La facciata del Mulino Giorginaro a Novara di Sicilia

Il Mulino Giorginaro è l’unico mulino ad acqua rimasto attivo a Novara di Sicilia. In una zona caratterizzata da una presenza numerosa di queste strutture, la caparbietà di Ugo Affannato e del figlio ha fatto sì che un pezzo di storia del borgo non morisse. Nel 2001 il Mulino Giorginaro è stato ristrutturato e aperto come museo. Oggi è perfettamente funzionante e utilizzato per produrre farine di grani antichi siciliani.

La tradizione dei mulini ad acqua a Novara di Sicilia 

Il territorio di Novara di Sicilia è stato da sempre caratterizzato dalla presenza di mulini ad acqua accompagnata da una grande produzione di frumento e cereali. Esiste un documento notarile di epoca medievale che dimostra la presenza di un mulino a Novara di Sicilia già prima del 1399. La presenza maggiore di mulini era lungo il corso del torrente San Giorgio, dove ve ne erano addirittura 14. A partire dai primi del Novecento una forte riduzione nella domanda di macinazione ha portato ad un forte crisi e ad una progressiva chiusura di tutte queste strutture. Nel 1980 anche l’ultimo mulino idraulico chiuse definitivamente la sua attività. Nel 2001 grazie alla caparbietà del figlio di uno dei vecchi proprietari, uno di questi mulini è ritornato a vivere. Il Mulino Giorginaro è stato riaperto prima come semplice museo e poi, a distanza di qualche anno, come vera e propria attività produttiva.

La storia del Mulino Giorginaro

Interno del Mulino ad acqua Giorginaro a Novara di Sicilia

Le origini del Mulino ad acqua Giorginaro risalirebbero al periodo tra il 1350 e il 1400. L’anno 1690, che compare inciso sulla cornice della porta di ingresso, sarebbe quello del lavoro di sopra elevazione dell’edificio. Nel 1860 Ugo Affannato, bisnonno dell’attuale proprietario Mario, decide di acquistare il mulino dove lavorava come dipendente. Inizia così un periodo di grande attività per il mulino che macinava grani locali e produceva farine. Cento anni dopo, però, la crisi del settore agricolo porta alla chiusura anche del Mulino Giorginaro. Nel 2001, Ugo Affannato, pronipote del primo proprietario, lo fa ristrutturare, riaprendolo quindi come museo. Il figlio di Ugo, Mario, non è però ancora del tutto soddisfatto. Vuole infatti che il mulino oltre che funzionante sia anche produttivo. Nel 2006 finalmente riesce ad iniziare l’attività di macinatura e a produrre farine usando grani antichi siciliani quali russello, perciasacchi, maiorca e timillia.

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