Galleria Vittorio Emanuele III

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    La Galleria Vittorio Emanuele III di Messina è un edificio costruito tra il 1924 e il 1929 su progetto dell’architetto Camillo Puglisi Allegra. Nel 2000 è stato dichiarato bene d’interesse storico-artistico perché “costituisce un significativo esempio di architettura residenziale e per uffici del XX secolo, di gusto eclettico”. Nello spazio interno ci sono ristoranti e cocktail bar che la rendono uno dei principali centri della movida della città.

    La storia della Galleria Vittorio Emanuele III

    La Galleria Vittorio Emanuele è uno dei quattro edifici che delinea a Messina la Piazza Antonello. I quattro palazzi, nati con la ricostruzione della città in seguito alla distruzione del terremoto del 1908, dialogano in modo armonico anche se costruiti in anni diversi. Il primo edificio ad essere completato fu il Palazzo delle Poste nel 1913 su progetto dell’architetto Vittorio Mariani. Nel 1918 fu inaugurato il Palazzo della Provincia, ideato da Alessandro Giunta e costruito sull’area un tempo occupata dal Complesso dei Cavalieri Templari. Nel 1924 furono completati i lavori di costruzione del Municipio sotto la direzione dell’architetto palermitano Antonio Zanca. Infine nel 1929 arrivò il momento della Galleria dedicata a Vittorio Emanuele III, che fu inaugurata il 13 agosto in contemporanea con il Duomo. La costruzione dell’edificio, progettata dall’architetto Camillo Puglisi Allegra, fu finanziata dalla Società Generale Elettrica della Sicilia, con lo scopo di dare una sede adeguata ai propri uffici e creare un polo residenziale e commerciale nel cuore della città.

    L’architettura della Galleria

    La Galleria dal punto di vista stilistico presenta elementi ornamentali collocabili fra Eclettismo e Déco e si articola in tre bracci a forma di “Y” che confluiscono al centro in un esagono sormontato da una cupola vetrata. La copertura è formata da una doppia volta con una intelaiatura metallica di sostegno delle vetrate artistiche. L’ingresso principale si trova su Piazza Antonello ed è preceduto da un portico che ha un monumentale arco segnalato da robuste paraste. Nel 2000 è stato dichiarato bene d’interesse storico-artistico ai sensi della ex Legge 1089/39 perché “costituisce un significativo esempio di architettura residenziale e per uffici del XX secolo, di gusto eclettico per la valenza plastico-decorativa, che la caratterizza sia dall’interno che dall’esterno”.

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