Panorama con la Rocca Salvatesta e la Rocca del Leone a Novara di Sicilia

La Rocca Salvatesta è uno dei punti panoramici più belli di tutta la Sicilia. Dalla sua vetta si possono ammirare: l’Etna, le isole Eolie, il promontorio di Tindari e Milazzo. Secondo un’antica leggenda che si racconta a Novara di Sicilia, in questa montagna sarebbe nascosto un enorme tesoro. Della Rocca Salvatesta, chiamata anche Rocca di Novara, fa parte anche un’altra vetta, conosciuta come Rocca del Leone.

La Rocca Salvatesta di Novara di Sicilia

La Rocca di Novara, chiamata anche Rocca Salvatesta, è la seconda vetta più alta dei Monti Peloritani. Raggiunge un’altezza di 1340 metri e per la sua particolare forma triangolare è anche conosciuta con il nome di “Cervino di Sicilia”. La Rocca può essere raggiunta direttamente a piedi, partendo dal borgo di Novara di Sicilia e il percorso dura circa 3 ore. Il nome di Rocca Salvatesta dipende dalla particolare forma che ha una sua parete rocciosa simile ad un volto umano: “la testa del guardiano” o “vecchio saggio”. Sembra che ai piedi della rocca sorgesse il primo insediamento di Novara di Sicilia, l’antica città di Noa. Questa ipotesi è confermata dal ritrovamento di tantissimi reperti in coccio dalla forma bombata che fanno pensare a recipienti per alimenti.

La leggenda del tesoro della Rocca Salvatesta

A Novara di Sicilia esiste una leggenda che narra della presenza di un enorme tesoro nascosto tra le grotte della rocca e custodito dal “vecchio saggio”. L’unico modo per trovare il tesoro è che una donna, nell’arco di 24 ore, faccia alcune cose ben precise. Deve innanzitutto prendere del lino e filarlo, stenderlo e realizzare con un telaio un canovaccio. A questo punto la donna deve prendere del grano, portarlo ad un mulino e farlo macinare. Con la farina ottenuta dovrà preparare del pane che andrà cotto in un forno. La legna del forno però deve essere raccolta in sette boschi diversi. Una volta cotto, il pane andrà avvolto nel canovaccio e portato alla Rocca per essere mangiato. Allo scoccare della mezzanotte, dopo 100 rintocchi della campana del Duomo di Novara di Sicilia, un cavaliere aprirà la porta per accedere al tesoro.

La Rocca del Leone

Prima di arrivare alla vetta della Rocca Salvatesta si incontra la cosiddetta Rocca del Leone. Ha un’altezza di mille metri e costituisce con la prima un unico massiccio. È chiamata così perché la sua forma ricorda quella di un leone accovacciato con il capo rivolto verso ovest. Alla base della Rocca del Leone ci sono le cosiddette “Fosse della Neve”, simili a quelle presenti in altre zone della Sicilia, come ad esempio Linguaglossa. Si tratta di grandi buche nel terreno, quasi tutte naturali, che durante il periodo invernale venivano riempite di neve. Questa veniva poi utilizzata, durante la stagione estiva, per la preparazione dei gelati e per il raffreddamento di cibi e bevande.

La leggenda della Rocca del Leone

Anche la Rocca del Leone di Novara di Sicilia è legata ad una leggenda. Si racconta che al tempo della guerra tra Zeus e i Giganti, il più forte di questi fosse Tifone ed avesse un leone che gli era molto fedele. Zeus, che era molto invidioso di ciò, decise di separarli e attaccò l’animale con i suoi fulmini. Il leone riuscì a schivare i primi due che andarono a colpire le montagne intorno, formando così il Colle Barca e Pizzo Russa. Il terzo fulmine però andò a segno e colpito l’animale lo pietrificò nella Rocca del Leone.

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