Chiesa di San Giovanni Evangelista (Scicli)

La facciata della Chiesa di San Giovanni Evangelista di Scicli
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La Chiesa di San Giovanni Evangelista di Scicli è uno dei monumenti che si trovano su Via Mormino Penna, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Al suo interno si trova il famoso quadro del “Cristo in gonnella”, dipinto di origine spagnole ispirato al Cristo di Burgos.

La storia della Chiesa di San Giovanni Evangelista di Scicli

La costruzione della Chiesa di San Giovanni Evangelista di Scicli risale al 1300, come sede della “Confraternita dei Nobili Bianchi”. L’edificio venne distrutto dal terremoto del 1693 e ricostruito a più riprese nella seconda metà del ‘700. I lavori furono diretti dall’architetto Fra Alberto Maria di San Giovanni Battista anche se i disegni dei progetti erano probabilmente di Vincenzo Sinatra. Alla fine del 1776 si conclusero i lavori interni alla chiesa con gli stucchi di Giovanni Gianforma e l’affresco della volta. Nel 1803 fu completato il terzino ordine del prospetto sotto la direzione dall’architetto don Salvatore Alì di Siracusa, data che compare incisa sulla facciata. Dopo il 1860 la chiesa fu ceduta ai monaci benedettini che fecero subito costruire un monastero annesso. Quest’ultimo è stato demolito agli inizi del Novecento per costruire il Palazzo del Municipio.

Architettura della Chiesa di San Giovanni Evangelista di Scicli

La facciata della Chiesa di San Giovanni Evangelista di Scicli è divisa in tre ordini con l’alternarsi andamenti concavi e convessi. Nel primo ordine, scandite da colonne in stile ioniche, si trova il portale d’ingresso dove si legge il motto benedettino “Pax”. L’entrata è preceduta da una scalinata che asseconda il movimento della facciata. Il secondo ordine è decorato da colonne in stile corinzio e da una gelosia. Questa è una particolare grata che, grazie alla sua inclinazione, permetteva alle suore di clausura di guardare all’esterno senza essere viste. Il terzo riprende lo stile del secondo ed è chiuso da due piedistalli alle estremità. La facciata si chiude con un timpano spezzato nel quale è incisa la data di fine lavori (1803).

Interno e opere d’arte

L’interno della Chiesa di San Giovanni Evangelista di Scicli è a pianta ovale e ricco di decorazioni. Un endonartece separa dalla zona dell’abside dove sono presenti, ai lati, quattro altari. La volta, a guscio di noce, presenta stucchi e dorature di gusto neoclassico realizzate nel 1854. Nella parte alta del vestibolo, tre medaglioni raffigurano vedute paesaggistiche di Scicli. Nell’abside è presenta una statua della “Madonna Addolorata” on il tradizionale abito nero e una spada che le trafigge il petto. Questa ogni anno è portata in processione per le vie di Scicli in occasione delle Celebrazioni del Venerdì Santo. Lungo la parete destra si possono invece vedere le lapidi dei caduti nelle due Guerre Mondiali.

Il Cristo in Gonnella di Scicli

La Chiesa di San Giovanni Evangelista di Scicli è famosa per custodire al suo interno il cosiddetto “Cristo in gonnella” o Cristo di Burgos. Il dipinto ritrae infatti Cristo crocifisso coperto dai fianchi alle caviglie da una veste bianca con larghe pieghe verticali e decorata da una fascia a merletto. Ai suoi piedi sono rappresentate due sfere di metallo e un uovo di struzzo. Questa particolare iconografia è molto diffusa in tutta la Spagna e nel mondo latino-americano. La sua origine porta ad una statua custodita all’interno della Cattedrale di Burgos venerata da diversi secoli e ritenuta fonte di miracoli. In Italia esiste una copia identica del Cristo di Burgos di Scicli anche in una cappella privata nella città di Gravedona, vicino Como.

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