Palazzo Vescovile Schininà

La facciata del Palazzo Vescovile Schininà a Ragusa
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Il Palazzo Vescovile Schininà è uno dei diciotto monumenti di Ragusa che fa parte del sito Unesco Le città tardo barocche del Val di Noto. Costruito alla fine del XVIII secolo da don Mario Schininà Cosentini, il palazzo è stato poi diviso in due diverse ali dai figli. Questa configurazione è rimasta ancora oggi e vede l’ala sud, ancora di proprietà della famiglia Schinina. Nell’ala nord ha invece sede il Seminario, il Vescovato e gli uffici della Curia Diocesana. 

La storia del Palazzo Schininà di Ragusa

La costruzione del Palazzo Vescovile di Ragusa risale alla fine del XVIII per iniziativa di don Mario Schininà Cosentini dei marchesi di Sant’Elia. Nella prima metà dell’Ottocento la proprietà dell’edificio passò ai figli Giuseppe e Giambattista che decisero di dividerlo in due parti. Nell’ala sud del palazzo, di proprietà ancora oggi della famiglia Schininà, nacque nel 1841 Maria Schininà. Quinta degli otto figli di Gianbattista, la ragazza da grande sarà la fondatrice delle Suore del Sacro Cuore di Gesù e sarà proclamata beata nel 1990. L’ala nord del palazzo, invece, è stata la sede della Prefettura di Ragusa dal 1926 al 1935. Nel 1949 la Marchesa Carlotta Schininà cede questa parte del palazzo al parroco della vicina Chiesa di San Giovanni Battista affinché diventasse la sede del Seminario. Oggi ospita anche il Vescovato e gli uffici della Curia Diocesana. 

Architettura del Palazzo Vescovile di Ragusa

Il prospetto principale del Palazzo Vescovile di Ragusa presenta sette diversi balconi sorretti da mensole in pietra pece e decorati con motivi floreali. Due grandi portoni, con eleganti lesene in pietra calcarea scolpita, conducono alle diverse ale del palazzo. Quello dell’ala nord immette in un ampio atrio coperto, delimitato da un’artistica cancellata in ferro battuto con lo stemma della Diocesi di Ragusa. Il portone dell’ala sud immette, invece, in un cortile lastricato da cui parte una splendida scalinata delimitata da eleganti balaustre in pietra. Questa conduce inizialmente al giardino del palazzo dove il barone Giuseppe Schininà, grande esperto di scienze botaniche, aveva fatto piantare diverse specie vegetali molto rare. Alcuni esemplari sono visibili, ancora oggi, come le due grandi araucarie che si elevano per circa 50 metri ai lati dell’ingresso. Dal piano di accesso al giardino partono due diverse rampe che conducono al piano nobile del palazzo. 

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