Cosa vedere a Noto: guida completa al Giardino di Pietra

    Panoramica con le principali cose da vedere a Noto: la basilica del Santissimo Salvatore al centro, Palazzo Ducezio a destra e a sinistra la Cattedrale di Noto

    Cosa vedere a Noto è la domanda che ci si fa sempre quando si vuole organizzare un viaggio nella Sicilia orientale. Che siate attratti dal fascino delle sue chiese barocche o dalle sue sfarzose dimore nobiliari, Noto è sicuramente una città che merita di essere vista. In questo articolo vi guideremo alla scoperta di tutte le bellezze che questo “giardino di pietra” ha da offrire.

    Cosa vedere a Noto: i monumenti su Corso Vittorio Emanuele

    Nel disegnare la nuova Noto, dopo che quella vecchia era stata rasa al suolo da un terremoto nel 1693, vennero coinvolti ingegneri militari, matematici e architetti. Il nuovo progetto architettonico, prendendo in considerazione il rischio sismico della zona, ha previsto: edifici bassi, ampie strade parallele e slarghi dove radunarsi in caso di terremoto. Questo assetto fa sì che il modo migliore per visitare Noto sia procedere per strade parallele, cominciando dal suo corso principale: Corso Vittorio Emanuele.

    Porta Reale

    La Porta Reale di Noto

    L’itinerario alla scoperta delle cose da vedere a Noto inizia dalla Porta Reale, il varco di accesso al centro storico della città. È conosciuta anche come Porta Ferdinandea perché costruita nel 1838 in onore del Re Ferdinando di Borbone in visita alla città. A volere la costruzione di questa porta fu il Marchese di Cannicarao, una delle famiglie più potenti presenti in città. Sopra l’arco di ingresso sono visibili due simboli. Uno è quello della città di Noto mentre l’altro è il simbolo della famiglia Cannicarao. Il monumento è stato progettato dall’architetto napoletano Orazio Angelini, è in stile neoclassico con due eleganti lesene con capitelli corinzi. Al vertice della Porta Reale di Noto sono presenti tre sculture. Una torre che simboleggia la forza dimostrata dalla città nel corso dei secoli, un cane che è invece il simbolo della fedeltà della città al sovrano e un pellicano, simbolo dell’abnegazione.

    Chiesa di San Francesco all’Immacolata

    La Chiesa di San Francesco all immacolata di Noto

    Attraversata la Porta Reale, inizia la passeggiata lungo Corso Vittorio Emanuele, dove si trovano i monumenti più famosi di Noto. Dopo aver percorso pochi metri vi troverete sulla destra la Chiesa di San Francesco all’Immacolata. Posta al vertice di una spettacolare scalinata monumentale, la chiesa è stata costruita tra il 1704 e il 1745 su progetto degli architetti Vincenzo Sinatra e Rosario Gagliardi. L’interno, ad una sola navata, è decorato con degli splendidi stucchi realizzati da Giuseppe Gianforma su disegno dell’architetto Vincenzo Sinatra. Ci sono inoltre diverse le tele che è possibile apprezzare, tra cui spicca una Strage degli innocenti realizzata nel 1706 dal pittore Antonino Vizzini. Lungo le pareti laterali sono presenti anche tre monumenti funebri che risalgono al XIX secolo. Questi sono dedicati a Mariano Nicolaci principe di Villadorata, al marchese di Cannizzaro Giuseppe Trigona e alla moglie.

    Museo Civico di Noto e Galleria Pirrone

    Ingresso del Museo Civico di Noto

    Riprendendo il cammino su Corso Vittorio Emanuele si incontrano due musei posti uno di fronte all’altro. Alla vostra destra c’è l’ingresso al Mucian, il  Museo Civico Archeologico di Noto. È allestito all’interno di uno degli edifici più grandi e scenografici di tutta la città. Si tratta dell’ex monastero del Santissimo Salvatore che, con le sue “gelosie”, fa da perfetta quinta scenografica. I reperti del museo sono esposti all’interno di dieci sale e coprono un periodo che va dall’Età Preistorica a quella Medievale. Nell’edificio di fronte c’è invece la Galleria d’Arte Contemporanea “Elvira Emilia Pirrone Resso”. Qui sono presenti le opere donate al Comune di Noto da Giuseppe Fortunato Pirrone, uno dei maggiori rappresentanti dell’arte contemporanea del ‘900 in Sicilia. Si possono ammirare le statue, realizzate con materiali che spaziano dal bronzo all’oro, e le sue medaglie dedicate a personaggi illustri e familiari.

