Teatro Politeama

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    Il Teatro Politeama di Palermo è uno splendido esempio di architettura neoclassica, realizzato tra il 1867 e il 1874 su progetto di Giuseppe Damiani Almeyda. Nato inizialmente come anfiteatro, per la rappresentazione di spettacoli all’aperto, oggi è la sede dell’Orchestra Sinfonica Siciliana. Nel 1896 al Teatro Politeama un giovane Arturo Toscanini diresse la Bohème di Puccini, ottenendo un grandissimo successo di pubblico dopo aver avuto a Torino una cattiva accoglienza da parte della critica.

    La storia del Teatro Politeama

    Il Teatro Politeama di Palermo fu costruito tra il 1867 e il 1874 sulla base di un progetto di Giuseppe Damiani Almeyda. Inizialmente fu utilizzato per spettacoli all’aperto e, come negli antichi anfiteatri romani, aveva anche una grande tendone utilizzato come copertura. Nel 1868 l’anfiteatro fu convertito in una sala teatrale in modo da allargare l’offerta proposta anche a spettacoli di musica e prosa. Il 7 giugno 1874, il Politeama fu inaugurato, ancora incompleto, con la rappresentazione dell’opera di Vincenzo Bellini: “I Capuleti e i Montecchi”. La copertura verrà aggiunta nel 1887, mentre nel 1891, in occasione dell’Esposizione Nazionale che si tenne proprio a Palermo, furono realizzati gli ultimi lavori di abbellimento. Per l’apertura ufficiale fu rappresentato l’Otello di Verdi con protagonista il celebre tenore Francesco Tamagno. Dal 2001 il Teatro Politeama di Palermo è la sede dell’Orchestra Sinfonica Siciliana.

    Architettura e decorazioni esterne del Politeama di Palermo

    Il Teatro Politeama di Palermo è un importante esempio di architettura neoclassica. L’ingresso è caratterizzato da un monumentale arco trionfale, sormontato da una quadriga che rappresenta il “Trionfo di Apollo ed Euterpe”, realizzata dallo scultore Mario Rutelli. Ai lati della quadriga ci sono le statue di due cavalli, opera di Benedetto Civiletti. A fianco dell’arco trionfale si sviluppa il corpo semicircolare dell’edificio con due ordini di colonnati: uno stile in dorico e uno in stile ionico. Le pareti esterne presentano delle ricche decorazioni in stile pompeiano che riprendono il tema dei giochi olimpici e delle corse a cavallo. La cupola di copertura, in ferro e vetro, fu aggiunta nel 1877. Il progetto, come tutto il teatro, era di Giuseppe Damiani Almeyda e fu realizzato dalla Fonderia Oretea.  

    L’interno del Teatro Politeama

    La sala del Teatro Politeama è a ferro di cavallo con due ordini di palchi ed un doppio loggione, per una capienza prevista per quell’epoca di cinquemila spettatori (oggi è di 950). Sul boccascena si sviluppa invece un colonnato esastilo corinzio con al centro un busto bronzeo di Giuseppe Garibaldi. La cupola sul tetto è decorata come se fosse un finto velario di un colore azzurro cielo. Alla sua base c’è un ciclo pittorico realizzato da Gustavo Mancinelli sulle “Feste Eleuterie”. Sicuramente degno di nota è il grande sipario del teatro largo 14 metri e alto 13 per un peso complessivo di 450 chili. Anche questa decorazione è opera di Gustavo Mancinelli e rappresenta “Eschilo alla corte di Gerone di Siracusa”. 

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