Valle dei Templi di Agrigento

Vista del tempio della Concordia nella Valle dei Templi di Agrigento circondato da cespugli

Tra i luoghi straordinari che è possibile visitare ad Agrigento c’è sicuramente la Valle dei Templi. Si tratta di un’area archeologica che si estende per 1300 ettari che dal 1998 fa parte dell’elenco dei Beni Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. L’area archeologica comprende sette templi dorici del periodo ellenico, oltre ad alcune Necropoli, un Santuario delle Divinità Ctonie e alcuni monumenti di epoca romana. all’interno della Valle dei Templi si può accedere anche ad un’altro sito molto importante: il Giardino della Kolymbrethra. Tutti templi si trovavano lungo tutta la cinta muraria della città Akragas che aveva così una doppia linea difensiva, una militare e l’altra sacra. Nel 2016 una nuova campagna di scavi ha riportato alla luce l’antico teatro della città. Risale al periodo ellenistico e ha un diametro di circa 100 metri ed è situazione in una posizione spettacolare, rivolto verso il mare.

Il Tempio di Hera Lacinia o Giunone

Vista dei resti del Tempio di Giunone nella Valle dei Templi di Agrigento

Tempio di Hera Lacinia (Giunone) – Valle dei Templi di Agrigento

Iniziando il tour della Valle dei Templi dal settore orientale il primo tempio che incontrerai è quello di Hera Lacinia (Giunone per i Romani). Il monumento, eretto a metà del V secolo a.C., è di tipo periptero, cioè le colonne seguono tutto il perimetro del tempio, ed è esastilo, cioè con sei colonne sul lato più breve. Nel 406 a.C. il tempio fu incendiato dai Cartaginesi e poi restaurato dai Romani mentre un terremoto nel medioevo distrusse i muri della cella, cioè della parte interna. Delle 34 colonne del Tempio Hera, 22 hanno superato la prova del tempio e sono ancora in piedi.

Curiosità: il nome Lacinia deriva dalla confusione storica con un altro tempio anch’esso intitolato a Hera che si trova a Crotone in una località chiamata Capo Colonna o appunto Lacinium, in latino.

Lungo la strada verso il tempio successivo, che è quella della Concordia, si incontrano celle sepolcrali cristiane ad arcosolio, databili all’età bizantina.

Il Tempio della Concordia

Il secondo tempio che si incontra è quello della Concordia, forse il più famoso di tutta la Valle del Templi e sicuramente quello meglio conservato. Il motivo è semplice: con la caduta dell’Impero Romano, il tempio fu convertito, nel VII secolo d.C., in un edificio religioso cristiano e dedicato ai Santi Pietro e Paolo. Furono innalzati dei muri tra una colonna e l’altra e all’interno sono state realizzate delle arcate trasformando il tempio una vera e propria chiesa con più navate, un pò come è stato fatto nel Duomo di Siracusa. Nel XVIII secolo il Tempio della Concordia fu riportato alla conformazione originaria, così come lo vediamo oggi. Il Santuario venne edificato nel V secolo a.C. e si eleva al di sopra di un basamento composto da quattro gradinate. Al di sopra delle colonne si inseriscono i capitelli dorici, quindi una lunga architrave che corre lungo il perimetro del santuario ed infine il coronamento con il frontone e la copertura del tetto a capanna. In origine tutto il tempio era rivestito interamente da una decorazione in stucco che creava un effetto ottico simile al marmo. A rendere ancora più famosa quest’opera straordinaria di arte greca è stata l’installazione, di fronte al tempio, di un bronzo dell’artista Igor Mitoraj, Icaro caduto nel 2001.

Curiosità: In realtà non ci è pervenuta nessuna notizia della divinità a cui venne intitolato. Divenne per tutti “Tempio della Concordia” nel 1800 quando il frate ed erudito Tommaso Fazello gli attribuì questo nome per un’iscrizione latina ritrovata nelle vicinanze.

Sulla spianata antistante sono visibili le tracce di tombe cristiano-bizantine. Nelle vicinanze della strada che corre rasente il tempio si trovano anche la necropoli paleocristiana e la Grotta Frangipane, termine con il quale si designa un gruppo di sepolcri situati sotto terra con tipico impianto circolare. Tra il Tempio della Concordia e il successivo tempio di Ercole si incontra Villa Aurea, sede di un antiquarium e degli uffici tecnici e di rappresentanza della direzione archeologica. In questa edificio abitò sir Alexander Hardcastle, capitano della Marina inglese che fu il primo finanziatore degli scavi negli anni Venti del Novecento.

Il Tempio di Eracle (Ercole)

In una posizione scenografica, nel tratto esterno della Valle dei Templi, si trova il Tempio di Eracle (Ercole per i Romani). Alcuni elementi, come la notevole altezza del Tempio, il grande diametro delle colonne e la conformazione dei capitelli, fanno pensare che la costruzione di questo santuario sia avvenuta intorno al VI secolo a.C. quindi anteriormente a tutti gli altri presenti nella Valle dei Templi. Sappiamo della dedica del santuario all’eroe della mitologia greca grazie alle opere sia di Tito Livio che di Cicerone in cui viene anche descritta la splendida statua bronzea del semidio che abbelliva il tempio e che era oggetto di venerazione da parte della popolazione locale.