    Chiesa di Santa Chiara

    I luoghi di clausura della Chiesa di Santa Chiara di Noto

    Uno degli aspetti più interessanti nel visitare Noto, è anche la possibilità di scoprire qualcosa in più su come vivevano le monache di clausura. La visita alla Chiesa di Santa Chiara vi permetterà di fare proprio questo. L’interno è ad una sola navata a pianta ellittica, ispirato al modello delle chiese romane del Cinquecento e del Seicento. Lungo le pareti si possono ammirare splendide decorazioni in stucco e quattro altari in marmo provenienti da Noto Antica. Pagando un biglietto a parte è possibile visitare gli ambienti di clausura della chiesa.  Potrete così vedere la stanza dove le monache ricevevano l’eucaristia o il corridoio da cui potevano assistere alla messa senza essere viste. Dalla terrazza della chiesa si può ammirare uno splendido panorama su Noto e la Cattedrale. 

    Basilica del Santissimo Salvatore

    Esterno della Basilica del Santissimo Salvatore a Noto

    La tappa successiva in questo itinerario, alla scoperta delle cose da vedere a Noto, ci porta alla Basilica del Santissimo Salvatore. La chiesa, insieme ai locali dell’ex Monastero e del Seminario, formano un complesso unico che risulta essere l’edificio più grande di tutta Noto. Guardando il prospetto che affaccia su Corso Vittorio Emanuele noterete delle finestre con delle griglie dalla forma panciuta. Sono le cosiddette “gelosie”, delle particolari chiusure che permettevano alla monache di clausura di guardare all’esterno senza però essere viste. All’interno la Basilica è decorata da splendidi affreschi nella volta e conserva diverse opere d’arte tra cui: una scultura in legno della Madonna col Bambino e due tele attribuite a Giuseppe Patania e Giuseppe Velasco. Dalla chiesa è possibile accedere alla torre campanaria, uno dei punti di osservazione migliori per godersi il panorama su Noto. 

    Palazzo Ducezio

    Il Palazzo Ducezio di Noto

    Continuando la passeggiata su Corso Vittorio Emanuele si incontrano i due monumenti più famosi di Noto, uno di fronte l’altro. Quello che vedete alla vostra sinistra è Palazzo Ducezio, la sede del Municipio. L’edificio originario era ad un solo piano ed è stato realizzato, tra il 1746 e il 1830, sulla base di un progetto elaborato dall’architetto Vincenzo Sinatra. Nella prima metà del Novecento è stato aggiunto il secondo piano su progetto dell’architetto Francesco La Grassa. All’interno è possibile visitare il Salone degli Specchi, un ambiente a pianta ovale decorato con sontuose specchiere, stucchi e ori in stile Luigi XV. Nella volta della sala c’è il grande affresco La Fondazione di Neas, realizzato nel 1826 dal pittore Antonino Mazza. È ispirato alla leggenda secondo cui a fondare Noto sarebbe stato Ducezio, re dell’antica popolazione dei Siculi.

