Cosa vedere a Siracusa: la guida definitiva

Cosa vedere a Siracusa? Appassionati di arte greca, fan di Caravaggio e Antonello da Messina, amanti di Archimede e le sue invenzioni geniali, questa città è in grado di accontentare proprio tutti. Senza dimenticare poi dimenticare la natura e la possibilità di visitare una riserva naturale è un’area marina protetta. In questa pagina troverai una guida completa su tutto ciò che che questa splendida città è in grado di offrire.

1. Cosa vedere a Siracusa: il Parco Archeologico della Neapolis

Teatro greco di Siracusa all'interno del Parco Archeologico della Neapolis

Teatro greco all’interno del Parco Archeologico della Neapolis, Siracusa

Il viaggio nella città di Archimede è innanzitutto un viaggio alla scoperta dei resti che la civiltà greca ha lasciato in questa parte di Sicilia. La prima cosa da vedere a Siracusa non può che che essere il Parco Archeologico della Neapolis, un’area che si estende complessivamente per 200.000 metri quadrati e comprende lo splendido Teatro Greco, l’Ara di Ierone e alcune Latomie. Queste ultime erano antiche cave di pietra da cui si estraevano i materiali per la costruzione di edifici. Nella latomia del Paradiso si trova il celebre Orecchio di Dionisio, una cavità artificiale perfetta per l’amplificazione acustica dei suoni e dove, secondo la leggenda, il tiranno di Siracusa Dionisio faceva rinchiudere i suoi prigionieri. Il parco comprende anche diverse varie testimonianze di epoche diverse come un Anfiteatro Romano, la chiesa normanna di San Nicolò dei Cordari e resti dei Mulini Galerme di epoca medioevale.

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2. Cosa vedere a Siracusa: le Catacombe

La visita a Siracusa ti permetterà di effettuare un viaggio oltre anche agli albori del cristianesimo. Nella città siciliana si trovano infatti anche tre diverse catacombe risalenti al III, IV e V secolo che costituiscono un patrimonio paleocristiano sotterraneo secondo solamente a quello di Roma.

Catacombe di Vigna Cassia

Le Catacombe di Vigna Cassia, così chiamate dal nome del proprietario della vigna sovrastante l’area, risalgono al III, IV e V secolo e sono le più estese di tutta la Sicilia. Furono create dall’allargamento di un acquedotto preesistente e comprendono un cimitero di comunità e cinque ipogei di diritto privato. Oltre a diverse iscrizioni è presente anche un ciclo figurativi con soggetti legati al cristianesimo. Queste Catacombe sono visitabili solo su prenotazione.

Catacombe di Santa Lucia

Dalla Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro si può accedere ad una parte delle sterminate Catacombe di Santa Lucia. Scavata a partire dal II secolo dopo Cristo, la necropoli è divisa in varie regioni ed è costituita da gallerie, cubicoli e zone con sepolture privilegiate, trasformate in età bizantina in oratori aperti al culto. Sulla volta del cosiddetto “Oratorio dei Quaranta Martiri” è possibile ammirare un ciclo di affreschi di tarda età bizantina. Al centro dell’area catacombale venne costruito nel XVII secolo un tempietto barocco per accogliere il sepolcro della Martire.

Catacombe di San Giovanni

Le Catacombe di San Giovanni sono quelle più recenti e risalgono al IV secolo. Le gallerie, con migliaia di loculi nelle pareti, conducono a quattro cappelle circolari, dette rotonde, e una piccola cisterna di forma rettangolare chiamata cubicolo di Eusebio. In una di queste rotonde è stato ritrovato il Sarcofago di Adelfia, custodito al Museo Archeologico Paolo Orsi.
La visita a queste catacombe comprende anche quella ai resti della basilica di San Giovanni Evangelista, chiesa di epoca bizantina e primo duomo della città dove secondo la tradizione fu sepolto Marciano, primo vescovo di Siracusa.

3. Cosa vedere a Siracusa: la Latomia dei Cappuccini

Folta vegetazione all'interno della Latomia dei Cappuccini di Siracusa

Latomia dei Cappuccini

Nella parte orientale della città è possibile visitare la più grande, profonda e antica delle latomie, quella dei Cappuccini. Nel corso dei secoli questo luogo fu utilizzato in modi diversi: prima come cava, poi, dopo la vittoria di Siracusa sulle truppe ateniesi come prigione di guerra e poi come luogo di culto. Alla fine del Cinquecento la latomia fu integrata al sovrastante convento di frati (da cui prese il nome), ceduta dall’allora Università di Siracusa. e utilizzata come orto.

