Uomo preistorico a caccia nel Riparo della Sperlinga a Novara di Sicilia
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Il Riparo della Sperlinga è un importante sito che si trova a 5 chilometri da Novara di Sicilia. Qui alcuni spuntoni rocciosi creano alcuni anfratti e ripari naturali. Gli uomini preistorici li utilizzavano come luogo di sosta durante le loro battute di caccia. Gli scavi archeologici, condotti negli anni Cinquanta, hanno anche portato alla luce alcune incisioni su una parete su cui gli studiosi hanno fatto diverse ipotesi. 

Cos’è il Riparo della Sperlinga e come raggiungerlo

Il Riparo della Sperlinga è un importante sito archeologico che si trova nel territorio di Novara di Sicilia. Per raggiungerlo è necessario arrivare alla frazione di San Basilio a 5 chilometri dal borgo, per poi proseguire a piedi. La zona ha un importante valore perché si tratta del secondo sito del Mesolitico scoperto in Sicilia, dopo la Grotta del Corruggi a Pachino. Il nome “Sperlinga” indica nel dialetto locale una grotta. È chiamato “Riparo” perché dagli scavi archeologici condotti pare che questo fosse un luogo di sosta per gli uomini preistorici, utilizzato durante le loro battute di caccia. Negli anni Cinquanta, infatti, gli scavi archeologici condotti hanno portato alla luce diversi utensili e oggetti oltre a resti di animali come cinghiali, cervi, pecore e capre. I reperti risalgono a circa 8.000 anni fa.

La storia del Riparo della Sperlinga 

Il Riparo della Sperlinga è stato indagato nel 1951 da una campagna di scavo condotta da Bernabò Brea e dal suo assistente G. Bottaro. Le indagini furono condotte solo nel terzo riparo, sia perché quello più ampio e sia perché è quello anche più esposto al sole. Gli scavi hanno portato così alla luce quattro diverse stratificazioni che coprono un periodo molto lungo. 

I reperti archeologici ritrovati

I reperti archeologici ritrovati nel primo strato risalgono all’Età dei Metalli e sono principalmente ceramiche e utensili in selce, ossidiana e quarzite. Quelli del secondo strato sono del Neolitico finale e comprendono frammenti di ciotole, scodelle e tazze. La presenza di punteruoli e una punta di freccia in osso ha fatto pensare che questa fosse una zona di caccia. Il terzo strato era invece privo di oggetti in ceramica ma ricco di utensili di natura litica. Infine il quarto strato, caratterizzato da grandi massi di natura calcarea, mostrò la quasi totale assenza di materiale litico. Sulla parete nord di questo riparo sono venuti alla luce anche una serie di incisioni costituite da tratti verticali e obliqui che risalgono al Paleolitico Superiore. Sulla natura di queste incisioni al momento esistono diverse ipotesi contrastanti. Secondo alcuni sarebbero segni per tenere lontani dalla grotta gli spiriti maligni, mentre per altri sarebbero un vero e proprio calendario. Tutti i reperti ritrovati attualmente sono esposti nel Museo Archeologico di Lipari.

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