    Cattedrale di Noto

    La facciata barocca della Cattedrale di Noto

    Attraversando la strada arriviamo alla cosa da vedere a Noto per eccellenza: la sua splendida Cattedrale. La chiesa, dedicata a San Nicolò, è stata realizzata in più fasi dal 1727 al 1848. Nel 1996 però, uno dei piloni della Cattedrale è crollato, provocando la distruzione della cupola, della navata destra, di quella centrale e del transetto. Dopo sette anni di restauro la chiesa è stata ricostruita con lo stesso aspetto e gli stessi materiali dell’edificio originale, anche nella parte che era sopravvissuta al crollo. Una volta riaperta al pubblico, è iniziata una nuova fase finalizzata a decorare gli interni della chiesa. Ventisei artisti hanno partecipato ad un concorso per scegliere chi avrebbe realizzato gli affreschi sulla cupola, le tele ad olio destinate agli altari del transetto e le sculture da collocare nelle nicchie delle navate laterali. Gli artisti finora coinvolti sono: Oleg Supereco, Bruno d’Arcevia, Filippo Dobrilla, Demetrio Spina, Vito Cipolla, Tullio Cattaneo, Giuseppe Ducrot, Giuseppe Bergomi, Livio Scarpella, Gaspare da Brescia e Francesco Mori.

    Palazzo Landolina

    la facciata del Palazzo Landolina di Noto

    Il palazzo che vedete sulla destra, una volta usciti dalla Cattedrale, è il Palazzo Landolina di Sant’Alfano. Costruito nel 1730, era la residenza estiva di una delle famiglie più ricche e potenti di Noto. La progettazione dell’edificio è attribuita all’architetto Vincenzo Sinatra. La facciata, realizzata in pietre sagomate, si presenta con un elegante stile neoclassico. All’interno sono presenti diverse sale decorate con affreschi e tele del Settecento e dell’Ottocento. Dopo un lungo restauro, Palazzo Landolina è diventato oggi un prestigioso hotel. Di fronte al palazzo si può ammirare una piazza semicircolare dove si trova un Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, realizzato dallo scultore Saverio Sortini.

    Chiesa di San Carlo al Corso

    Il prospetto concavo della Chiesa di San Carlo al Corso a Noto

    Prima di proseguire con il vostro percorso alla scoperta delle cose da vedere a Noto, se volete fare una piccola pausa golosa questo è il momento giusto. Siete infatti molto vicino al Caffè Sicilia di Corrado Assenza, una delle pasticcerie più buone e famose di tutta la Sicilia. Soddisfatti i piaceri del palato, dedicatevi a quello dello spirito ammirando la splendida Chiesa di San Carlo al Corso. Il suo prospetto curvilineo aggiunge una nota scenografica in più a questa parte di Corso Vittorio Emanuele. All’interno si possono apprezzare gli stucchi e gli affreschi della volta attribuiti a Costantino Carasi. L’altare maggiore, con l’enorme scultura che rappresenta La luce di Cristo, proviene dall’antico Convento dei Gesuiti di Noto Antica. Anche dal terrazzo della torre campanaria di questa chiesa si può apprezzare un bellissimo panorama sulla città. L’edificio attiguo alla chiesa è l’ex collegio dei Gesuiti e oggi ospita una scuola. In una parte del palazzo c’è invece il cosiddetto Convitto delle arti, uno spazio dove spesso vengono organizzate mostre.

    Chiesa di San Domenico

    L'esterno della Chiesa di San Domenico a Noto

    Avvicinandosi verso la fine di Corso Vittorio Emanuele, sulla destra potrete vedere la magnifica Chiesa di San Domenico. Progettata dall’architetto Rosario Gagliardi, è stata costruita tra il 1703 ed 1727 come chiesa conventuale per i Padri Domenicani. È considerato il monumento più rappresentativo del tardo barocco di Noto. Se nella Chiesa di San Carlo il prospetto era curvo verso l’interno, qui abbiamo un esempio di prospetto curvo verso l’esterno. L’interno della chiesa è a croce greca con tre navate e cinque cupole riccamente decorate da stucchi. Sull’altare maggiore c’è una statua della Madonna del Rosario all’interno di un ciborio in legno dorato dello scultore Antonio Basile. Nello spazio di fronte alla chiesa si trova la Fontana d’Ercole, realizzata nel 1757 dallo scultore Giuseppe Orlando. Il nome deriva dalla statua del dio greco che è presente al suo vertice e che proviene da Noto Antica.

