Teatro Vittorio Emanuele

Costruito per volere di Federico II di Borbone su progetto del napoletano Pietro Valente, fu inaugurato nel 1852 portando in scena l’opera “il Pasha di Scutari” di Gaetano Donizzetti. Chiamato inizialmente Teatro Sant’Elisabetta, in onore della madre del re, assunse il nome attuale dopo l’impresa Garibaldina in Sicilia. La facciata del teatro presenta un portico a tre arcate su cui poggiano eleganti colonne doriche; sopra, un loggiato avanzato che consentiva il passaggio delle carrozze; su di esso si ammira un gruppo scultoreo in marmo scolpito nel 1847 da Saro Zagari che rappresenta Il Tempo che scopre la Verità e Messina.
L’esterno, in pietra siracusana a bugnato è di chiara architettura neoclassica con la parte frontale ornata da sculture e bassorilievi dello Zagari che rappresentano scene della vita di Ercole e sedici drammaturghi e musicisti famosi.
L’interno è invece interamente ricostruito e impreziosito da un affresco di Renato Guttuso sul tetto che rappresenda la leggenda di Colapesce.

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