercurio è invece il mercoledì e l’animale legato al carro è la pantera. Giove, il padre degli dei è il giovedì e nel suo carro è legato un animale mitologico: la chimera. Venere, dea della bellezza, è Venerdì e guida un carro con attaccata una colomba. Il dio Saturno è il sabato e anche nel suo carro c’è una chimera. Infine per la domenica c’è Apollo al cui carro è appoggiato un cavallo.

    I meccanismi astronomici del Campanile del Duomo di Messina

    Campanile del Duomo di Messina: i meccanismi astronomici
    Campanile del Duomo di Messina: i meccanismi astronomici

    Nella facciata laterale della torre del campanile si trovano i meccanismi astronomici. Partendo dall’alto una sfera, metà dorata e metà nera, segna le diverse fasi lunari. Nel livello inferiore si trova un planetario costituito da un grande anello che riproduce il sistema solare e le figure dello zodiaco. Infine, sotto il planetario, si trova il grande disco del calendario perpetuo. Al centro esatto si trova un sole e attorno ad esso, in cerchi concentrici, sono indicati i giorni ed i mesi dell’anno. Sulla sinistra la statua di un angelo indica, con una freccia, la data e l’anno in corso che si aggiorna automaticamente a mezzanotte.

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