    Teatro Comunale “Tina di Lorenzo”

    Il teatro comunale di Noto Tina Di Lorenzo

    Di fronte alla Chiesa di San Domenico c’è il Teatro Comunale dedicato all’attrice Tina Di Lorenzo. È stato costruito nell’Ottocento, dopo continue richieste da parte degli abitanti di Noto. Per tanti anni infatti venne usato, come teatro, l’attuale Salone degli Specchi di Palazzo Ducezio. L’interno ha 320 posti a sedere e include tre file di palchi ed una galleria con 80 sedie. Le decorazioni del palcoscenico sono dei pittori Subba e Di Stefano mentre a Santi Ferrara dobbiamo la doratura della sala. I pilastri del boccascena ospitavano due tempere su tela, raffiguranti le allegorie della Lirica e della Prosa e oggi sono conservate nella Galleria d’arte contemporanea Pirrone.

    Chiesa di San Michele Arcangelo

    La chiesa di San Michele Arcangelo a Noto

    Finiamo questa prima parte delle cose da vedere a Noto con la Chiesa di San Michele Arcangelo. La sua costruzione risale alla fine del Settecento ed è caratterizzata da un prospetto semplice ma elegante. L’interno è ad una sola navata e presenta delle splendide decorazioni in stucco nella zona della volta e del presbiterio.

    Cosa vedere a Noto: i monumenti su Corso Cavour

    Una volta completato il giro su Corso Vittorio Emanuele, l’itinerario tra le cose da vedere a Noto si sposta sulla via parallela. Dalla chiesa di San Michele Arcangelo percorrete Via Galileo Galilei, arrivando così su Corso Cavour. Questa è la strada scelta da quattro famiglie nobili per far costruire le loro sfarzose dimore.

    Palazzo Di Lorenzo Castelluccio

    Una delle sale di Palazzo dI Lorenzo Castelluccio a Noto

    Proseguendo verso destra su Corso Cavour arriviamo ad una delle perle più belle tra le cose da vedere a Noto. Si tratta di Palanzo Di Lorenzo Castelluccio. È stato progettato nel 1782 dall’architetto Vincenzo Sinatra per Corrado Di Lorenzo, marchese del Castelluccio. Dopo un lungo periodo di restauro, nel 2018 il palazzo è stato aperto alle visite. Durante il percorso è possibile visitare otto diverse sale, ognuna delle quali presenta tantissimi elementi di arredo del Settecento e Ottocento. Tra i pezzi più importanti che è possibile ammirare ci sono: un orologio della prima metà del XVII secolo, proveniente da una chiesa in provincia di Palermo, un ritratto del generale Murat del pittore francese Girodet e una poltrona in mogano realizzata da Jacob, ebanista della famiglia Bonaparte. Inoltre si possono anche visitare le antiche cucine e le scuderie del palazzo.

    Loggia del Mercato

    La loggia del mercato di Noto

    Riprendiamo il cammino su Corso Cavour e due traverse dopo, su Via Rocco Pirri, ecco un’altra perla nascosta. È la Loggia dell’antico mercato di Noto dove un tempo macellai, pescivendoli e fruttivendoli vendevano i loro prodotti. Le pareti sono dipinte in chiaroscuro con delle belle tonalità turchesi e giallo sabbia. Al centro dello spiazzale della Loggia, pavimentato con pietre di fiume, c’è invece una piccola vasca in pietra bianca iblea. Dopo essere stato restaurato, questo spazio è utilizzato oggi per eventi culturali.

    Chiesa di Montevergine

    La chiesa di Montevergine di Noto

    Ritorniamo ancora una volta su Corso Cavour dove, poco più avanti, ci sono altre due cose da vedere a Noto. Alla vostra sinistra potete ammirare la Chiesa di Montevergine. Probabilmente vi sarà capitato di averla già vista perché si trova al termine di Via Nicolaci. Questa è la famosa strada dove, ogni anno, viene allestita l’Infiorata di Noto e la potete vedere alla vostra destra. Tornando alla chiesa, questa è stata costruita tra il 1695 e il 1762, su progetto di Vincenzo Sinatra. L’interno della Chiesa di Montevergine di Noto è ad una sola navata e presenta ancora lo splendido pavimento di maioliche originale del Settecento. Nella chiesa si trova un’esposizione permanente sulle sei Confraternite di Noto. Si possono ammirare: le diverse divise, le insegne, gli stendardi e molto altro.

