I siti Patrimonio Unesco in Sicilia

    La Valle dei Templi di Agrigento: uno sei siti patrimonio Unesco in Sicilia
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    I siti patrimonio Unesco in Sicilia che costituiscono i cosiddetti “Beni Patrimonio dell’Umanità” sono sette in tutto. La loro bellezza e importanza li rende automaticamente meritevoli di entrare nella classifica delle cose da vedere assolutamente in Sicilia. Ci sono bellezze naturalistiche come le Isole Eolie e l’Etna, siti archeologici di straordinario fascino come Pantalica e la Valle dei Templi ed espressione artistiche uniche al mondo, come il barocco del Val di Noto e l’arte Arabo-Normanna.

    L’Unesco e la Sicilia: patrimonio materiale, immateriale, Tesori Viventi

    Cos’è l’Unesco

    L’Unesco è un’agenzia specializzata delle “Nazioni Unite”, creata nel 1945 e conta oggi 195 Paesi più 10 Membri Associati. Il suo scopo è: «contribuire al mantenimento della pace e della sicurezza, favorendo, mediante l’educazione, la scienza e la cultura, la collaborazione fra nazioni, al fine di assicurare il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali che la Carta delle Nazioni Unite riconosce a tutti i popoli, senza distinzione di razza, di sesso, di lingua o di religione».

    La tutela dell’Unesco in Sicilia: Patrimonio materiale e Geoparchi

    Il patrimonio dei beni materiali protetti dall’Unesco è rappresentato dai siti comunemente conosciuti come “Beni Patrimonio dell’Umanità”. In Sicilia ce ne sotto sette in totale. A questi si aggiungono anche i Geoparchi che sono definiti dall’Unesco come «un territorio che possiede un patrimonio geologico particolare ed una strategia di sviluppo sostenibile. Deve avere confini ben definiti e sufficiente estensione per consentire uno sviluppo economico efficace del comprensorio». I Geoparchi in Sicilia sono due: Madonie Geopark e Rocca di Cerere Geopark.

    La tutela dell’Unesco in Sicilia: Patrimonio immateriale e Tesori Umani Viventi

    L’Unesco può decidere di tutelare anche un patrimonio orale o immateriale. Quelli attualmente riconosciuti per la Sicilia sono: l’Opera dei pupi (2008) e la Vite ad Alberello di Pantelleria (2014). A questi si aggiungono altri beni che interessano l’Italia e altre Nazioni, come: L’arte dei muretti a secco (2018), che è molto presente nella zona di Ragusa e Pantelleria e la Dieta mediterranea. A partire dal 2014 la Sicilia ha istituito anche un Registro delle Identità Materiali (Reis). Le Eredità Immateriali sono definite dall’UNESCO come “l’insieme delle pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e tecniche – nella forma di strumenti, oggetti, artefatti e luoghi ad essi associati – che le comunità riconoscono come parte del loro patrimonio culturale”. Fanno parte di questo elenco anche i cosiddetti Tesori Umani Viventi, persone cioè che custodiscono conoscenze ed esperienze da tutelare e tramandare.

    I Beni Unesco Patrimonio dell’Umanità in Sicilia

    Palermo Araba-Normanna le Cattedrali di Cefalù e Monreale

    I mosaici della Cappella Palatina, uno dei siti patrimonio Unesco in Sicilia
    I mosaici nell’abside della Cappella Palatina di Palermo

    Palermo Araba-Normanna le Cattedrali di Cefalù e Monreale è il più recente sito Unesco in Sicilia ad essere stato inserito tra i Beni Patrimonio dell’Umanità. Comprende nove diversi monumenti che sono: Il Duomo di Palermo, la Chiesa di San Cataldo, la Chiesa dell’Ammiraglio, la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, il Palazzo della Zisa, il Ponte dell’Ammiraglio, il Duomo di Cefalù e il Duomo di Monreale. Nel XII secolo i Normanni sconfiggono gli Arabi e conquistano la Sicilia. Si ritrovano così a disposizione maestranze altamente qualificate e decidono di impiegarle nella costruzione di nuove chiese e palazzi. Il risultato è uno stile caratterizzato da elementi artistici tipicamente arabi. come le cupole tonde e le muqarnas, arricchito ulteriormente dalle grandi abilità degli Arabi nella realizzazione dei mosaici e nell’intaglio del legno.

    Le città tardo barocche del Val di Noto

    Uno dei balconi barocchi di Palazzo Cosentini a Ragusa
    Uno dei balconi barocchi di Palazzo Cosentini a Ragusa

    Nel 1693 un terribile terremoto distrusse 45 diversi centri abitati della Sicilia orientale. Nel conseguente processo di ricostruzione architetti, artisti e capo mastri si lasciarono ispirare dalla corrente artistica dominante all’epoca: il tardo barocco. Le chiese e i palazzi, tutelati dall’Unesco, sono un trionfo di decorazioni, stucchi, putti e affreschi. I simboli di questo particolare stile sono sicuramente i balconi dei palazzi nobiliari decorati in vari modi. A volte con motivi floreali, a volte con figure umane o animalesche. Tra i monumenti barocchi più famosi ci sono la Chiesa di San Giovanni Battista e Palazzo Cosentini a Ragusa, il Duomo di San Giorgio e quello di San Pietro a Modica, La Cattedrale e Palazzo Nicolaci a Noto, il Duomo di Siracusa, la Cattedrale di Catania e la Scalinata di Santa Maria del Monte a Caltagirone.

