Palazzo Cosentini

Il palazzo costruito alla fine del ‘700 per volere del barone Raffaele Cosentini, si trova alla confluenza di due importantissime vie di comunicazione della città antica, la Salita Commendatore che con la sua scalinata metteva in comunicazione il quartiere inferiore con quello superiore e la strada di S. Rocco che si collegava alle strade di campagna che conducevano a Comiso e Chiaramonte.
Per questo motivo ai due cantonali si trovavano le statue dei protettori dei viandanti: S. Francesco di Paola, ancora visibile e San Cristoforo o S. Rocco.

I tre balconi della facciata principale si caratterizzano per la ricchezza di decorazione delle mensole con mascheroni dai volti grotteschi e deformi, nel primo a sinistra, sormontati da figure di musici, in quello centrale, figure alludenti all’abbondanza e in quello a destra, personaggi del popolo.

Il balcone della facciata laterale invece, conosciuto come il “balcone della maldicenza”, mostra cinque maschere di burloni ghignanti, che tengono in bocca animali simbolici come la serpe e lo scorpione sovrastati da figure allegoriche dell’abbondanza: donne con grandi mammelle ed uomini che reggono cornucopie colme di frutti, alludendo alla ricchezza, vera o solo esibita, dei proprietari.
Il palazzo era collegato per vie interne alla vicina Chiesa di Santa Maria dell’Itria all’interno della quale esiste una cappella della famiglia con altare datato 1741.

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