    Palazzo Nicolaci

    Particolare di un balcone di Palazzo Nicolaci di Noto

    E arriviamo così ad un altro capolavoro assoluto di Noto: Palazzo Nicolaci. Prima di entrare all’interno fermatevi a guardare i suoi splendidi balconi decorati con cavalli e leoni alati, volti di adolescenti e sirene. L’aspetto attuale dell’edificio è merito di Giacomo Nicolaci, detto “Giacomo il Gobbo”, che nel 1737 decide di realizzare il palazzo come lo vediamo oggi. Si sviluppa su quattro piani e conta all’interno oltre 90 stanze. L’ambiente più straordinario è sicuramente il Salone delle Feste, affrescato interamente, durante l’Ottocento, dai discendenti di Giacomo Nicolaci. Lungo tutte le pareti è stata realizzata una finta balaustra con la tecnica del “trompe-l’œil”, dove si possono riconoscere tantissimi oggetti. Alcuni molto comuni come, ad esempio, strumenti musicali, ceste di pesce e frutta. Altri sicuramente più anomali come una macchina elettrostatica portatile a disco o un backgammon.

    Palazzo Astuto

    Il prospetto barocco di Palazzo Astuto a Noto

    Prima di concludere la seconda parte delle cose da vedere a Noto, vi restano da visitare altri due palazzi nobiliari. Il primo è Palazzo Astuto, progettato dall’architetto Vincenzo Sinatra. La facciata si presenta molto elegante ed è scandita da sei pilastri con capitelli tuscanici che vanno a sorreggere l’elegante frontone del palazzo. Per molti anni è stata la sede di un museo ma, con la morte dell’ultimo erede, tutti i reperti della collezione sono stati venduti ai principali musei d’Europa. È possibile visitare Palazzo Astuto in occasione di aperture straordinarie per eventi e manifestazioni culturali.

    Palazzo Trigona

    Il prospetto barocco di Palazzo Trigona di Cannicarao a Noto

    L’ultimo monumento che rimane da vedere su Corso Cavour è un’altra dimora nobiliare, questa volta della famiglia Trigona di Cannicarao. Palazzo Trigona è uno dei più interessanti esempi di edilizia privata presenti a Noto. Presenta una pianta a “U”, soluzione tipica adottata in molte costruzioni residenziali della città. L’edificio è stato realizzato in epoche successive diverse infatti la facciata sulla strada e l’ala occidentale vennero completate prima dell’ala orientale. Nell’Ottocento sono stati aggiunti il muro semicircolare del giardino del pianterreno e il giardino pensile a est. Il palazzo oggi risulta diviso in due parti. Una è di proprietà del Comune di Noto che ha fatto realizzare una sala conferenze intitolata a Rosario Gagliardi e vari spazi attrezzati ad ospitare mostre artistiche. La seconda parte è stata trasformata in hotel.

    Cosa vedere a Noto: i monumenti del Piano Alto

    Dopo aver completato la visita di Via Cavour, l’itinerario alla scoperta delle cose da vedere da Noto continua nella parte alta della città. È chiamata Piano Alto, Cianazzu in siciliano e spesso viene snobbata dai turisti. In realtà anche in questo quartiere non mancano le sorprese, come la Chiesa del Santissimo Crocifisso, la seconda per dimensione dopo la Cattedrale.

    Palazzo Impellizzeri di San Giacomo

    Il prospetto barocco di Palazzo Impellizzeri di San GIacomo a Noto

    Per raggiungere la zona del Piano Alto di Noto avete due opzioni. La prima è quella di usare una delle scalinate che partono da Corso Cavour, come la Scalinata di Via Fratelli Bandiera o quella di Via Mariannina Coffa. In alternativa potete usare via Ascanio Mauceri, che è solo un po’ in salita ma non ha scale. La prima tappa sarà il Palazzo Impellizzeri di San Giacomo. Oggi è la sede dell’Archivio di Stato di Noto e, al suo interno, sono presenti oltre sessanta vani decorati con stucchi e tele del Settecento, mobili antichi e superbi lampadari in ferro battuto. Una delle stanze più rappresentative è sicuramente la “Sala d’armi”, caratterizzata dal maestoso affresco con lo stemma araldico della famiglia Impellizzeri: un pesce che nuota in un mare agitato di colore azzurro e argento.

