Palazzina Cinese

    La facciata della Palazzina Cinese di Palermo

    La Real Casina Cinese, meglio nota come Palazzina Cinese, è una delle più originali e raffinate costruzioni della città di Palermo. Situata ai margini del Parco della Favorita, fu edificata a partire dal 1799 su progetto dell’architetto Venanzio Marvuglia, per volere del re Ferdinando IV di Borbone. Nel dicembre del 1798, infatti, il re e la moglie Maria Carolina furono costretti a trasferirsi a Palermo per sfuggire ai tumulti di Napoli, dopo l’occupazione napoleonica. Essendo un appassionato cacciatore, Ferdinando di Borbone acquistò dalla nobiltà palermitana buona parte dei terreni della Piana dei Colli per realizzarvi una riserva di caccia personale. In una di quelle tenute si trovava una casina dallo stile orientaleggiante fatta costruire dal barone Benedetto Lombardo della Scala. Il re ne restò affascinato e decise di eleggerla a propria residenza, dopo averla resa idonea a questo scopo. La prima costruzione venne completamente ristrutturata e ingrandita, lasciandone immutato lo stile esotico, uno stile che si ispirava all’arte orientale e che era molto in voga in Europa già nel XVII secolo. Per quanto gli esterni della palazzina siano molto caratteristici, il fascino di questa costruzione singolare risiede tutto nelle splendide decorazioni degli interni e nella commistione elegante e sorprendentemente equilibrata tra differenti stili: orientale, pompeiano e neoclassico.

    L’architettura esterna della Palazzina Cinese

    La Palazzina cinese ha forma quadrata e si compone di quattro elevazioni e un piano seminterrato. I due prospetti principali (nord e sud) presentano entrambi nella parte centrale un portico semicircolare sorretto da sei colonne in marmo e coronate da un tetto a pagoda. Il corpo centrale della costruzione termina con una specola, una sorta di osservatorio astronomico, detto Stanza dei Venti, di forma ottagonale. Il tetto a pagoda che la ricopre è sormontato da un lungo pinnacolo dalla forma di un doppio calice rovesciato, che contribuisce a dare ulteriore slancio a tutta la costruzione. Nel livello inferiore, al secondo piano della costruzione, si trovano due grandi terrazzi impreziositi da un gioco di travi traforate. Nei prospetti laterali, leggermente staccati dalla costruzione, si possono ammirare due torrette con scale elicoidali a giorno, realizzate su progetto dell’architetto Giuseppe Patricolo. Queste torrette sono collegate alle balconate che si trovano lungo il perimetro del primo piano e del piano rialzato, attraverso passerelle aeree con ringhiera. Tutte le pareti esterne presentano decorazioni caratterizzate da un’ampia varietà cromatica sui toni prevalentemente del rosso, del verde e dell’ocra. Nella parte posteriore della palazzina si estende un giardino in stile italiano, realizzato intorno al 1800. Le siepi all’interno del giardino formano dei caratteristici labirinti di grande suggestione scenica. Nelle dipendenze della palazzina, dove anticamente avevano sede le stalle e i locali della cucina, oggi si trova il Museo Etnografico Pitrè, dedicato alle arti, alla cultura e alle tradizioni popolari siciliane.

    Le sale all’interno della Palazzina Cinese

    Le sale della Palazzina Cinese sono distribuite su quattro livelli: seminterrato, piano rialzato, primo piano, secondo piano. I vari ambienti sono caratterizzati da una grande varietà di stili, sia nelle decorazioni che negli arredi, e da una ricercata eleganza capace di coniugare funzionalità ed estro creativo. Nel seminterrato si trova una imponente sala da ballo in stile Luigi XVI, la Sala delle Rovine, così denominata per l’originalissimo affresco della volta che simula un edificio termale in rovina, con finte muffe ed edera che sembrano scendere dal soffitto. Sempre nel seminterrato si trova il bagno di re Ferdinando, con una magnifica vasca marmorea ovale, incassata nel pavimento. Sembrerebbe che i reali si dilettassero a usarla mentre nella stanza attigua suonava l’orchestra. Nel piano rialzato si trova una sala di rappresentanza, detta Sala delle Udienze, alle cui pareti sono disposti pannelli di seta dipinti a motivi cinesi, e la sala da pranzo. In quest’ultimo ambiente si può ammirare l’ingegnoso meccanismo di saliscendi, progettato dal Marvuglia, attraverso cui dal piano sottostante venivano salite le vivande, senza che i commensali fossero disturbati dalla presenza dei domestici delle cucine. Sempre nel piano rialzato troviamo la sala da gioco e la stanza da letto del re, splendidamente affrescata, con un imponente baldacchino a otto colonne di marmo. Al primo piano si trovano le stanze adibite ad alloggiare le dame e i cavalieri, arredate in stile neoclassico e divise in due ali distinte per uomini e donne. Al secondo piano troviamo gli alloggi della regina Maria Carolina. Questi ambienti vengono considerati tra i più raffinati ed eleganti di tutta la costruzione. Il salotto alla turca è arricchito da numerose decorazioni con astri solari e mezze lune stilizzate, mentre la Sala Ercolana, in stile impero, si ispira ai ritrovamenti fatti in quel periodo negli scavi delle antiche città di Pompei ed Ercolano. La camera da letto è in stile neoclassico e al suo interno si trova una singolare stanza da bagno, detta Gabinetto delle Pietre Dure, in cui possono essere ammirati mosaici realizzati con marmo, pietre dure e paste vitree.

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