La Tomba di Terone e il Tempio di Asclepio (Esculapio)

Dal tempio di Ercole si può raggiungere scendendo lungo la strada in direzione del mare, la cosiddetta Tomba di Terone. Si tratta di un heroon, cioè un edificio sepolcrale di epoca romana con una struttura a torre leggermente piramidale. Il monumento è incompleto ed è composto da un solido basamento quadrangolare sormontato dal tempio vero e proprio con una cornice di stile ellenistico.
Al di là della Strada Statale 115 un sentiero conduce ai ruderi del Tempio di Asclepio ( Esculapio per i Romani), un piccolo edificio in antis, cioè a struttura rettangolare con due colonne frontali, risalente forse al quinto secolo avanti Cristo. I resti di questo tempio furono riportati alla luce nel 1926 sulla riva del fiume Akragas. Il tempio di Esculapio custodiva una statua di Apollo realizzata da Mirone che fu prima rubata dal Cartaginese Imilcone, recuperata da Scipione e poi rubata da Verre.

Il Tempio di Zeus Olimpio

Alcune parti di una colonna del Tempio Zeus nella Valle dei Templi di Agrigento

Rovine del Tempio di Zeus – Valle dei Templi di Agrigento

Continuando il percorso si arriva in un campo con le rovine del Tempio di Zeus Olimpio (Giove per i Romani) anche chiamato “Olympieion”. La costruzione del santuario iniziò dopo la vittoriosa battaglia di Himera nel 480 a.C. probabilmente impiegando come forza lavoro anche i prigionieri cartaginesi. Il tempio aveva dimensioni enormi, 113 metri di altezza e 56,30 di larghezza e infatti nei progetti del tiranno Terone doveva essere uno fra i più grandi templi del mondo greco (inferiore solo all’Artemision di Efeso e al Didimeo di Mileto). L’area interna del Tempio di Zeus era suddivisa in tre navate da una duplice fila di pilastri e anche la cella del dio era tripartita. Grazie agli storici sappiamo inoltre che il frontone era era decorato da dei bassorilievi con le rappresentazioni di alcune scene della “Battaglia dei Giganti” e della “ Guerra di Troia”.
La costruzione del Tempio di Zeus, oltre che per le dimensioni, fu un’esperienza innovativa anche dal punto di vista della struttura e delle tecniche di costruzione impiegate. L’edificio infatti è tipo pseudo-peripteto, cioè il colonnato non segue tutto il perimetro ma in un lato della costruzione è sostituito da un muro a cui si addossano delle semicolonne. L’altra novità fu l’utilizzo di blocchi unici per ricavare alcuni elementi costruttivi in modo da agevolare la messa in opera. La particolarità architettonica più interessante del Tempio di Zeus è però rappresentata dall’utilizzo dei Telamoni

I Telamoni del Tempio di Zeus

Ricostruzione di uno Telamoni del Tempio di Zeus nella Valle dei Templi di Agrigento

Ricostruzione di un Telamone del Tempio di Zues – Valle dei Templi di Agrigento

I Telamoni erano delle grosse colonne con sembianze umane. Erano alte quasi otto metri e se ne contavano in tutto 38. Pare però che la loro funziona non fosse strutturale ma piuttosto decorativa. Erano interamente ricoperti di stucco e secondo alcune ipotesi rappresenterebbero i prigionieri Cartaginesi della battaglia di Himera. Nei pressi del Tempio di Zeus si trova, adagiata sul terreno, la ricostruzione di uno dei Telamoni mentre per ammirarne uno dal vivo e apprezzarlo in tutta la sua altezza è necessario andare al Museo Archeologico di Agrigento “Pietro Griffo”.

Il Tempio delle Divinità Ctonie

Con il Tempio delle Divinità Ctonie si indica un’area particolare della Valle dei Templi dove sono presenti un insieme di costruzioni diverse tra di loro si per caratteristiche che stile architettonico. Si tratta di un gruppo di piccoli e grandi edifici religiosi, sacelli ed altari, costruiti tra il VII e il VI secolo a.C. per lo più dedicati alle divinità di Demetra e Core (o Persefone), protettrici della terra e per questo dette “divinità ctonie”, cioè terrestri. Le strutture più antiche sono due recinti sacri o temenoi a cui si sono aggiunti nel tempo altri altari e alcuni piccoli templi.

Il Tempio Tempio dei Dioscuri (o Tempio di Castore e Polluce)

Tempio di Castore e Polluce (Dioscuri) – Valle dei Templi di Agrigento

Ai margini dell’area del Santuario delle Divinità Ctonie si trova uno dei simboli della Valle dei Templi: il Tempio di Castore e Polluce o dei Dioscuri, che vuol dire “figli di Zeus”. Quello che vediamo oggi però in realtà è una ricomposizione fatta nel 1836 utilizzando il materiale di altri templi. Il santuario originale risale al VI secolo a.C. ma fu subito danneggiato dai Cartaginesi. Restaurato dai Romani in forme ellenistiche il tempio crollò nuovamente nel corso di uno dei terremoti del passato. Le rovine visibili oggi sono composta da quattro colonne sormontate da un elegante trabeazione. Il tempio probabilmente era a pianta periptera esastila con 34 colonne.

Giardino della Kolymbethra

Una volta arrivati al Tempio dei Dioscuri è possibile accedere, pagando un biglietto a parte, anche al Giardino della Kolymbethra. Si tratta di uno splendido giardino che dal 1999 viene gestito dal FAI (Fondo per l’ambiente Italiano). La sua vegetazione straordinaria, comprende: un agrumeto nel fondovalle con limoni cedri, mandarini e antiche varietà di aranci; mandorli, olivi, orti e vigneti e da una fitta macchia mediterranea proliferata ovunque. La visita al giardino permette l’accesso al tempio di Efesto, inoltre è una delle fermate della linea ferroviaria Treno Akragas Express.

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