    Ex Convento di San Tommaso (Carcere di Noto)

    La facciata dell'ex convento di san tommaso a Noto

    A questo punto, girate attorno al palazzo passando da Via Sergio Sallicano e poi svoltate a destra su Via Trigona. Il monumentale edificio che avete davanti è l’Ex Convento di San Tommaso. Questo è l’unico luogo di questa guida che non potete visitare perché oggi ospita la Casa di Reclusione di Noto. Se siete dei fan del Commissario Montalbano forse questo palazzo vi sembrerà familiare. La facciata, con la sua doppia scalinata, è stata utilizzata nella fiction per le riprese esterne del Carcere di Vigata. La ritroverete negli episodi in cui il figlio di Adelina viene arrestato.

    Chiesa di Sant’Agata

    La facciata barocca della Chiesa di San Agata a Noto

    Invertite il vostro senso di marcia e percorrete Via Trigona andando verso sinistra. La chiesa che vedete alla vostra sinistra è la Chiesa di Sant’Agata. È la chiesa più antica della nuova città di Noto e risale ai primi anni del ‘700. Era integrata con un monastero delle Monache Benedettine, trasformato poi in ospedale e utilizzato fino al 1982. Lungo la strada avrete forse notato l’insegna “Ospizio Ospedale Trigona”. All’interno della chiesa sono presenti splendide decorazioni in stucco  lungo le pareti e nella volta, dove è presente l’affresco Il Trionfo di Sant’Agata di Costantino Carasi. Anche l’altare maggiore è degno di nota, realizzato in marmo scuro e sovrastato da un tempietto a marmi multicolori, il cui cupolino è sorretto da otto colonnine in marmo color vinaccia.

    Chiesa della Santissima Annunziata

    Il prospetto della Chiesa dell'Annunziata di Noto

    Usciti dalla chiesa, di fronte a voi troverete la Chiesa della Santissima Annunziata. L’edificio fa parte dell’ex Monastero delle Benedettine e si presenta in posizione rialzata rispetto al livello stradale. Nella navata centrale è presente un pregevole lavoro, formato da tre tempietti in legno affiancati tra di loro. Nella chiesa si conservano anche una scultura marmorea della Madonna col Bambino proveniente da Noto Antica e un dipinto di S. Anna datato 1770.

    Chiesa di Santa Maria del Gesù

    Il prospetto della Chiesa di Santa Maria del Gesù a Noto

    Alla fine di Via Trigona incontrerete la Chiesa di Santa Maria del Gesù, progettata dall’architetto Vincenzo Sinatra negli anni ‘40 del Settecento. L’esterno della chiesa ha un notevole impatto scenografico perché si trova in posizione sopraelevata rispetto alla strada con cui è collegata da una doppia scalinata a trapezio. L’interno è ad una sola navata e, seppur piccolo, conserva alcune opere interessanti. Tra queste ci sono una Madonna col bambino realizzata nel Cinquecento e proveniente da Noto Antica e la pala di Costantino Carasi Madonna con i genitori S. Anna e S. Gioacchino.

    Chiesa del Santissimo Crocifisso

    La facciata della chiesa del Santissimo Crocifisso di Noto

    Per completare la visita del Piano Alto di Noto non resta che visitare la Chiesa del Santissimo Crocifisso. Con una superficie di circa 1400 metri quadrati è la seconda chiesa per estensione dopo la Cattedrale di San Nicolò. Al suo interno potrete ammirare la splendida Cappella Landolina, decorata con stucchi e affreschi e dove si conserva, in una teca d’oro, una spina della corona di Cristo. Esplorando questo santuario imponente, incontrerete anche: una statua della Madonna della Neve scolpita da Francesco Laurana nel 1471, una croce in oro realizzata nel 1746 e la statua del cosiddetto Cristo Piagato, una scultura in legno del XVI secolo. Non dimenticate di alzare lo sguardo e ammirare gli affreschi che il pittore Costantino Carasi ha realizzato nel Settecento.