4. Cosa vedere a Siracusa: Piazza Duomo

Tra le cose da vedere a Siracusa piazza Duomo è probabilmente quella che ti lascerà senza fiato. L’ingresso nella piazza, dominata dalla Cattedrale, assomiglia molto ad una esperienza mistica.

Il Duomo di Siracusa

Facciata della splendida Cattedrale di Siracusa

Duomo di Siracusa

La Cattedrale di Siracusa è un perfetto esempio di splendida coesistenza di stili architettonici stratificati nel tempo. La chiesa infatti è nata dalla conversione di un antico tempio dorico dedicato ad Atena in luogo di culto, innalzando un muro tra le colonne ancora visibili e perfettamente inglobate nella struttura. La facciata della chiesa è invece barocco e realizzata in seguito ai danni provocati dai terremoti del 1542 e del 1693. Tra le varie opere custodite all’interno c’è anche la statua d’argenta raffigurante Santa Lucia che viene portata in processione fino alla Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro durante la festa in suo onore il 13 dicembre.

Chiesa di santa Lucia alla Badia

Facciata della Chiesa di Santa Lucia alla Badia a Siracusa

Chiesa di Santa Lucia alla Badia, Siracusa

Nella parte opposta al Duomo si trova la chiesa di Santa Lucia alla Badia che custodisce al suo interna la tela “Il seppellimento di Santa Lucia”, una delle opere realizzate da Caravaggio durante il suo soggiorno in Sicilia. La chiesa, ricostruita dopo il terremoto del 1693, presenta nella facciata una balconata con ringhiera in ferro battuto e un portale barocco riccamente decorato con colonne e simboli del martirio della Santa a cui è dedicata la chiesa.

Leggi anche: Le opere di Caravaggio in Sicilia

Palazzo Vermexio

Sul lato sinistra del Duomo si trova Palazzo Vermexio, dal nome dell’architetto che lo fece realizzare tra il 1629 e il 1633 come nuova sede del Senato Siracusano. Oggi è la sede del Municipio e dal seminterrato del palazzo è possibile visitare i resti di un tempio ionico del VI secolo dedicato ad Artemide e chiamato Artemision.

Palazzo Beneventano del Bosco

Di fronte palazzo Vermexio c’è Palazzo Beneventano del Bosco, considerato uno dei più bei palazzi di tutta Siracusa. Il Palazzo conserva parte dell’originaria struttura quattrocentesca arricchita da sfarzose decorazioni barocche sia nella facciata che nel cortile la cui pavimentazione è un elaborato acciottolato bianco e nero. All’interno, le stanze sono riccamente decorate da affreschi policromi e stucchi, opere di Ermenegildo Martorana e Gregorio Lombardo.

Palazzo Arcivescovile

Sul fianco destro del duomo si trova il Palazzo Arcivescovile, costruito in epoca medioevale ma rifatto nel Seicento, oggi sede della curia e del seminario. Al suo interno si trova l’antica Biblioteca Alagone con un prezioso corpus di miniature, testi religiosi e pubblicazioni laiche, la Cappella Sveva e l’antico carcere utilizzato duranto il periodo dell’Inquisizione per rinchiudere i nemici della chiesa, avversari politici ed eretici.
Da una piccola apertura posta lungo il muro del giardino del Palazzo Arcivescovile si accede all’Ipogeo di Piazza Duomo, un complesso di gallerie che collega il palazzo con il Foro Italico, dove si trovano le mura della Marina. Durante la seconda guerra mondiale l’ipogeo fu utilizzato come ricovero antiaereo per i civili ma anche per diverse opere d’arte. All’interno oggi è stato allestito un’esposizione a cura del CNR dedicata alle vittime civili del bombardamento anglo-americano su Siracusa del 19 luglio 1943.

