Parco Archeologico della Neapolis

    Teatro Greco di Siracusa
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    Il Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa, realizzato alla fine degli anni ’50, si estende su una superficie di oltre 200.000 metri quadrati e contiene testimonianze di varie epoche: preistorica, greca, romana fino al periodo svevo-normanno.

    Ara di Ierone

    È un altare per i sacrifici pubblici, fatto costruire dal tiranno Ierone II. Del monumento, probabilmente intitolato a Zeus Eleutherios (liberatore), si conserva l’immenso basamento roccioso, lungo circa 198 metri e largo 22 metri. Alle estremità frontali del monumento vi erano due rampe simmetriche e contrapposte di accesso alla piattaforma centrale dell’ara, dove avveniva il sacrificio delle vittime. Le rampe erano precedute da un ingresso: quello nord era fiancheggiato da due telamoni dei quali si conservano i piedi.

    Teatro Greco

    Il Teatro Greco all'interno del Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa
    Il Teatro Greco di Siracusa

    Il Teatro Greco di Siracusa fu costruito nel V secolo a. c. Scavato nella roccia del colle Temenite, il teatro fu ampliato nel III secolo da Ierone II e ulteriormente modificato in epoca romana, per permettere anche lo svolgimento dei giochi. La cavea, l’insieme delle gradinate, aveva un diametro di quasi 139 metri ed era in origine costituita da 67 ordini di gradini, per la maggior parte scavati nella roccia viva e divisi in 9 settori (“cunei”) dalle scalinate. Molte delle sue parti furono asportate dagli Spagnoli durante il Cinquecento e utilizzate per la costruzione delle fortificazioni di Ortigia.

    Grotta del Ninfeo

    La Grotta del Ninfeo nel Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa
    La Grotta del Ninfeo

    La cavea del Teatro è dominata da una terrazza rettangolare intagliata nella roccia dove, un tempo, sorgeva un porticato a “L” che serviva come riparo in caso di pioggia. Sulla parete si trova una grande grotta artificiale, chiamata “Grotta del Ninfeo”, con all’interno una vasca dove si raccoglie l’acqua che scorre da una cavità nella roccia. Il ritrovamento al suo interno di alcune statuette di muse lascia pensare che la grotta fosse un Mouseion, santuario delle muse e sede della Corporazione degli attori. In questo luogo si riunivano prima di andare in scena. Sulla parete inoltre si trovano nicchie rettangolari, dedicate al culto degli eroi (pinakes), mentre piccole grotte aperte nella parte di roccia custodiscono tombe di età bizantina.

    Via dei Sepolcri

    La Via dei Sepolcri nel Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa
    La Via dei Sepolcri

    La Via dei Sepolcri è una strada lunga 150 metri che conduce alla cima del colle Temenite. Quest’ultimo è chiamato così per via del ritrovamento dei resti di un santuario dedicato ad Apollo Temenite. Lungo tutte le pareti della strada sono scavate nicchie votive dedicate al culto degli eroi. Una delle caratteristiche del parco è la presenza di latomie. Nell’antichità greco-romana, le latomie erano cave di pietra o marmo da cui si estraevano i blocchi utilizzati per la costruzione di edifici, in alcuni casi poi riadattate a carceri.

    La Latomia del Paradiso

    La Latomia del Paradiso è un primo gruppo costituito da cave che arrivano quasi a 50 metri comprendenti l’Orecchio di Dionisio, la Grotta dei Cordari e la grotta del Salnitro:

    Orecchio di Dionisio

    L'interno dell'Orecchio di Dionisio a Siracusa
    L’Orecchio di Dionisio

    L’orecchio di Dionisio è una grotta artificiale che si trova nell’antica cava di pietra detta latomia del Paradiso. Alta circa 23 metri e larga dai 5 agli 11 metri, si sviluppa in profondità per 65 metri. Il suo particolare andamento ad S lo rende anche un luogo di amplificazione acustica dei suoni. Queste particolari proprietà hanno dato origine alla leggenda secondo la quale il tiranno Dionisio facesse rinchiudere nella grotta i prigionieri, ascoltando dall’alto i loro discorsi senza essere visto. Secondo la tradizione fu il pittore Caravaggio ad attribuire il nome alla grotta, durante la sua permanenza in Sicilia nel 1608.

    Grotta dei Cordari e Grotta del Salnitro

    Al complesso della Latomia del Paradiso appartengono anche altre due grotte. La Grotta dei Cordari, una cavità artificiale chiamata così per via dei fabbricanti di corde artigianali, che dal XVII secolo approfittarono della naturale umidità per lavorare la canapa. La Grotta del Salnitro, a differenza della precedente, non è artificiale ma si è formata in seguito ad un crollo. È chiamata così per via del colore delle sue pareti, simile alle sfumature dell’omonimo minerale.

    Latomie dell’Intagliatella e di Santa Venera

    La latomia dell’Intagliatella è collegata a quella del Paradiso tramite una breve galleria ed è il frutto di secoli di erosione che ne hanno levigato le pareti. La latomia di Santa Venera invece, è nota per il suo giardino subtropicale, coltivato fin dall’epoca settecentesca e che si sviluppa intorno ad un maestoso ficus macrophylla detto Ficus delle pagode. All’interno di alcune pareti sono visibili delle nicchie scavate, legate al culto degli Eroi.

    Anfiteatro Romano

    L'anfiteatro romano nel Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa
    Anfiteatro Romano

    È un’imponente costruzione di età romana imperiale, terza per dimensioni in Italia, dopo il Colosseo di Roma e l’Arena di Verona. È in gran parte scavato nella roccia e ha forma ellittica con gli ingressi situati alle estremità dell’asse maggiore. Lungo il perimetro dell’arena c’è un podio sotto il quale si trova un corridoio coperto le cui porte laterali permettevano l’ingresso dei gladiatori e delle belve. L’approvvigionamento idrico per l’anfiteatro era garantito da una cisterna, la cosiddetta Piscina Romana, realizzata chiudendo un tratto di strada delle latomie ed impermeabilizzando le pareti e venne forse utilizzata in epoca bizantina come basilica ipogea.

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