    Cosa vedere a Noto: i monumenti di Via Aurispa e Via Ducezio

    L’ultima parte di questo itinerario, alla scoperta delle cose da vedere a Noto, si completa con Via Ducezio e Via Aurispa. Ritornate su Corso Cavour e percorretelo nuovamente fino a Palazzo Di Lorenzo. A questo punto percorrete via Galileo Galilei, che poi prende il nome di Via Ruggero Settimo e proseguite fino a quando non incontrerete sulla destra una chiesa dalla facciata ricurva. Da qui parte l’ultima esplorazione di Noto.

    Chiesa della Madonna del Carmine

    Particolare della facciata della Chiesa della Madonna del Carmine di Noto

    La chiesa che vedete è quella della Madonna del Carmine, costruita nella seconda metà del XVIII secolo insieme al relativo convento. L’interno si caratterizza per la presenza di un ricchissimo ciclo di stucchi e decorazioni rococò a forma di ghirlande. Nell’area del presbiterio si trova una statua in legno della Madonna del Carmelo, proveniente da Noto Antica e attribuita ad Antonino del Monachello. Altri elementi di arredo presenti nella chiesa sono una scultura di S. Sebastiano Martire del XVII secolo e un Cristo in croce di gusto tardo barocco, entrambi collocati nella cappella del Santissimo Crocifisso sul lato sinistro. Sulla volta si trova invece il dipinto realizzato nella metà del XVIII secolo dal pittore Costantino Carasi e dedicato a “Il trionfo della Madonna del Carmelo sulle eresie ariana e nestoriana”. 

    Chiesa di Santa Maria alla Rotonda

    Dopo aver visitato la chiesa, percorrete Via Ruggero Settimo finché non si incrocia con via Aurispa. Su questa strada ci sono due chiese da menzionare sicuramente tra le cose da vedere a Noto. La prima è la Chiesa di Santa Maria alla Rotonda, chiamata così per la forma della finestra che si trova sopra il portale d’ingresso. L’interno della chiesa è formato da un’unica grande navata con una splendida volta a botte. Lungo le pareti laterali, sono presenti diverse opere d’arte, tra cui la tela cinquecentesca del Volto di Cristo asciugato dalla Veronica, una statua in legno dorato dello stesso periodo che raffigura San Giuseppe e infine la pala del Settecento: Gli Apostoli Giacomo e Filippo. Il pezzo forte è però sicuramente l’altare maggiore, realizzato in marmo e gesso con stucchi di colore dorato.

    Chiesa di San Giovanni Battista alle Anime Sante

    Poco più avanti, sempre su Via Aurispa, c’è la Chiesa di San Giovanni Battista alle Anime Sante. Costruita nel Settecento, la chiesa era stata concepita per essere un vero e proprio “cimitero ecclesiastico”. Esiste infatti una cripta, oggi ormai murata, dove venivano seppelliti tutti gli appartenenti al clero di Noto. Nella facciata spicca il fastoso portale barocco con due pilastri, sormontati da capitelli corinzi. L’interno ha una sola navata ed è arricchito da pregevoli stucchi del Settecento.

    Palazzo Rau della Ferla

    Il prospetto barocco di Palazzo Rau della Ferla a Noto

    Prendete adesso Via Arnaldo da Brescia, la strada che passa alla sinistra della Chiesa di San Giovanni e ritornate verso Corso Vittorio Emanuele. Incrocerete prima Via Ducezio e subito dopo Via Spaventa, dove dovrete girare a destra. Arriverete all’ultima delle sette dimore nobiliari presenti a Noto: Palazzo Rau della Ferla. Costruito in stile barocco nel 1740, il palazzo presenta una facciata ordinata ed elegante e suddivisa in due ordini. Tutte le aperture che si aprono sulla facciata sono decorate da bassorilievi che richiamano motivi floreali. All’interno del palazzo è possibile ammirare saloni con affreschi di scuola francese, stucchi ottocenteschi e preziosi mobili d’epoca. Dopo essere stato restaurato, alcuni dei suoi locali vengono oggi utilizzati per organizzare mostre ed eventi.

