Cosa vedere a Caltanissetta: la guida definitiva

Cosa vedere a Caltanissetta? Se le città costiere della Sicilia offrono un patrimonio artistico e culturale da ammirare enorme anche l’entroterra non è da meno. A Caltanissetta, la città dove Leonardo Sciascia trascorse diversi anni e che definì “una piccola Atene” per il suo fermento culturale, non mancano chiese, musei e palazzi molto interessanti da vedere.
La visita della città è anche un viaggio in un periodo della storia della Sicilia denso di significato: quello della vicenda delle miniere di zolfo. Il settore fu un motore fondamentale della Sicilia e fonte di occupazione accompagnato però da condizioni lavorative tragiche e documentate in diversi come romanzi come quelli di Giovanni Verga e di Rosso di San Secondo.

1. Cosa vedere a Caltanissetta: il Castello di Pietrarossa

Anche se oggi sono visibili solo pochi resti, il Castello di Pietrarossa resta uno dei monumenti più significativi della città di Caltanissetta. Il nome deriva probabilmente dal colore dei mattoncini che che un tempo rivestivano le sue torri e di cui oggi rimane solo qualche traccia. Nel 1567 il castello fu distrutto da un terremoto e utilizzato in seguito come cava per la costruzione degli edifici cittadini. Dalla rocca si apre un ampio panorama sulla città e sul territorio circostante fino alla valle del Salso.

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2. Cosa vedere a Caltanissetta: le Chiese

Chiesa di Santa Maria la Nova

Nel centralissima piazza Garibaldi si trova la Cattedrale, o chiesa di Santa Maria la Nova. Le sue pareti sono ricoperte da affreschi del pittore fiammingo Guglielmo Borremans che realizzò anche la grande pala dell’altare maggiore con l’Immacolata e Santi. All’interno si trova anche un quadro di Filippo Paladini raffigurante la Madonna del Carmelo.
I lavori del pittore fiammingo Guglielmo Borremans si possono ammirare anche nella Chiesa di S. Domenico, costruita alla fine del 1400. Nella cripta sono sepolti gli esponenti della famiglia Moncada, committenti tra l’altro della chiesa.
Altra chiesa da non perdere è quella di S. Agata al cui interno è possibile ammirare nella cappella sinistra un bassorilievo di marmo, realizzato dallo scultore Ignazio Marabitti e raffigurante le allegorie dei quattro continenti allora conosciuti. Nei locali vicini la chiesa si trova la sede della biblioteca comunale “Luciano Scarabelli” e dell’istituto superiore di studi musicali “Vincenzo Bellini”.

Abbazia di Santo Spirito

A 3 km dal centro città si trova l’Abbazia di Santo Spirito, chiesa commissionata da Ruggero il Normanno nel XI secolo e consacrata nel XII. L’abbazia ha una sola navata e tre absidi semicircolari e in quella centrale spicca l’affresco del Cristo Benedicente. Gli altri affreschi che decorano le pareti sono quattrocenteschi, come il cosiddetto Crocifisso dello Staglio realizzato con la tecnica della tempera grassa su tavola e che sovrasta una vasca battesimale romanica, scavata in unico blocco di pietra arenaria.

Chiesa Santuario Signore della Città

Nel quartiere San Francesco si trova la Chiesa Santuario Signore della Città che custodisce suo interno la famosa statua del Cristo Nero. Il giorno del Venerdì Santo la statua viene portata in processione per le vie della città dando vita ad uno dei momenti più coinvolgenti di tutta la Settimana Santa di Caltanissetta. Secondo la leggenda, il Cristo Nero fu trovato da alcuni fogliamari (raccoglitori di erbe selvatiche) in una grotta ai margini della città e divenne annerito dal fumo delle candele dei fedeli.

3. Cosa vedere a Caltanissetta: i Musei

Museo Michele Tripisciano

All’interno di Palazzo Moncada si trova il Museo Michele Tripisciano, che raccoglie le opere donate alla sua città natale dallo scultore nisseno e ci si trovavano nel suo studio romano. All’interno di quattro sale espositive è possibile ammirare una raccolta di gessi, bozzetti, studi e opere finite, realizzati da Tripisciano nell’arco della sua breve, ma intensa carriera artistica.