6. Cosa vedere a Siracusa: le Chiese

Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro

Sui luoghi in cui, secondo la tradizione, avvenne il martirio di Santa Lucia il 13 dicembre del 303, sorge oggi la Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro. L’edificio, fondato in epoca bizantina subì nel corso degli anni diversi interventi prima in epoca normanna, poi durante il XIV secolo e infine in seguito alla distruzione del terremoto della Val di Noto. Accanto alla chiesa e collegata da un passaggio ipogeo, si trova la cappella del Sepolcro, realizzata dall’architetto Giovanni Vermexio nel 1630, per ospitare il corpo della santa siracusana. La salma però attualmente si trova a Venezia, nella chiesa di S. Geremia. Dalla Chiesa è possibile accedere e visitare una parte delle Catacombe di Santa Lucia.

Chiesa di San Benedetto

A fianco di Palazzo Bellomo si trova la Chiesa di San Benedetto costruita nel 1619. La parte della facciata sopravvissuta è attribuita ad Andrea Vermexio l’interno invece fu ricostruito nella prima metà del Settecento in stile barocco. Nella chiesa è custodita una del 1625 di Mario Minniti che raffigura San Benedetto.
In via San Martino si trova invece l’omonima chiesa, edificata su un impianto di una basilica paleocristiana che risalirebbe al V o al VI secolo. La facciata presenta un bel portale gotico mentre l’interno, a tre navate divise da coppie di colonne, custodisce, tra le altre opere, un polittico del Quattrocento del Maestro di San Martino.

Chiesa di San Francesco (o dell’Immacolata)

Percorrendo Via delle Maestranze si incontra la Chiesa di San Francesco (o dell’Immacolata). Costruita nel Trecento, l’edificio ha subito diversi interventi nei secoli successivi per poi essere trasformata secondo canoni barocchi a partire dal 1762 mentre nel campanile, rimaneggiato nel 1876, è collocato l’orologio della demolita chiesa di S. Andrea.
Ogni anno, nella notte tra il 28 e il 29 novembre nella chiesa si celebra l’antico rito della “Svelata”, ovvia il disvelamento della statua della Madonna.

Chiesa di San Filippo Apostolo

Nell’antico quartiere ebraico è possibile visitare la chiesa di San Filippo Apostolo, completata nel 1742 sulle fondamenta della sinagoga. Nella parte sotteranea si trovano una cripta afrescata e un mikhve, il bagno dedicato alla rituale purificazione delle puerpere ebree.

Santuario della Madonna delle Lacrime

Una chiesa molto diversa dalle altre è il Santuario della Madonna delle Lacrime, che con le sue dimensioni domina l’intera panorama di Siracusa. La struttura infatti, interamente in cemento armato, è alta 103 metri e può contenere 11.000 persone in piedi e circa 6.000 seduti. Il tempio venne costruito in ricordo di una miracolosa lacrimazione di una effigie in gesso raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, che avrebbe avuto luogo nel 1953.

Altre chiese da visitare sono la Chiesa di San Pietro Apostolo, quella di San Filippo Neri e la Chiesa del Carmine.

7. Cosa vedere a Siracusa: gli antichi quartieri di Ortigia

La visita ad Ortigia, il nucleo più antico della città di Siracusa che fa parte nella sua interezza dell’itinerario Unesco: “Siracusa e la necropoli rupestre di Pantalica” parte dalle rovine del Tempio di Apollo. L’opera, in stile dorico, risale al IV secolo a.c. ed è considerato il tempio più antico tra quelli presenti in Sicilia. Nelle sue vicinanze ogni mattino viene allestito l’Antico Mercato di Ortigia, mentre dal 2010 ogni domenica ospita il “mercato del contadino”.

La Graziella

A rendere affascinante Ortigia è anche la possibilità di visitare i resti degli antichi quartieri. Alle spalle del tempio di Apollo si trova l’antico quartiere arabo detto “La Graziella” (in siracusano “A Raziedda”) così chiamato per via della Madonna delle Grazie, protettrice dei pescatori.

La Spirduta

Altra zona di chiara matrice araba, con il suo dedalo di viuzze e i suoi piccoli cortili è “La Spirduta“, dove si trova il Palazzo Mergulese-Montalto, uno dei simboli della Sicilia trecentesca, con una splendida facciata gotica impreziosita da delicate finestra con colonnine tortili. Nell’antico quartiere ebraico, oltre al mikveh della chiesa di San Filippo, è possibile visitare anche quello presente nei sotterranei del residence “Alla Giudecca”. Al numero 22 di via della Giudecca si trova invece il Teatro dei Pupi dove la compagnia della famiglia Mauceri Vaccaro mette in scena spettacoli tradizionali mentre al numero 19 è possibile visitare invece il Museo dei Pupi con una collezione di pupi, marionette, scenografie, bozzetti appartenenti alla famiglia di pupari dei Vaccaro.