    Chiesa di Santa Maria dell’Arco

    La facciata barocca della Chiesa di Santa Maria dell'Arco a Noto

    A questo punto tornate indietro e, questa volta, svoltate su Via Ducezio dove si completa questo itinerario tra le cose da vedere a Noto. Incontrerete sulla destra la Chiesa di Santa Maria dell’Arco. Progettata dall’architetto Rosario Gagliardi, è stata realizzata tra il 1725 e il 1760. Prima che venisse completata la Cattedrale di San Nicolò, questa era la Chiesa Madre della città. La facciata principale presenta uno splendido portale barocco con ai lati due colonne tortili che sostengono un arco spezzato. Al centro si vede uno scudo simbolo dell’ordine circestense che aveva infatti il suo monastero proprio dietro la chiesa. L’interno della chiesa è ad una sola navata ed è decorato da splendidi stucchi. Le pale d’altare e i dipinti presenti sulla volta sono opera del pittore Costantino Carasi. 

    Chiesa dello Spirito Santo

    il prospetto della Chiesa dello Spirito Santo a Noto

    Continuiamo a passeggiare su Via Ducezio fino ad incontrare la penultima tappa di questo itinerario: la Chiesa dello Spirito Santo. È una delle più piccole tra quelle presenti a Noto e ha una facciata di forma quadrangolare con un elegante portale arcuato. L’interno è ad una sola navata e custodisce diverse opere d’arte. Tra queste le tele che raffigurano Gli Arcangeli Gabriele, Michele e Raffaele, il Martirio di Sant’Ippolito e le statue contemporanee della Madonna Immacolata e di San Giuseppe. Da ammirare anche uno splendido organo a canne del 1726, un coro ligneo del XVIII secolo e la bella tela che raffigura  la Pentecoste, posta sul monumentale altare maggiore.

    Chiesa Ecce Homo

    Il prospetto della Chiesa Ecce Homo al Pantheon di Noto

    Completiamo questa guida sulle cose da vedere a Noto con la Chiesa Ecce Homo. Per raggiungerla potete svoltare a sinistra su Via Zanardelli e andare avanti finché non tornerete sul corso principale. Varcate la Porta Reale e attraversate il lungo viale alberato. A circa metà strada tagliate verso destra e arriverete ad uno spiazzo dove si trova la Chiesa dell’Ecce Homo. È chiamata così perché nel suo altare maggiore si trova una pregevole statua del Cristo alla Colonna, nota anche come Ecce Homo e proveniente da Noto Antica. Questa chiesa è conosciuta anche come Chiesa del Pantheon perché, lungo le pareti, ci sono i loculi che contengono le salme di venti soldati morti durante la Prima Guerra Mondiale.

    Cosa vedere a Noto: i luoghi di interesse nei dintorni

    La facciata barocca dell'Eremo di San Corrado Fuori le mura a Noto

    Dopo aver visitato tutti i luoghi che vi abbiamo presentato in questa guida potrete, se avete tempo e voglia, dedicarvi ad alcune piccole escursioni nei paraggi. A circa 5 chilometri dalla città c’è l’Eremo di San Corrado Fuori le Mura, costruito nel luogo in cui Corrado Confalonieri si stabilì tra il 1322 e il 1351. Altre escursioni interessanti sono quelle alla Villa Romana del Tellaro, alla Necropoli di Castelluccio e al Parco Archeologico di Noto Antica. Infine, se amate la natura o volete unire alla cultura anche il mare, non perdetevi la Riserva Naturale dello Zingaro e le sue fantastiche spiagge.


    Sergio Campolo

    Mi sono laureato in Economia e Management a Roma, ho lavorato per 6 anni a Milano soprattutto nel Web Marketing e adesso vivo a Trento. Nel 2021 ho fondato The World of Sicily con l’obiettivo di far conoscere a tutto il mondo le bellezze di questa regione.

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