Museo Diocesano

Al piano terra dei locali del seminario vescovile di Caltanissetta si trova il Museo Diocesano che custodisce pregevoli dipinti, tessuti, oreficerie, sculture e vari arredi sacri. Le opere sono suddivise due corridoi e dieci sale, due delle quale dedicata al maestro fiammingo Guglielmo Borremans e al pittore nisseno Vincenzo Roggeri.

Museo Sebastiano Mottura

Per gli appassionati della mineralogia è sicuramente consigliata una tappa al Museo mineralogico, paleontologico e della zolfara “Sebastiano Mottura”. All’interno sono esposti minerali e fossili provenienti da tutto il mondo e campioni di minerali gessoso-solfifero raccolti dallo studioso a cui è intitolato il museo durante il suo giro dell’isola finalizzato a disegnare la prima mappa della Sicilia.
Nei pressi dell’Abbazia di Santo Spirito, nascosto tra gli olivi e mandorli della campagna nissena, è possibile visitare il Museo Archeologico Regionale. La struttura poligonale che lo ospita è stata progettata dall’architetto Franco Minnisi, lo stesso del Museo Archeologico Paolo Orsi di Siracusa. All’interno sono esposti reperti che illustrano gli antichi insediamenti del territorio urbano ed extraurbano di Caltanissetta e di altri centri del territorio provinciale, dalla preistoria all’età tardo antica.

4. Cosa vedere a Caltanissetta: il Mercato “strata a foglia”

Tra le cose da vedere a Caltanissetta c’è sicuramente anche il mercato all’aperto che viene allestito ogni in Via Gaetani chiamato “Strata a foglia” (strada a foglia). Il nome ricorda la tassa che venne imposta nel Cinquecento sulla “foglia”, cioè su tutta la verdura che veniva venduta direttamente da contadini e raccoglitori di erbe selvatiche. Al calar del sole la strada diventa il luogo principale della movida locale, con diversi pub e locali frequentati dai giovani.

5. Cosa vedere a Caltanissetta: la Strada degli scrittori

Caltanissetta è anche una delle tappe della Strada degli Scrittori, un percorso lungo lungo la strada statale SS640 che collega la città ad Agrigento, alla scoperta dei luoghi legati a grandissimi scrittori siciliani.
Caltanissetta infatti è la città natale del drammaturgo e giornalista italiano Piermaria Rosso di San Secondo. In città è possibile visitare la sua casa Natale in via Berengario Gaetani, nel quartiere dove si trova anche il mercato “Strata a Foglia“, Teatro comunale Regina Margherita, il Teatro Rosso di San Secondo e il Collegio di Sant’Agata. Una tappa fondamentale dell’itinerario è il Museo Mineralogico, Paleontologico e della Zolfara. Il legame dello scrittore con il mondo delle zolfatare infatti è doppio: da un lato il padre era proprietario di alcune miniere del bacino zolfifero e dall’altro queste spesso sono il luogo di ambientazione delle sue opere. L’ultima tappa è il Cimitero monumentale degli Angeli di Caltanissetta dove lo scrittore è sepolto.
A Caltanissetta trascorse diversi anni della sua vita Leonardo Sciascia e che proprio in questa città ebbe come professore lo scrittore Vitaliano Brancati. Tra le altre tappe della Strada degli Scrittori rientrano anche i luoghi tanto cari a Sciascia, come la Biblioteca Comunale “L. Scarabelli”, la Libreria Sciascia e lo storico “Bar Romano” dove era solito fermarsi per gustare le paste di mandorla, cassate e taralli. E ancora Piazza Garibaldi e la chiesa della S. Croce con il monastero.

6. Cosa vedere a Caltanissetta: le Aree Archeologiche

Le cose da vedere a Caltanissetta non finiscono qui. Poco fuori dal centro abitato di Caltanissetta si trovano due aree archeologiche molto interessanti. Spostandosi 8 km a nord est si trova l’Area Archeologica di Sabucina. All’interno di questo parco archeologico è possibile visitare i resti di insediamento che vanno dall’Età del Bronzo fino al periodo romano.
Spostandosi 5 km a sud si incontra invece l’Area Archeologica di Gibil Gabil. Sono visibili una capanna dell’Età del Bronzo e opere difensivi databili al VI secolo a.c. Durante gli scavi sono stati rinvenuti ceramiche e oggetti di uso quotidiano come piatti e lucerne oltre ad alcune statue di divinità femminile in terracotta che testimoniano l’esistenza di vari spazi dedicati al culto ed alla venerazione nell’abitato.

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