Via delle Maestranze

Una delle zone più caratteristiche di Ortigia è sicuramente Via delle Maestranze. La strada era la principale arteria della città in epoca medioevale dove si trovavano le corporazioni delle attività artigiane ma nel tempo divenne la via della nobiltà locale e della borghesia. Dopo il terremoto del 1693 quasi tutt i palazzi furono ricostruiti in stile barocco e che è possibile ammirare ancora oggi. Percorrendo la strada si incontrano: Palazzo Impelizzeri, Palazzo Rizza, Palazzo Lanza, Palazzo Bufardeci, Palazzo Bonanno Landolina

8. Cosa vedere a Siracusa: la Fonte Arethusa

La fonte Arethusa di Siracusa vista dall'alto con al centro i papiri

La fonte Arethusa di Siracusa

Uno dei luoghi più simbolici di Siracusa e quindi da non perdere è la Fonte Arethusa, una sorgente millenaria che è uno dei tanti sbocchi di una falda sotterranea che alimenta anche il vicino fiume Ciane. Secondo una delle leggende esistenti Arethusa, una delle ninfe di Artemdie, un giorno mentre faceva il bagno nel fiume Alfeo venne notata dalla divinità del fiume che se ne invaghì e assunse sembianze umane per inseguirla. Arethusa invocò quindi l’aiuto di Artemide che a quel punto la trasformò in fonte ma Alfeo riprese e le sembianze di fiume e aprendo il suolo la fece sprofondare. La fonte riaffiorò a Siracusa dove però arrivò anche Alfeo che mischiò le sue acque a quelle di Arethusa. Oggi la fonte è popolata da diverse papere e cresce una ricca vegetazione di papiri. Alcuni scavi hanno riportato alla luce tre concerie dimostrando come questa sorgente venisse utilizzata per il trattamento delle pelli.

9. Cosa vedere a Siracusa: i Musei

Galleria Regionale Palazzo Bellomo

In piazza Duomo, nel cuore pulsante di Ortigia Palazzo Bellomo ospita la Galleria Regionale Palazzo Bellomo. La collezione museale in senso cronologico l’evoluzione della cultura figurativa, pittorica e decorativa, a Siracusa e nella provincia sud-orientale. Tra i tanti capolavori esposti ci sono la splendida Madonna che allatta il Bambino (detta anche Madonna del Cardillo) di Domenico Gagini, il monumento funerario di Eleonora Branciforte d’Aragona di Giovanni Battista Mazzolo e il capolavoro di Antonello da Messina: l’Annunciazione. La Galleria Regionale di Palazzo Bellomo possiede una delle più ricche collezioni esistenti in Sicilia di Icone, opere dei cosiddetti “Madonneri” cretesi-veneziani e slavi, le cui opere sono riconducibili al periodo che va dal XVI al XVIII secolo.

Museo Archeologico Paolo Orsi

Al centro del parco storico di Villa Landolina si trova il Museo Archeologico Paolo Orsi. Lo spazio che si estende per 9.000 metri quadrati conta più di 18.000 pezzi. Il museo è diviso in sei aree espositive che coprono un periodo che va dalla preistoria fino ad arrivare al periodo ellenistico-romano. Tra i reperti più importanti di tutta la collezione c’è il sarcofago di Adelfia, ritrovato all’interno delle Catacombe di San Giovanni, scolpito con scene del Vecchio e del Nuovo Testamento e risalente probabilmente al IV secolo dopo Cristo. Di fronte al sarcofago è esposta l’iscrizione di Euskia: il primo documento ad attestare, già agli inizi del V secolo d.C., l’esistenza di un culto a Lucia, poi diventata patrona di Siracusa.

Museo del Papiro “Corrado Basile”

Nell’ex convento di Sant’Agostino è ospitato dal 1987 il Museo del Papiro “Corrado Basile” che si occupa dello studio, conservazione e della divulgazione delle testimonianze della cultura della pianta simbolo di Siracusa. L’esposizione museale è divisa in varie sezioni, nelle quali è possibile ammirare tra le varie cose una documentazione sulle origini del papiro e sulla manifattura della carta di papiro a Siracusa e in Egitto, manufatti realizzati in papiro come recipienti, sandali e stuoie e barche provenienti da laghi Tana e Zwai (Etiopia) e dal lago Ciad realizzati sempre con questa pianta.

