Gam – Galleria d’arte Moderna

    L'autoritratto di Guttuso conservato nella Galleria d'Arte Moderna di Palermo

    La Galleria d’Arte Modena di Palermo è uno dei musei di arte contemporanea più importanti della Sicilia. Attraverso le sue opere illustra il percorso delle arti figurative in Italia tra Ottocento e Novecento.

    La storia della Galleria d’arte Moderna di Palermo

    La Galleria d’Arte Moderna di Palermo fu istituita su proposta da Empedocle Restivo e approvata dal Consiglio Comunale nel 1906. Fu inaugurata nel 1910, alla presenza del re Vittorio Emanuele III, nel ridotto del primo piano del Teatro Politeama Garibaldi. Oggi il complesso museale è formato da due diversi edifici: l’ex convento francescano della chiesa di Sant’Anna la Misericordia, e l’attiguo gotico catalano Palazzo Bonet.

    Inizialmente la raccolta era costituita dalle opere già esposte all’Esposizione Nazionale del 1891-92, donate da alcuni artisti dall’acquisto di sette sanguigne di Iulius Van Biesbroek dal titolo Delenda Messana, ispirate dal terremoto di Messina del 1908, e da una delle più importanti presenze del Museo, Il peccato di Franz Von Stuck. A questo patrimonio si aggiungono nel tempo donazioni (circa cinquanta opere della collezione Alfano), lasciti depositi di altri musei e acquisti effettuati nelle principali esposizioni nazionali, che incrementano via via la collezione. Vengono quindi comprate opere di artisti siciliani, quali Ettore De Maria Bergler, Pietro De Francisco, Salvatore Gregorietti, Rocco Lentini, Aleardo Terzi (Mattino d’Estate, 1913), Onofrio Tomaselli, Domenico Trentacoste, Antonio Ugo insieme con altre di Carena e Mancini. Tra la fine degli anni Venti e i primi anni Trenta entrarono nella galleria Gli scolari di Federico Casorati e La femme aux gants di Boldini, nel 1935 il grande olio I carusi del Tomaselli, che affronta in chiave realistica la tematica del lavoro minorile, mentre nello stesso anno Lia Pasqualino Noto, a nome della deputazione della Galleria, acquista a Roma Cronache del nostro tempo di Cagli e Le nozze di Campigli, con un’inversione di rotta di scelta verso il contemporaneo, che viene seguita anche nel ‘38 in occasione delle Mostra di sessanta artisti nazionali alla Galleri Mediterranea, acquisendo opere di Carrà, Franchina, Guttuso, Marini, Pirandello, Severini, Sironi, Trombadori.

    Le opere e l’allestimento della GAM di Palermo

    Il Museo costituisce un’importante collezione della seconda metà dell’800 e della prima metà del ‘900. La pittura del primo Ottocento è rappresentata dalla ritrattistica di Giuseppe Patania, Salvatore Lo Forte, Vincenzo Riolo, dal vedutismo di Palermo e della Conca d’Oro dei tardo-ottocentisti siciliani, Francesco Zerilli, Francesco Lojacono, Antonino Leto, Michele Catti rafforzati dall’Ottocento napoletano di Antonio Mancini e Domenico Morelli, da opere di Silvestro Lega e Guglielmo Ciardi e dai dipinti ispirati alla storia greca e romana di Sciuti o al revival neogotico, sulla scia del nazionalismo patriottico risorgimentale. Del Novecento, sono da ricordare, tra gli altri, Pippo Rizzo, con il suo Autoritratto futurista, Lia Pasqualina Noto e Vittorio Corona. Altrettanto significativa è la sezione della scultura con opere di Villareale, Rutelli, Ximenes, Civiletti, De Lisi, Campini, Ragusa, Ugo, Bertolino e Consagra.

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