Chiesa di San Cataldo

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    La Chiesa di San Cataldo è uno splendido esempio di opera architettonica, realizzata da maestranze islamiche secondo criteri romanico-occidentali. Le sue tre cupole rosa la rendono uno dei luoghi più iconici di Palermo. Dal 2015 la Chiesa di San Cataldo fa parte dei beni Unesco Patrimonio dell’umanità all’interno dell’Itinerario “Palermo Arabo-Normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale“.

    La storia della Chiesa di San Cataldo di Palermo

    La costruzione della Chiesa di San Cataldo risale al 1554 e fu voluta da Majoni da Bari, grande ammiraglio del re normanno Guglielmo I. Le dimensioni ridotte della chiesa fanno pensare che fosse la cappella privata di un complesso di edifici di proprietà dell’ammiraglio, tra cui il Palazzo Majone e oggi non più esistenti. Dopo la morte di Majone da Bari la chiesa fu concessa dal re a Silvestro da Marsico, anche lui ammiraglio del Regno. Come testimonia una lapide ancora presente, Silvestro decise di seppellire, nella Chiesa di San Cataldo, la figlia Matilde nel 1161. Nel 1182, la cappella e gli edifici annessi furono concessi ai monaci benedettini di Monreale, che mantennero la proprietà fino al 1787, anno in cui furono trasformati in ufficio postale. Un progetto di restauro, durato dal 1875 al 1882, ha riportato la chiesa alla sua configurazione originale ma ha anche portato alla distruzione del resto degli edifici normanni. La chiesa, dal 1937, è affidata all’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e dal 2015 fa parte de beni Unesco Patrimonio dell’umanità all’interno dell’Itinerario “Palermo Arabo-Normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale“.

    Architettura e opere della Chiesa di San Cataldo

    La Chiesa di San Cataldo è uno splendido esempio di opera architettonica realizzata da maestranze islamiche secondo criteri romanico-occidentali. Esternamente, la struttura cubica dell’edificio e le tre cupole rosa sono una chiara espressione della sensibilità geometrica tipica della cultura fatimita. L’interno è diviso in tre navate da colonne con capitelli che sorreggono le arcate acute. Il pavimento presenta una splendida decorazione in opus sectile, un’antica tecnica per creare decorazioni a intarsio, utilizzando marmi o altri materiali. La ricchezza del pavimento contrasta con le pareti della chiesa che invece sono completamente spoglie. È molto probabile però che dovessero essere anche queste ricoperte di mosaici ma forse la prematura morte di Majone da Bari ha portato all’interruzione dei lavori. Nella navata centrale si conserva un altare in marmo in cui è incisa una croce greca con i simboli dei quattro Evangelisti.

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