Tecno Parco Archimede

Nei pressi del Parco Archeologico della Neapolis si trova il Tecno Parco Archimede. All’interno di un’area immersa nel verde che si estende per 1700 metri quadrati è possibile ammirare repliche e modelli in scala di strumenti e macchine del 3° secolo a. C. frutto dell’ingegno dell’inventore siracusano. Il parco è suddiviso in 6 diverse aree tematiche: macchine semplici, macchine da guerra, macchine da sollevamento, idrostatica e idraulica, orologi ad acqua e misura del tempo e specchi ustori.

Museo del Cinema

Il settecentesco palazzo Corpaci ospita il Museo del Cinema. Attraverso una collezione di oltre 10.000 cimeli viene ripercorsa la storia del cinema partendo dal teatro delle ombre fino ad arrivare ai giorni nostri. La biblioteca del museo conta oltre 12.000 volumi e riviste su cinema, teatro, televisione e fotografia oltre che manifesti, locandine, cimeli e altre curiosità.

Museo del Mare (Sirmuma)

All’interno della chiesa di Santa Maria in Ara Coeli si trova il Museo del Mare (Sirmuma), che illustra la tradizione marinara della città di Siracusa. E’ possibile ammirare diversi modelli di navi costruite dai calafatari, maestri d’ascia o carpentieri navali, una eccezionale collezione di attrezzi per la marineria e una ricca galleria di fotografie dell’epoca.

Museo Leonardo Da Vinci e Archimede

Nell’ex Convento del Ritiro ha sede il Museo Leonardo da Vinci e Archimede, dove è possibile toccare con mano le invenzioni dei due geni. L’esposizione vanta un’ampia collezione di macchine leonardiane e archimedee, ricostruite fedelmente sulla base dei codici vinciani. Negli ampi spazi del museo, si possono ammirare, e toccare con mano, le opere, i meccanismi, capirne dal vivo il funzionamento, per attraversare la storia della scienza in prima persona.

Galleria Civica d’Arte contemporanea Montevergini

Sempre nel centro di Ortigia presso l’ex convento di Montevergini ha sede la Galleria Civica d’Arte contemporanea Montevergini. La collezione comprende opere di Betty Bee, Pier Paolo Campanini, Miltos Manetas, Brigitte Niedermaier e Italo Zuffi. Gli spazi vengono utilizzati non solo a fini espositivi, ma anche per rappresentazioni teatrali, eventi musicali, presentazione di libri e manifestazioni.

Gabinetto Numismatico

In Piazza Duomo presso il palazzo della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Siracusa si trova il Gabinetto Numismatico con una ricca documentazione storica sull’evoluzione della moneta, dai primitivi mezzi di scambio (asce, punte di lancia, pezzi di bronzo) alle più antiche monete risalenti al V secolo a. C. Sono, inoltre, documentate la monetazione romana, bizantina, araba, normanna e aragonese per giungere ai conii della zecca di Palermo, prima della sua soppressione da parte del Re Ferdinando III.

Acquario Tropicale di Siracusa

All’interno di una galleria fatta scavare nel 1676 per collegare la Fonte Arethusa e il porto si trova l’Acquario Tropicale di Siracusa. Nelle diverse vasche sono ricostruiti sia gli ambienti marini del Mar Mediterraneo che quello dei Mari Tropicali ed è possibile ammirare anche due esemplari di squalo pinna nera.

10. Cosa vedere a Siracusa: Piazza Archimede

Fotografia di Piazza Archimede a Siracusa con fontana di Diana in primo piano

Fontana di Diana, Siracusa

La seconda piazza più importante di Siracusa dopo quella del Duomo è Piazza quella di Archimede. La piazza è dominata dalla Fontana di Artemide, realizzata nel 1906 dallo scultore Giulio Moschetti e, traendo spunto dal mito di Aretusa e Alfeo, raffigura la dea della caccia, protettrice di Ortigia, armata di arco e faretra e circondata da ancelle, sirene e tritoni.
Nella piazza si trovano anche due edifici molto interessanti:Palazzo Lanza-Bucceri,costruito nel XV secolo su un edificio antecedente e che presenta eleganti bifore, una delle quali in stile gotico-catalano e Palazzo Platamone, detto anche Palazzo dell’Orologio. L’edificio è il risultato di un rifacimento degli anni Cinquanta di una struttura ottocentesca, a sua volta innestata su una struttura tardo medievale. L’orologio che domina la sua facciata fu aggiunto nel 1882 dal Municipio.