    La Valle dei Templi di Agrigento

    Il Tempio della concordia illuminato all'interno della Valle dei Templi, uno dei siti Unesco in Sicilia
    Il Tempio della Concordia di Agrigento

    La Valle dei Templi è probabilmente il sito Unesco in Sicilia più famoso al mondo. L’area archeologica, che si estende per oltre 1300 ettari, comprende: sette templi dorici del periodo ellenico, diverse necropoli, un Santuario delle Divinità Ctonie e alcuni monumenti di epoca romana. Pagando un biglietto a parte, si può accedere inoltre ad un altro sito straordinario: il Giardino della Kolymbetra. La visita alla Valle dei Templi diventa ancora più suggestiva se fatta al tramonto. Ogni anno inoltre questo angolo di paradiso in Sicilia fa da sfondo a uno degli eventi più importanti in Sicilia. Si tratta della Festa del Mandorlo in Fiore che si tiene solitamente nell’ultima settimana di marzo. Nel corso degli anni, questa manifestazione si è arricchita di nuovi contenuti e oggi comprende: il Festival del Folklore, il Festival dei Bambini del Mondo e altri eventi collaterali.

    La Villa Romana del Casale di Piazza Armerina

    Mosaico della Villa del Casale che ritrae il combattimento tra cacciatori e cinghiali
    Mosaico della Piccola caccia

    La Villa Romana di Piazza Armerina è stato il primo sito, insieme alla Valle dei Templi, ad essere inserito nel 1997, tra i beni in Sicilia Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Si tratta probabilmente della villa di un ricco proprietario terriero ed infatti era parte integrante di un vasto possedimento. L’area comprende diversi ambienti: un ingresso monumentale, le terme, una basilica. Ma ciò che rende veramente straordinario questo sito sono i 3.500 metri quadrati di pavimenti mosaicati. I soggetti rappresentati sono di vario tipo e si va dalle scene quotidiane come nel caso delle famose “Donne in bikini” che giocano a palla, passando da scene mitologiche come il mosaico di Polifemo, fino ad arrivare alle grandiosi scene della Piccola Caccia e della Grande Caccia.

    Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica

    La Necropoli rupestre di Pantalica uno dei siti in Sicilia Patrimonio Unesco
    La Necropoli rupestre di Pantalica

    Il sito Unesco Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica comprende due diverse zone. La prima è quella di Pantalica che si trova nella zona di Sortino, un piccolo borgo del territorio di Siracusa molto famoso per il suo miele. Quest’area archeologica è stata aggiunta ai Beni Patrimonio dell’Umanità per l’alto profilo storico, archeologico, speleologico e paesaggistico. Il parco di Pantalica conta oltre 5.000 tombe suddivise in almeno sei diverse necropoli. La seconda area che rientra in questo sito Unesco è quella di Siracusa. Questo a sua volta comprende tutta l’area di Ortigia, il centro storico della città, dove rientrano splendidi monumenti come il Duomo, le Catacombe di San Giovanni o Palazzo Bellomo. A questa si aggiunge l’area delle vestigia delle vecchie mura che circondano la città. In questa zona ricade il Parco Archeologico della Neapolis che comprende, tra i vari monumenti, il Teatro Antico di Siracusa, l’Anfiteatro Romano e l’Orecchio di Dionisio.  

    Le Isole Eolie

    Panorama delle Isole Eolie uno dei siti in Sicilia patrimonio Unesco
    Panorama delle Isole Eolie

    Dal 2000 anche le Isole Eolie fanno parte dei Beni Patrimonio Unesco in Sicilia. Le “sette sorelle”, come vengono anche chiamate, sono: Lipari, Vulcano, Salina, Stromboli, Filicudi, Alicudi e Panarea. A queste si aggiungono anche cinque piccoli isolotti che si trovano in prossimità di Panarea: Basiluzzo, Dattilo, Lisca Nera, Bottaro e Lisca Bianca. Le isole sono tutte di origine vulcanica e hanno avuto un’importanza fondamentale nella scienza della vulcanologia perché hanno fornito esempi di due tipi di eruzione: Vulcaniane e stromboliane. Ognuna di loro rappresenta un piccolo mondo a parte. Ci sono quelle più turistiche e quelle più selvagge, quelle più coltivate e quelle meno. Ma ognuna di loro saprà lasciarvi un segno e impressionarvi. Ammirare di notte le eruzioni dello Stromboli rientra sicuramente tra le cose da fare almeno una volta nella vita. 

    L’Etna

    Eruzione notturna del Vulcano Etna uno dei siti Unesco in Sicilia
    Eruzione notturna del Vulcano Etna

    Chiude la lista dei siti Unesco in Sicilia “Idda”, cioè “lei” come chiamano i catanesi: l’Etna. Conosciuto anche con il nome di Mongibello, l’Etna è il vulcano attivo più alto d’Europa. La visita di questa montagna imponente è in grado di mettere d’accordo tutti. L’Etna, infatti, è un vero paradiso non solo per gli appassionati di geologia e vulcanologia ma anche per chi ama fare trekking. Per loro, In tutto il parco dell’Etna, sono presenti diversi rifugi attrezzati. Se sapete sciare o andare sullo snowboard potrete anche provare l’esperienza di fare una discesa con vista mare. In questa parte di Sicilia crescono anche alcuni dei prodotti gastronomici più squisiti di tutta la regione. Tra questi ci sono il pistacchio di Bronte, le arance rosse di Sicilia e le antiche mele dell’Etna, che sono uno dei Presidi Slow Food dell’isola. Questa zona inoltre, considerato il suolo di tipo vulcanico, è diventa sempre di più negli anni un’area con una spiccata vocazione vitivinicola. 

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