11. Cosa vedere a Siracusa: il Castello Maniace

Nell’estrema punta di Ortigia sorge il Castello Maniace, dal generale bizantino Giorgio Maniace che fece costruire in quell’area una postazione difensiva contro i Saraceni. Il castello invece fu eretto per volere di Federico II di Svevia tra il 1232 e il 1239 nell’ambito di un progetto più ampio di nuovi sistemi difensivi per la Sicilia. L’aspetto attuale è il frutto di diversi rimaneggiamenti avvenuti nel corso della storia. Durante la dominazione spagnola il castello fu adibito a prigione e furono realizzati il ponte in muratura di accesso al cortile e il portale marmoreo di accesso al castello. Nel 1704 un’esplosione provocò ingenti danni all’edificio cui seguì la demolizione di una parte del castello per ampliare il cortile e realizzare dei magazzini. L’edificio ha pianta quadrata ed è chiuso da un possente muro perimetrale con quattro torri angolari a pianta circolare. La sala principale interna è costituita da 24 volte più una che dovrebbero rappresentare i regni di Federico II con al centro quello di Sicilia.

12. Cosa vedere a Siracusa: il Castello di Eurialo

Rovine del Castello di Eurialo a Siracusa

Alcune rovine del Castello di Eurialo a Siracusa

A circa 8 km dal centro città si trova il Castello di Eurialo, imponente opera di fortificazione fatta costruire da Dionisio I di Siracusa all’inizio del IV secolo a.c. e che faceva parte di un più ampio sistema di fortificazioni, le così dette Mura dionigiane o Mura di Dionisio. Dopo la conquista romana della città nel 212 a.C. ad opera del console Marcello, il castello subì diverse modifiche fino ad essere suddiviso in due diverse zone separate da un muro durante l’epoca bizantina. Le diverse soluzioni costruttive adottate fanno del Castello di Euriaolo un gioiello di ingegneria militare. Oltre a diversi a fossati è presente anche un intricato susseguirsi di gallerie interne che dava la possibilità di spostare le truppe da un punto all’altro della fortezza senza essere visti all’esterno. Dal castello si ammira uno dei panorami più belli di tutta la Sicilia.

13. Cosa vedere a Siracusa: la Riserva Naturale Fiume Ciane e Saline di Siracusa

Riserva Naturale Fiume Ciane e Saline di Siracusa

Ma le cose da vedere a Siracusa non finiscono qui. Spostandosi nella periferia a sud di Siracusa si arriva al Porto Grande dove si trova la foce del fiume di Ciane, che termina il suo percorso di 8 km in parte naturale ed in parte artificiale. Qui fino agli 80 erano attive le Saline di Siracusa create nel XVII secolo e che oggi sono invece un’importante zona umida per la sosta degli uccelli migratori. Quest’area a partire dal 1984 fa parte della Riserva Naturale Fiume Ciane e Saline di Siracusa ed è anche uno delle poche in Europa dove il papiro cresce in maniera spontanea.

14. Cosa vedere a Siracusa: il Plemmirio

Splendida vista di un'insenatura rocciosa e di faraglioni all'interno dell'Area Marina Protetta del Plemmirio

Faraglioni all’interno dell’Area Marina Protetta del Plemmirio

Nella zona settentrionale del promontorio che fronteggia Ortigia, da punta Castelluccio fino al Faro di Capo Murro di Porco si trova il cosiddetto “sentiero della Maddalena” un itinerario di 10 km con diversi punti di facile accesso al mare che può percorso a piedi o in mountain bike. E’ possibile inoltre effettuare immersioni in un contesto straordinario che è quello dell’Area Marina Protetta del Plemmirio. Gli itinerari subacquei sono vari e diversa difficoltà e permettono di ammirare vaste distese di poseidonia, grotte sommerse e tantissime specie animali come barracuda, saraghi, occhiate e ricciole, cernie oltre anche a coloratissimi nudibranchi e madrepore.

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